Lazio Ambiente, è rebus per la Regione: protestano anche i sindacati

Non bastava il muro cittadino contro la riaccensione degli inceneritori. Sulla società regionale è arrivato anche l'attacco della Fp Cgil di Roma e del Lazio: "La Regione fa marcia indietro"

Non bastava il compatto fronte cittadino anti-revamping che, forte di una quindicina di sindaci della Valle del Sacco, si è messo di traverso alla riaccensione degli inceneritori. L'annuncio da parte di Lazio Ambiente di ricorrere alla 'solidarietà' per 300 dipendenti ha sollevato anche i sindacati, firmatari il 5 giugno scorso di un accordo con la Regione Lazio che stanziava, tra le altre cose, 7 milioni di euro per la riaccensione degli impianti. Non solo. Proprio ieri "l'interruzione dei contratti di noleggio dei mezzi della società Lazio Ambiente" necessari ad effettuare "il servizio di igiene urbana" in 18 comuni della Regione ha portato il sindaco di Colleferro, Pieluigi Sanna, a scrivere ai prefetti di Roma e Frosinone denunciando una "situazione di gravissima crisi ambientale" e sollecitando un intervento.

La società regionale Lazio Ambiente sta diventando un vero e proprio grattacapo per l'ente governato da Nicola Zingaretti. Una società che "versa in una situazione di difficoltà di carattere economico e finanziario" si legge nel citato accordo sindacale del giugno scorso, le cui quote, nei piani della Regione, dovrebbero essere vendute "per efficientare la macchina" dell'ente locale. Non troppo sullo sfondo il continuo braccio di ferro con il Comune di Roma, che attraverso Ama controlla il 40 per cento di una delle due linee di incenerimento. Un parte dei rifiuti capitolini, se mai si riaccenderanno gli inceneritori, dovrebbe finire proprio a Colleferro. E la Regione ha già puntato il dito contro la prima cittadina pentastellata: "La sindaca della Città metropolitana" si legge in una nota "dovrà chiarire dove destinerà il combustibile destinato agli impianti di Colleferro". 

"La Regione Lazio fa marcia indietro" denuncia in una nota la Fp Cgil di Roma e Lazio. "Non sta rispettando gli impegni presi formalmente con l'accordo del 5 giugno" spiega Fabrizio Samoré, segretario generale della Fp Cgil di Roma Sud. L'accordo prevedeva una serie di misure per rilanciare l'azienda e salvaguardare l'occupazione e ricapitalizzava la società con 12,6 milioni di euro, 7 dei quali per il discusso revampig degli inceneritori. "Ad oggi le condizioni dei mezzi causano la paralisi del ciclo dei rifiuti di quasi 20 comuni, tra cui centri importanti come Frascati, Colleferro e Fiuggi, e per i lavoratori non c’è la garanzia del pagamento della 14esima e dello stipendio di luglio" continua. "Il tutto in totale latitanza della Giunta regionale: ci avrebbero dovuti riconvocare il 3 luglio e invece non è accaduto. Dopo il 5 giugno, un silenzio assordante". 

Ad aggravare la situazione la decisione di Lazio Ambiente di ricorrere al "fondo di integrazione salariale" si legge nella lettera inviata ai dipendenti, per 303 lavoratori. Risultato: "A far data da lunedì 17 luglio 2017 tutti i dipendenti della società addetti ai servizi ambientali saranno interessanti da riduzioni e/o sospensioni temporanee dell'orario di lavoro". Denuncia la Fp Cgil di Roma e Lazio: "Vista l’esasperazione delle persone e la gravità di questa retromarcia, la nostra reazione sarà durissima e senza esclusione di colpi, a partire da tutti gli strumenti legali in nostro possesso. Riteniamo oltraggioso che, oltre a non tener fede agli accordi sottoscritti, si proceda con tanta superficialità, quando non disinteresse, su questioni così delicate". 

Intanto si rafforza giorno dopo giorno il fronte contrario alla riaccensione degli inceneritori che sabato ha portato in piazza oltre 5 mila persone, con circa 17 sindaci. In prima fila, il sindaco di Colleferro, Pieluigi Sanna. Anche qui gli occhi sono puntati sulla Regione Lazio: "Dopo l'incontro del 4 luglio scorso sto ancora aspettando una nuova convocazione" ha spiegato al telefono con Romatoday. "Non permetterò mai che vengano riaccesi quegli impianti, altrimenti userò tutti i poteri in mio possesso per fermali: sto infatti valutando un'ordinanza per bloccare la riaccensione per la presenza di cromo esavalente nell'ambiente". 

Compatto anche il fronte civico. Dopo la manifestazione di sabato, cittadini e associazioni si sono riuniti in assemblea permanente con l'obiettivo "immediato" di ottenere il "ritiro dei bandi per i lavori necessari al mini revamping degli inceneritori, la sospensiva delle autorizzazioni, l’annullamento dell’iter di rinnovo delle stesse". Anche i cittadini aspettano di essere ricevuti dalla Regione: "Crediamo che al tavolo delle istituzioni debba esserci un posto anche per i cittadini che si sono riuniti in assemblea permanente" le parole di Alberto Vallerani di Rete per la tutela della Valle del Sacco. "Solo così sarà possibile trovare una soluzione a questa vicenda. Ogni territorio deve individuare il proprio bacino d'utenza e il proprio fabbisogno e regolarsi di conseguenza" conclude. La "minaccia degli inceneritori" si legge nella nota dell'assemblea permanente "si proietta su un futuro lungo vent'anni". E i cittadini non sono disposti ad alcun passo indietro.

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