La Lega a piazza San Giovanni: attese 40mila persone contro il Governo e la sindaca Raggi

Un assedio a palazzo Chigi ma anche al Campidoglio. E in piazza ci sarà anche Casapound

Matteo Salvini in Campidoglio

Ci sono l'hashtag, #orgoglioitaliano, il mega palco con maxi schermi quasi montato, le locandine che girano da giorni in rete e, al capitolo social tanto caro al leader, nientedimeno che un effetto grafico appositamente ideato per marchiare le "storie" su Instagram. Sabato 19 ottobre, a Roma, è il giorno della Lega. Piazza San Giovanni, location storica della manifestazioni "rosse", si riempirà di tricolori. 

Nelle rosee previsioni di Matteo Salvini, "sarà una piazza con almeno 100 mila italiani". In quelle di Agenzia per la mobilità e forze dell'ordine si parla di circa 40 mila. L'appuntamento è alle 15, con arrivi previsti da tutta Italia a bordo di oltre 500 pullman e otto treni speciali. E ancora numeri, quelli certi: 400 volontari coinvolti, 20 gazebo per le varie raccolte firme - anche quella tutta romana per le dimissioni di Virginia Raggi - 250 giornalisti accrediti, qualcuno anche dall'estero. 

Accanto ai sovranisti del nord, fino a un anno fa quasi alieni nella Capitale, ci sarà tutta la destra, dai centristi agli estremisti. Casapound, appunto. I "fascisti del terzo millennio", hanno dichiarato la loro adesione alla manifestazione di Salvini. Una presenza che come sempre si porta dietro una scia di polemiche e malumori. "Abbiamo aperto la piazza a tutti gli italiani di buona volontà" ha commentato Salvini. E comunque "organizza la Lega e sul palco chi interviene lo decide la Lega". Ma in Forza Italia c'è chi, dopo l'appoggio di Silvio Berlusconi alla protesta, almeno con le tartarughe frecciate preferirebbe non mischiarsi. La deputata azzurra Mara Carfagna è tra questi. Chiede di riflettere sulla "partecipazione a una manifestazione che sta assumendo una connotazione ben distante dalle nostre radici liberali, moderate, riformiste".

Un mega raduno comunque attesissimo e non a caso voluto nella Capitale. È l'opa del leader leghista su Roma. La tappa di partenza della nuova battaglia sovranista: sfruttare la debolezza in termini di consenso del M5s romano, Raggi in testa, fare un'opposizione dura e senza sconti, e prendersi, nel 2021, il Campidoglio. L'assedio è partito da settimane. Con Matteo Salvini in tour per i luoghi simbolo del degrado cittadino. 

È stato prima a Fonte Laurentina, con un gruppo di famiglie del territorio contro roghi tossici e discariche abusive, poi tra gli accampamenti abusivi dello stadio, abbandonato, al Flaminio, e ancora sotto il Campidoglio con un sit in insieme ai una cinquantina di rappresentanti territoriali armati di cartelli per chiedere le dimissioni della sindaca grillina. Il tutto condito da dichiarazioni quotidiane a ogni fatto di cronaca che narri, o suggerisca, di inefficienze e falle firmate M5s. 

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