Venerdì, 22 Ottobre 2021
Politica

Irpef, Marino fa offendere i sindacati: "Ha rubato la nostra proposta"

A far scattare la reazione dei sindacati l'annuncio in pompa magna da parte del sindaco di voler estendere l'esenzione Irpef. La risposta: "Era uno specifico oggetto di trattativa sindacale"

C'è di nuovo tensione tra i sindacati e l'amministrazione capitolina. A far scattattare la reazione dei rappresentanti dei lavoratori l'annuncio lanciato ieri dal sindaco Ignazio Marino alla presenza degli assessori alla Mobilità e al Bilancio Improta e Scozzese e di tutti i capigruppo di maggioranza: l'amministrazione capitolina ha deciso di estendere l'esenzione dell'Irpef ai cittadini che percepiscono redditi fino a 12 mila euro. Poi in pompa magna: “Restituiremo nelle tasche dei romani 9 milioni di euro”.

Per i sindacati, però, il merito non è proprio della giunta Marino. “Da tempo il sindacato sottolinea la necessità di ampliare la fascia di esenzione dall'Irpef e proprio ieri, nel corso dell'incontro con gli assessori Scozzeze e Improta, abbiamo chiesto di definire una proiezione per provare ad allargare detta fascia, insistendo sul fatto che il tema dell'Irpef oltre a quelli del sociale, degli investimenti, della casa, della lotta antievasione, debba figurare tra i punti prioritari di un'intesa che si accompagna alle regole fissate nel protocollo sulle relazioni sindacali” hanno scritto in una nota il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Claudio Di Berardino, il segretario generale della Cisl di Roma Mario Bertone e il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio Pierpaolo Bombardieri. “Constatare che un lavoro che è stato specifico oggetto di trattativa sindacale venga invece pubblicizzato come esclusivo merito dell'amministrazione è avvilente e anche offensivo”.

Alla conferenza stampa infatti avrebbero dovuto partecipare anche i sindacati per parlare del protocollo d'intesa sulle relazioni sindacali con l'amministrazione. Vista la discussione ancora aperta in Aula Giulio Cesare sul bilancio, hanno però preferito annullare la loro presenza: “Avvertiamo tuttavia il bisogno, in questa fase in cui si discute il bilancio comunale, di proseguire il confronto su alcuni punti, come la pressione fiscale, il patto antievasione, i temi del sociale, della casa, delle partecipate, degli investimenti”. Niente da fare. La conferenza rimane in bilico fino all'ultimo. In Campidoglio sono già pronti ad annullarla. Poi la conferma ma con l'oggetto modificato: alcune comunicazioni importanti sul bilancio. Appunto, l'estensione dell'esenzione Irpef.

Marino spiega il motivo del cambio di programma: “Il documento è praticamente pronto ma le rappresentanze dei lavoratori hanno preferito attendere in questo momento di discussione del bilancio in modo da poter continuare a seguire il lavoro in Assemblea capitolina e dare poi una valutazione finale al lavoro svolto” ha spiegato Marino. Poi si toglie qualche sassolino dalle scarpe: “Anche se in alcuni casi hanno mostrato atteggiamenti conservatori siamo d'accordo sia necessario abbassare le tasse ai redditi più bassi e far ripartire l'economia di questa città”.

Passano poche ore e arriva la risposta dei sindacati, in una nota: “Il punto ora è capire se il sindaco Marino e la sua giunta se la sentono di continuare il confronto e raggiungere un accordo condiviso con il sindacato finalizzato a migliorare la quantità e la qualità dei servizi da erogare ai cittadini e a introdurre criteri di equità e progressività nella tassazione fiscale e nei costi di accesso ai servizi pubblici. E' davvero ingeneroso da parte del sindaco parlare, riferendosi al sindacato, di 'atteggiamenti conservatori' dal momento che sono circa due anni che insistiamo perché si definisca un'idea di città e si dia avvio a un vero processo di innovazione e cambiamento della macchina capitolina e delle aziende partecipate". Conclude la nota: "È tempo che Marino e la sua giunta la smettano, loro sì di essere conservatori. E imparino a rispettare il sindacato che, come dimostrato dalla recente tornata elettorale per il rinnovo delle Rsu, è fortemente rappresentativo e radicato tra lavoratori e pensionati".

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