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Sanità, D'Annibale (Pd): "Sanare la situazione sulla laurea in Educatore professionale"

Il consigliere regionale Pd, Tonino D'Annibale, afferma che chi consegue la laurea in Educatore professionale non possono accedere ai concorsi indetti dalle Asl

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

"Gli studenti e le studentesse che conseguono la laurea in Educatore professionale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre non hanno titolo di studio idoneo a svolgere funzioni di Educatore professionale in ambito sanitario e sono pertanto esclusi dai concorsi e dalle selezioni indetti dalle ASL e dagli Ospedali". E' quanto fa sapere il consigliere regionale del Pd, Tonino D'Annibale. "Una spiacevolissima sorpresa confermata dal fatto che la Asl Roma B ha escluso da un concorso laureati in possesso del titolo di studio conseguito presso l’università. Eppure l’Università Roma Tre ha sempre garantito, con riferimento al corso di laurea in Educatore professionale, sia sull’Ordine degli Studi che sul sito internet, cui gli studenti legittimamente si affidano, sbocchi occupazionali nell’ambito delle strutture pubbliche e private che gestiscono ed erogano servizi sociali e socio-sanitari previsti dalla L. 328/2000. Tra queste anche comunità dell’area socio sanitaria, centri ospedalieri, Asl, oltre che strutture di ricovero, servizi educativi per l’infanzia e la preadolescenza".

"Purtroppo non è così: migliaia di studenti che hanno conseguito la laurea, si accorgono di non poter lavorare in ambito sanitario - sottolina D'Annibale - solo dopo anni di sacrifici e studi che li hanno portati a un diploma non riconosciuto. Ho presentato un’interrogazione  al presidente della Giunta Renata Polverini e all’assessore competente, Mariella Zezza al fine di conoscere quali azioni intendano promuovere nei confronti dell’Università degli Studi Roma Tre per tutelare il diritto allo studio e alla formazione degli studenti. Occorre verificare se una pubblicità ingannevole abbia spinto centinaia di ragazzi ad affidarsi alla Facoltà di Scienze della Formazione e - conclude l'esponente Pd - coinvolgere i ministeri competenti per sanare una situazione che lascia centinaia di laureati senza importanti possibilità di lavoro”.

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