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Siglato l'accordo con Just Eat: i rider avranno contratto e tutele. Ma c’è chi vuole restare autonomo

Sono circa 500 i rider di Roma che lavorano per Just Eat e potranno diventare dipendenti. Ma il mondo delle consegne si spacca: “Paghe orarie bassissime e stipendio da fame”

foto Facebook: Cgil

Siglato l’accordo tra sindacati e Just Eat, così a Roma circa 500 rider (4000 in tutta Italia) che fanno capo all’azienda tra quelle leader del food delivery diventano lavoratori subordinati. Rider assunti da Just Eat.

Siglato l'accordo con Just Eat: i rider avranno il contratto

Dipendenti a cui saranno garantiti: paga base, legata ai minimi contrattuali e non alle consegne, Trattamento Fine Rapporto, previdenza, integrazione salariale in caso di malattia, infortunio, maternità/paternità, ferie, orario di lavoro minimo garantito, maggiorazioni per il lavoro supplementare, straordinario, festivo e notturno, rimborso spese per uso mezzo proprio, dispositivi di protezione individuale adeguati, anche in riferimento al momento pandemico in corso, e diritti sindacali. “È previsto, inoltre, un premio di valorizzazione, che tiene conto delle consegne effettuate, limitando le stesse ad un massimo di quattro nell’arco di un’ora, al fine di ridurre al minimo il rischio per la salute e la sicurezza dei rider” - hanno detto a margine della firma Cgil,Cisl e Uil. Just Eat Takeaway ha accettato di applicare ai rider il Contratto nazionale Trasporti Merci e Logistica “integralmente, convenendo con la proposta del sindacato e ritenendolo idoneo alle proprie necessità, articolando le diverse clausole e la necessità di maggiore flessibilità organizzativa attraverso un accordo aziendale”.

“Si sta muovendo qualcosa di importante per quanto riguarda il ‘capitalismo digitale’ e il lavoro tramite piattaforme. Ai riders assunti da Just Eat finalmente saranno garantite le tutele di un lavoratore dipendente. Adesso - ha commentato il segretario generale della Fit-Cisl del Lazio, Marino Masucci - è importante che si consolidi un’alleanza virtuosa tra lavoratori e clienti delle piattaforme, e che il consumo critico si diffonda più che mai. Bisogna andare avanti così affinché non si consideri ‘lavoretto’ l’attività di persone che spesso faticano incredibilmente per mantenere le proprie famiglie, e perchè l’unione tra consumatori e lavoratori sia più che mai forte”.

Il mondo dei rider diviso: c'è chi vuole restare autonomo

Ma l’accordo tra sindacati confederali e Just Eat, divide il mondo dei rider. C’è chi vuole rimanere autonomo e lo ha gridato in una manifestazione sotto Montecitorio. “Il contratto sottoscritto - hanno spiegato i fattorini contrari - prevede delle paghe orarie bassissime l'assunzione in regime subordinato di dieci ore alla settimana. Il che significa che guadagneremo circa duecento euro al mese. Uno stipendio da fame che non risolve il problema dei rider”. 

Critica anche l’UGL. “Siamo di fronte ad un accordo che è a favore di pochi ma a danno di tanti. Mi riferisco ai rider che vogliono avere la libertà di scegliere quando lavorare senza essere vincolati ad una sola piattaforma, oppure obbligati a garantire prestazioni a orari fissi. Appare evidente che se la soluzione per i rider è assumerli a poche ore alla settimana i rider - sottolinea Vincenzo Abbrescia, segretario nazionale UGL Rider - avranno retribuzioni da fame”. 
 

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