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L’anticipo di Atac non basta, stipendi in ritardo per addetti pulizie metro: "Dopo Natale anche estate senza soldi"

Lo stipendio di maggio sarà messo in pagamento il 3 luglio, parlano i lavoratori della ZHS Utilities la ditta che gestisce l'appalto: "Così da un anno, nessuno ci tutela"

“Siamo spiacenti di non aver potuto rispettare la data del 29 giugno per il pagamento dei salari spettanti riferiti al mese di maggio”. Con questo messaggio la ZHS Utilities, la ditta in appalto che per conto di Atac si occupa della pulizia delle stazioni delle metro A e B, ha comunicato ai propri dipendenti il ritardo sull’erogazione dello stipendio. 

Addetti pulizie metro: stipendi in ritardo 

L’ennesimo. Si perchè gli addetti alla pulizia di stazioni, depositi e uffici delle linee metropolitane di Roma da un anno sono costretti a sopportare i ritardi nella ricezone dei salari. Il pagamento di quello di maggio sarà predisposto “entro e non oltre venerdì 3 luglio” - ha assicurato la ZHS alla quale Atac a fine maggio aveva dato un'anticipazione al 75% del corrispettivo che l’azienda dei trasporti avrebbe dovuto pagare con fattura a scadenza di 60 giorni.

Pulizie metro, l’anticipo di Atac non basta: per i lavoratori stipendi in ritardo

Un anticipo con la richiesta alla ZHS, che dopo il commissariamento si è ritrovata con un deficit di liquidità, di invertire la rotta per raggiungere un equilibrio economico che possa evitare il ripetersi di queste situazioni. Lo attendono anche i lavoratori. 

Addetti alle pulizie stazioni metro: “Nessuno ci tutela”

“Anche stavolta i nostri stipendi arriveranno in ritardo, quasi di un mese” - racconta uno dei dipendenti di ZHS. “La nostra estate sarà proprio come Natale: senza soldi. A metà luglio possiamo scordarci lo stipendio, per non parlare della 14esima. Quei soldi - racconta l’uomo - servono alle nostre famiglie per andare avanti: è un anno che i ritardi nel pagamento degli stipendi portano all’accavallarsi di rate, mutui e bollette costringendoci spesso a saldare oltre le scadenze. Inoltre per tante famiglie, con il coniuge in cassa integrazione e i figli da mantenere, l’entrata è vitale. In questo periodo storico, con la pandemia, il nostro lavoro di pulizia e sanificazione è fondamentale ma così - incalza l’addetto - non è più possibile andare avanti. Perchè Atac permette tutto questo? Siamo disperati, nessuno ci tutela: ci sentiamo abbandonati, anche dai sindacati”. 
 

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