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Lunedì, 26 Settembre 2022
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L’università cambia appalto: così 148 tra portieri e ausiliari rischiano tagli e licenziamento

Stato di agitazione tra i lavoratori di Roma Tre: gran parte appartengono a categorie “svantaggiate”. La FpCgil: "Ateneo difenda livelli occupazionali e retributivi"

C’è stato di agitazione all’Università Roma Tre, ma questa volta a protestare non sono gli studenti bensì le lavoratrici e i lavoratori che svolgono servizi di portierato, prima accoglienza, servizi ausiliari, facchinaggio, manutenzione degli edifici, degli arredi e del verde e che, con il cambio appalto dei servizi esternalizzati, rischiano tagli e licenziamenti. Sono 148 in tutto

Università Roma Tre: 148 lavoratori a rischio tagli e licenziamento

A fine luglio l’Ateneo ha pubblicato il bando dei “Servizi integrati di gestione del patrimonio immobiliare di Ateneo 2021-2027”, con inizio dal prossimo 1 ottobre. Il tempo dunque stringe. “La maggiore preoccupazione viene dalla lettura del Capitolato Speciale d’Appalto: la clausola sociale che dispone l’impegno da parte dell’aggiudicatario del bando a garantire gli attuali livelli occupazionali, le condizioni contrattuali e i trattamenti economici in essere, comprensivi di quelli derivanti dagli accordi di secondo livello stipulati dalla FP-CGIL (14° mensilità e Buoni-pasto) - sottolinea la Fp Cgil Roma e Lazio - viene subordinata alla compatibilità con la organizzazione di impresa dell’impresa aggiudicataria e al principio di libera iniziativa imprenditoriale e di concorrenza, come richiamato dalle Linee guida dell’ANAC. Sono pertanto - fa notare la Cgil - messi a serio rischio  la riassunzione di tutte e tutti, l’applicazione del CCNL delle cooperative sociali, il mantenimento dell’attuale inquadramento contrattuale e gli scatti di anzianità, oltre ovviamente a 14° mensilità e buoni-pasto”. 

Per ausiliari e portieri rischio tagli alla retribuzione

A preoccupare il sindacato è anche la dichiarazione che i servizi in appalto sono sensibilmente differenti rispetto all’appalto precedente, “mettendo così in mora l’applicazione dell’art. 37 del CCNL cooperative sociali e la definizione ‘fiduciaria’ del servizio di portineria fa pensare a un possibile inquadramento nel CCNL ‘Servizi Fiduciari’ i cui livelli retributivi sono ben al di sotto dell’attuale salario percepito dai lavoratori”. 

Roma Tre: a rischio lavoratori delle categorie “svantaggiate”

Una platea, quella delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati nel servizio di portineria e prima accoglienza a Roma tre, che per un 60% appartiene alle cosiddette categorie “svantaggiate” (ai sensi dell’art. 4 della L. 381/91): invalidi fisici, psico-sensoriali, ex detenuti e detenuti a lunga pena ammessi al lavoro esterno: una realtà, ormai da oltre 20 anni, di proficua e riuscita integrazione socio-lavorativa resa possibile dall’applicazione del CCNL cooperative sociali. “Sono lavoratrici e lavoratori che necessitano di un ambito contrattuale adeguato e che permetta l’interlocuzione con le ASL e i Servizi territoriali per l’adozione di specifici programmi di recupero, accompagnamento, tutoraggio e per l’autonomia”. 

La protesta dei lavoratori di Roma Tre

Così a pochi giorni dall’apertura delle buste la Fp Cgil Roma e Lazio chiede a Roma Tre di prendere una posizione chiara ed esigibile a difesa dei livelli occupazionali e retributivi “per non trovarci nelle prossime settimane a dover affrontare un dramma sociale”. E il 14 settembre la CdLT e il Coordinamento CGIL di Roma Tre hanno indetto un’assemblea-presidio davanti la sede di Via Ostiense dalle ore 12.30 alle 14.30. “E’ la prima iniziativa di protesta, andremo avanti fino allo sciopero se necessario”. 
 

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