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Ex Vigilantes dell'Urbe occupano l'Aula: "Da anni aspettiamo assunzioni promesse"

Intanto il Consiglio vota una mozione, ma ai lavoratori non basta: "Inutile, servono soluzioni"

Tra cori, grida, urla e cartelli, gli ex vigilantes dell'Istituto dell'Urbe sono tornati a protestare in Campidoglio scavalcando le transenne di vetro e occupando l'aula Giulio Cesare durante i lavori dell'Assemblea capitolina di ieri, costringendo la seduta alll'interruzione. A scatenare le rimostranze dei lavoratori quella che hanno bollato come "l'ennesima mozione" approvata in Consiglio, che prevede la creazione di una lista di idonei da cui attingere per le prossime assunzioni tramite bando al Servizio giardini. 

"Parliamo della necessità di Roma Capitale di avere giardinieri - ha spiegato in Aula il consigliere del M5S, Roberto Di Palma - Roma Capitale ha previsto un bando per l'assunzione e attualmente hanno risposto circa 400 persone su 70 posti a disposizione, ma questa amministrazione ha intenzione di fare degli atti per assumere altri operatori di servizi ambientali. Noi chiediamo che venga creata una lista di idonei in modo che si possa attingere a questa lista qualora l'amministrazione debba fare altre assunzioni in questo settore"

Per i vigilantes 'gladiatori', però, l'impegno non è bastato: "A differenza di tutti gli altri istituti d'Italia, l'Istituto di Vigilanza dell'Urbe (ex Associazione nazionale combattenti e reduci) era riconosciuto come pubblico e prendeva finanziamenti pubblici dalla Presidenza del Consiglio e dal ministero della Difesa - hanno spiegato i manifestanti - poi il ministero ci ha venduti ai privati e 300 su 1.300 hanno rifiutato il passaggio. Il 14 agosto 2009 ci siamo arrampicati sul Colosseo, poi a febbraio 2010 Alemanno con un protocollo ci riconosceva due anni di mobilità con l'impegno ad assumerci al Comune o nelle municipalizzate. Ci hanno fatto tre contratti da 6 mesi con la Roma Multiservizi per pulire i cimiteri, poi ci hanno mandato al Servizio giardini, ma con Marino tutti dicevano che i fondi erano finiti e ci hanno mandato tutti a casa: da allora hanno lavorato solo le cooperative. Fanno concorsi su concorsi ma non ci riservano nemmeno 10 posti. Anche il M5S ci aveva promesso l'assunzione, ma in 70-80 siamo ancora per strada. Siamo qui per dire che ci siamo stancati dell'ennesima mozione all'unanimità, vogliamo una soluzione".

(Fonte agenzia Dire)
 

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