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Domenica, 21 Aprile 2024
Rischio sciopero

Monta la protesta dei lavoratori inidonei di Ama: "Schiena rotta e lasciati senza stipendio"

Malumori tra gli operatori di Ama dopo la decisione dell'azienda di sospendere dal servizio e dalla retribuzione un centinaio di dipendenti temporanemente inidonei

Sono pronti allo sciopero e ad ogni altra forma di protesta i lavoratori di Ama. La linea dura dell’azienda nei confronti degli operatori inabili temporanei ha suscitato rabbia e malumori: i vertici della municipalizzata hanno infatti deciso di sospendere dal servizio e dalla retribuzione un centinaio di lavoratori, 188 secondo i dati dei sindacati confederali, che per via di malattie pregresse o infortuni non possono al momento svolgere le mansioni per le quali sono stati assunti. 

La rabbia dei lavoratori Ama: "Prima ci logora e poi ci lascia senza stipendio"

Così nelle sedi di zona, negli stabilimenti e soprattutto nelle squadre impegnate ogni giorno nella raccolta stradale monta la rabbia. Si tesse la rete della solidarietà nei confronti dei colleghi lasciati a casa senza retribuzione. 

“L’Ama prima logora i lavoratori facendogli rompere la schiena e poi li lascia senza stipendio” - tuonano da LILA, Laboratorio Idee Lavoratori per Ambiente. “Qui si sta calunniando un’intera categoria quando ad accertare la temporanea inidoneità ad alcuni servizi ci sono tanto di certificazioni mediche e verifiche da parte del medico aziendale” - scrive l’associazione no profit composta da tecnici professionisti ed esperti nel campo ambientale. 

Gli operatori costretti a rimozione dei rifiuti da terra

A mettere fuorigioco la gran parte degli operatori di Ama temporaneamente inidonei sono malattie muscolo scheletriche e dolori tendinei. “Tutti problemi alla schiena e alla spina dorsale, alle braccia, alle gambe, alle spalle. D’altronde - sostengono da LILA - i lavoratori hanno subito usure continue a causa di un lavoro che non dovevano fare, ossia la rimozione dei rifiuti da terra. Operazioni che da straordinarie sono diventate quotidiane da dieci anni, dalla chiusura di Malagrotta”. 

Si scagliano contro Ama anche Fp Cgil, Fit Cisl e Fiadel contestando l’errata applicazione del contratto ed “un atteggiamento - scrivono in una nota - che appare finalizzato più ad intimorire il personale piuttosto che ad un puntuale esame delle singole situazioni”. Inoltre, rincarano la dose, “tante patologie sono legate alla disorganizzazione del servizio da parte dell’azienda che ha logorato i lavoratori”. La richiesta è che Ama ritiri immediatamente i provvedimenti e i suoi effetti negativi sulle stabilità economica delle famiglie delle lavoratrici e dei lavoratori. “Siamo perlopiù davanti a famiglie monoreddito, con figli a carico, e far saltare, senza preavviso e senza giustificato motivo, l’unica entrata certa significa esporre al rischio concreto della povertà un centinaio di famiglie”. 

Ama mette alla porta 188 lavoratori inidonei: sospesi e senza retribuzione

I sindacati chiedono anche che l’azienda verifichi di poter ricollocare i lavoratori temporaneamente inabili ad altra mansione produttiva: un servizio confacente alle condizioni psicofisiche dei dipendenti e che sia funzionale alle esigenze di servizio. 

"inidonei temporanei siano eco informatori"

“Il conferimento dei rifiuti è il problema dei problemi, perchè non mettiamo questi lavoratori a fare gli eco informatori accorpando i cassonetti?” - si chiedono da LILA. Gli operatori svolgerebbero funzioni di controllo assistenza e informazione. “Sarebbe un servizio utile ai cittadini, a meno che - polemizzano dal Laboratorio - la cattiva differenziata non sia voluta”. 

L'appello al Campidoglio

Da Fp Cgil, Fit Cisl e Fiadel l’appello al Sindaco. “Ci aspettiamo che il Campidoglio, socio unico di Ama, intervenga per fare ordine in una municipalizzata in cui la dirigenza passa più tempo a mortificare le persone che lavorano per Roma e i suoi abitanti, piuttosto che nel migliorare le loro condizioni di lavoro, dotandole di attrezzature e strutture dignitose, a partire dagli spogliatoi”. 
 

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