Multiservizi, 270 lavoratori a rischio: Raggi non risponde e i sindacati avviano la "cassa di resistenza"

L'iniziativa dei sindacati. Una raccolta fondi on line per sostenere le famiglie dei dipendenti rimasti senza impiego. Martedì 7 luglio l'ennesima mobilitazione in piazza del Campidoglio

Una delle manifestazione di Multiservizi in Campidoglio

Non si ferma la lotta dei lavoratori di Roma Multiservizi, i 270 impiegati fino a fine aprile in una parte dell'appalto di affidamento della raccolta rifiuti dedicata alle utenze non domestiche. Domani i sindacati hanno organizzato l'ennesima mobilitazione sotto il Campidoglio. 

Da quando Ama ha internalizzato il servizio (senza internalizzare il personale nonostante in buona parte si tratti di dipendenti di una società controllata della stessa Ama) i lavoratori sono rimasti senza impiego, appesi a lettere di licenziamento che davano inizio a procedure poi sospese, fino a metà agosto, per l'emergenza coronavirus. 

Un dramma per tante famiglie alle quali la sindaca Virginia Raggi non ha ancora dato nessuna risposta nonostante settimane di proteste in piazza ininterrotte. "A Roma ci sono 270 lavoratori che lottano per il diritto al lavoro: dopo che per anni hanno offerto il servizio di raccolta porta a porta delle utenze non domestiche per conto di Ama, adesso vengono scaricati per fare cassa. Si internalizza il servizio, ma non il personale, nonostante sia possibile e garantisca risparmi per Ama" commenta Natale Di Cola, segretario della Cgil di Roma e Lazio, Natale Di Cola, che posta su Facebook anche un link a una pagina di 'gofundme'.

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Già, i sindacati hanno avviato una raccolta fondi solidale per aiutare i lavoratori. Si chiama "cassa di resistenza". Chiunque può donare per dare una mano ai dipendenti rimasti senza lavoro. "La giunta Raggi, che questo appalto ha preteso che fosse implementato, intervenga e dica la sua. Non si può abbandonare chi ha servito la Capitale". 

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