Domenica, 25 Luglio 2021
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Lazio Innova, polemiche sulla sede al Celio: "Dovevano farci un asilo"

Gli uffici della nuova società regionale in via Marco Aurelio 26, a due passi dal Colosseo. Denuncia Foro 753: "Sgomberati con la promessa di creare un asilo e un centro socio-culturale"

Il presidente Nicola Zingaretti all'inaugurazione della sede (foto sito lazioinnova.it)

Ha aperto a pochi passi dal Colosseo, in via Marco Aurelio 26, la società regionale Lazio Innova, attiva da gennaio, che sulla spinta della razionalizzazione di costi e risorse raccoglie l'eredità di quello che fu Sviluppo Lazio riunendo servizi e competenze forniti a imprese, enti locali e cittadini. Risparmio annuo: circa 4,8 milioni l'anno mentre per il 2017 si prevede un risparmio di 27 milioni di euro. La sede, rimasta inutilizzata per anni, è stata inaugurata lunedì scorso alla presenza del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e al presidente di Lazio Innova Stefano Fantacone e il direttore Andrea Ciampalini.

LA RAZIONALIZZAZIONELazio Innova riunisce le competenze e le funzioni che fino alla fine dello scorso anno erano fornite da 6 aziende. All'appello manca solo la Bic Lazio che fornisce servizi per la formazione e lo sviluppo di nuove imprese. Una razionalizzazione che non passa solo per i servizi. Con l'attivazione della nuova società e l'inaugurazione della nuova sede sono state chiuse anche gli uffici delle società regionali affittate da privati: da 6 sedi, di cui 5 affittate, si è passati a 3, tutte di proprietà della Regione. Ridotto anche il numero dei dirigenti e delle consulenze: le poltrone degli organi sociali passano da 43 a 6, e i dirigenti scendono da 16 a 9.

LA SOCIETA'Come si legge sul sito di Lazio Innova: “Da marzo 2013 ad oggi ha erogato per conto della Regione Lazio risorse europee, nazionali e regionali per un totale di 482,6 milioni di euro attraverso avvisi pubblici rivolti alle imprese e Enti locali. Nel 2014 sul portale di Lazio Innova sono state visitate 1,2 milioni di pagine  e circa 400mila utenti unici, un dato dieci volte superiore ai numeri registrati dal portale nel 2013 e da giugno prossimo il portale di Lazio Innova sarà ancora più semplice e offrirà ancora più dati e servizi attraverso la digitalizzazione dei documenti e la possibilità di seguire l’avanzamento della propria pratica online”.

ZINGARETTI - “Abbiamo migliorato i servizi spendendo di meno: la Regione Lazio aveva sei società sullo sviluppo, tra cui una banca, adesso ci sarà una sola società, la newco Lazio Innova, che si preoccuperà dello sviluppo economico della Regione” ha detto il presidente Nicola Zingaretti. “Solo chiudendo sedi inutili risparmiamo 1,6 milioni di euro l'anno e con la riduzione dei dirigenti abbiamo notevolmente abbassato i costi migliorando l'efficienza. Non ci credeva nessuno” il commento del presidente. “Questo luogo chiuso da anni, che era stato occupato, diventa oggi un luogo produttivo, il polmone della città a disposizione di tutti quelli che vogliono creare ricchezza e innovazione" ha aggiunto.

LA POLEMICAA sollevare polemica il Foro 753 che per tre anni ha occupato lo spazio: “Ma non ci dovevano creare un asilo e un centro socio-culturale?”. L'obiezione parte del gruppo di estrema destra che aveva occupato lo stabile nel 2003 per poi essere sgomberato nel giugno del 2005 dietro l'assegnazione da parte del Comune di Roma, avvenuta nel novembre del 2006, di uno spazio in via Beverino, zona Torrevecchia. “Leggiamo che il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha inaugurato un edificio in via Marco Aurelio e via Capo d’Africa nel quale vi sarà la sede di Lazio Innova. Ricordiamo che lo stabile in questione è stato prima occupato e poi riqualificato dall’associazione Foro753 proprio per toglierlo dal cinquantennale degrado in cui versava, riconsegnandolo ai cittadini con sale conferenze, palestra e punto d’incontro della comunità di quartiere. Tutto rigorosamente gratuito” si legge in una nota. “Il Foro 753 fu poi sgomberato dall’allora sindaco Veltroni con la promessa di creare un asilo nido ed un centro socio-culturale aperto ai cittadini”. Per questo agli attivisti di estrema destra criticano la scelta della Regione di metterci degli uffici: “Quelle promesse sono state disattese, e che al posto di un asilo nido e di attività per la crescita socio-culturale dei cittadini, vi saranno astrusi uffici regionali creati probabilmente per moltiplicare poltrone a qualche trombato della politica”.

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