Termini, per i lavoratori Chef Express l'incubo dell'esubero: "Comune fermi questo scempio"

Il restyling voluto da Grandi Stazioni chiude bar, ristoranti e paninoteche: 78 lavoratori rischiano il posto. Proteste da piazza del Campidoglio a Montecitorio: "Ci è stato promesso incontro con Conte"

“Tutto è rimandato, tranne la chiusura dei nostri locali. Non lo possiamo permettere, il Comune di Roma fermi questo scempio”. E’ perentoria la richiesta dei lavoratori di Chef Express della stazione Termini che da settimane vivono l’incubo dell’esubero. 

Termini, per i lavoratori Chef Express l'incubo dell'esubero

Con il progetto di restyling voluto da Grandi Stazioni, la società che gestisce le maggiori stazioni italiane tra cui anche Termini, dalla Galleria Centrale scompariranno gran parte dei marchi della ristorazione per far posto a quelli di moda. Entro il 30 novembre, data di scadenza del contratto di locazione, Chef Express dovrà dunque liberare da cose e persone quegli spazi che per anni hanno ospitato bar, fast food e paninoteche. Già tirate giù le serrande di Buffet Roma Termini – Ristorante Gusto, Mr. Panino e Rosso Sapore. Circa 78 gli esuberi annunciati con i lavoratori, vista la pandemia, a temerne di più. 

Termini, il restyling che chiude bar e fast food piace al Comune: lavoratori sull’orlo dell’esubero

Così gli addetti di Chef Express chiedono di rimandare la “rivoluzione delle vetrine” che lascerebbe parte di loro senza lavoro. La paura è grande: quella riqualificazione piace anche al Comune che in Commissione Urbanistica ha espresso parere favorevole. Manca adesso il voto dell’Assemblea Capitolina. 

E proprio sotto Palazzo Senatorio si sono ritrovati lavoratori e sindacati per un sit in lanciato da Filcams CGIL Roma Lazio, Fisascat CISL Lazio e Roma Capitale e Rieti, Uiltucs Roma e Lazio. “Quanto si vuole fare a Termini non rappresenta una riqualificazone, ma un taglio netto dei posti di lavoro” - dicono i lavoratori dal megafono. Sulle scalinate bandiere, fischietti e striscioni: “Devono essere garantiti tutti i posti di lavoro” - la richiesta dei dipendenti di Chef Express. Poi dalla piazza il grido “vergogna, vergogna, vergogna”. 

Termini, chiudono bar e ristoranti: la protesta dei lavoratori in Campidoglio

“È inaccettabile che questi grandi marchi del settore della ristorazione, che da anni operano all’interno della Stazione Termini, non abbiano ritenuto di poter fornire formali garanzie di continuità occupazionale, preannunciando, anzi, un esubero di diverse centinaia di lavoratrici e lavoratori. Nessuno venga meno alle proprie responsabilità  e le Istituzioni - dicono i sindacalisti - intervengano per fermare un'emergenza che rischia di gettare nello sconforto centinaia di famiglie, già provate a livello economico da una situazione critica per il settore della ristorazione commerciale, dovuta al lungo periodo di lockdown e alla persistente condizione di emergenza sanitaria”.

Termini, il restyling che chiude bar e fast food piace al Comune: lavoratori sull’orlo dell’esubero 

Lavoratori Chef Express: la promessa di un incontro con Conte

Una protesta continua. Dal Campidoglio a Montecitorio dove, a margine della mobilitazione della Flaica, alcuni lavoratori di Chef Express sono stati ricevuti dalla segreteria del presidente del Consiglio. 

“La caparbietà e la costanza dei lavoratori hanno raccolto la promessa di un incontro con il capo del Governo, segno che il problema occupazionale di questa vertenza sta finalmente rompendo quel muro di silenzio istituzionale che ci avvolgeva da mesi” - commenta Giancarlo Desiderati, segretario provinciale della Flaica.  La speranza è che dalle promesse si passi ai fatti, “visto che, ripetiamo, basterebbe qualche mese di proroga per salvare le sorti di quasi un centinaio di addetti della ristorazione della Stazione Termini”.
 

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