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Pulizie nelle scuole, a Roma e nel Lazio in mille restano senza lavoro: "Licenziati dallo Stato"

Dopo l'internalizzazione di oltre 11mila addetti, in tutta Italia sono 4mila quelli rimasti fuori dal piano: "A Roma 1024 famiglie senza salario. Non siano invisibili"

Per gli addetti alle pulizie nelle scuole è scattata l'internalizzazione. Ad essere assunti come personale Ata, ossia collaboratori scolastici, sono stati poco più di 11mila in tutta Italia: 4mila quelli rimasti fuori dalla "rivoluzione" e che dunque si ritrovano "senza lavoro nè salario".

Pulizie nelle scuole: restano fuori in 4mila, mille nel Lazio 

Sono lavoratori che il decreto del Ministero dell'Istruzione, a conclusione di un progetto avviato a dicembre 2018 sotto la spinta del M5s, non avevano i 10 anni di anzianità, i titoli di studio richiesti o l'assenza di carichi pendenti per essere assunti in pianta stabile dello Stato. A Roma e nel Lazio se ne contano oltre mille. Tutti fuori dalle scuole che hanno mantenuto per anni. 

Persone che nella gestione dei servizi scolastici "erano necessarie e sono necessarie" - ha sottolineato Cinzia Bernardini, della Filcams Cgil, spiegando come i posti lasciati liberi andranno a personale Ata inquadrato con supplenze "ottenendo che i lavoratori che prima avevano un posto a tempo indeterminato sostituiti da precari. Un paradosso - incalza la sindacalista - che grida vendetta". 

Protestano i lavoratori delle pulizie nelle scuole

Da qui la protesta. Le lavoratrici e i lavoratori delle pulizie nelle scuole di Roma e Lazio, oggi martedì 3 marzo, si ritroveranno sotto le finestre di Montecitorio per far sentire la propria voce, "per protestare contro una situazione inaccettabile" - tuonano Luca Battistini, della Filcams Cgil Roma Lazio, Sara Imperatori, della Fisascat Cisl di Roma Capitale e Rieti e la Uiltrasporti Roma e Lazio. 

A Roma e nel Lazio oltre mille "senza lavoro nè salario"

A Roma e nel Lazio 1024 nel dettaglio il numero di lavoratrici e lavoratori impegnati negli appalti di pulizia, ausiliarato e decoro delle scuole statali sul territorio che dal 1 marzo sono senza lavoro e senza reddito. "Oltre mille persone e famiglie che non possono, e non devono, restare invisibili”.

Alte amarezza e preoccupazione dei sindacati. "Non è credibile che le istituzioni continuino a restare sorde al richiamo di migliaia di persone, e che 4mila lavoratori sul territorio nazionale, di cui più di mille nel Lazio, siano ‘licenziati dallo Stato’.". 

Giovedì il nuovo tavolo al Ministero del Lavoro. "Continueremo a restare al loro fianco senza arretrare di un millimetro: come abbiamo dichiarato dall’inizio, nessuno deve restare indietro. Nessuno deve restare escluso. Nessuno deve restare senza diritti, tutele e lavoro. Non ci arrenderemo finchè la voce dei lavoratori non sarà ascoltata”.
 

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