Lanzillotta riprova a privatizzare Acea e il Pd leva gli scudi

A meno di un mese di distanza la senatrice di Scelta Civica ripropone un emendamento sulla privatizzazione delle municipalizzate capitoline. Il Pd si oppone

Non è passato neanche un mese e la senatrice di Scelta Civica Linda Lanzillotta ci riprova: Roma deve vendere le azioni Acea. La senatrice ieri ha nuovamente avanzato, dopo la prima bocciatura tra le polemiche a dicembre scorso, un emendamento al Milleproroghe in commissione Affari Costituzionali alla Camera che prevede una privatizzazione ulteriore dell'azienda capitolina dell'acqua e dell'energia, facendo così scendere la quota in mano comunale al di sotto dell'attuale 51% pur mantenendone il controllo, e a procedere a licenziamenti per 'motivi economici' nelle aziende municipalizzate.  

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

La proposta ha incontrato la netta opposizione dei parlamentari del partito democratico. “I nemici di Roma tentano l'ennesimo blitz per svendere il patrimonio aziendale della capitale d’Italia” scrivono in un comunicato congiunto Umberto Marroni, Marco Miccoli, Roberta Agostini, Ileana Argentin, Lorenza Bonaccorsi, Micaela Campana, Renzo Carella, Khalid Chaouki, Monica Cirinnà, Stefano Fassina, Andrea Ferro, Monica Gregori, Fabio Melilli, Michele Meta, Matteo Orfini e Marietta Tidei. “Una norma in contrasto con l’esito referendario e con la successiva sentenza della Corte Costituzionale. Appare, inoltre, assurdo che in un momento di così grave crisi occupazionale si vogliano penalizzare i lavoratori” continua la nota. “Infine l'estensione dell'applicazione dei vicoli del patto di stabilità a tutte le società partecipate dal comune bloccherebbe, di fatto, gli investimenti frenando lo sviluppo e aggravando la situazione economica cittadina” conclude la nota ribadendo la netta volontà di opporsi a tale decreto.
 
“Si rispetti l’indicazione data dal popolo italiano con il referendum del 2011” la netta risposta del sindaco Ignazio Marino. “L’acqua è pubblica e tale deve restare, questo punto non può essere messo in discussione da nessuno”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Concorso Comune di Roma, pubblicati i bandi: 1512 i posti a disposizione, tutte le informazioni

  • Conosce anziana in treno e la violenta nel vagone, arrestato 28enne

  • Incendio a Roma Nord, fiamme in un autodemolitore: alta colonna di fumo nero

  • Coronavirus, a Roma 12 nuovi casi: sono 38 in totale nel Lazio. I dati Asl del 10 agosto

  • Fuggire da Roma nel weekend: 5 proposte per una gita fuori porta

  • Coronavirus, a Roma 12 nuovi casi: sono venti in totale nel Lazio. I dati Asl del 7 agosto

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
RomaToday è in caricamento