"La realtà non è quella delle segnalazioni: il cittadino segnala, ma spesso le priorità sono altre"

Intervista a Stefano Giannini, sindacalista che più di altri ha analizzato il sistema IoSegnalo, padre del nuovo sistema di segnalazioni presentato ieri dalla sindaca Raggi

Si punta sulle segnalazioni, ma non è una novità. Il nuovo sistema integrato conterrà anche l'eredità di IoSegnalo, il discusso sistema introdotto dall'ex Comandante della Polizia Locale di Roma Capitale, Raffaele Clemente. L'amministrazione Raggi si aspetta molto dal grande fratello diffuso, dai 3 milioni di potenziali delatori presenti in città. Ma come è andata sinora con IoSegnalo? Abbiamo provato a chiederlo a Stefano Giannini, segretario del sindacato Diccap Roma che al sistema ha fatto in qualche modo le pulci, evidenziandone pregi e difetti.

Giannini, la sindaca ieri ha lanciato un nuovo sistema unico di segnalazioni. Questo strumento come potrà agevolare il lavoro dei vigili urbani?

Ogni innovazione tecnologica che consenta di risparmiare personale è la benvenuta. Non possiamo tenere ancorata la Polizia Locale ancora alle strutture e alle organizzazioni dello scorso millennio. Speriamo quantomeno che questo nuovo sistema sia modificabile e non un "pacchetto chiuso" come l’ultimo iosegnalo.

Ecco, proprio a proposito di Iosegnalo. Nasceva tre anni fa e lei ne sottolineava i problemi. Cosa non andava?

Forse è stato comprato al risparmio e potrebbe essere questo il motivo che non ha consentito a nessuno di modificarne le funzioni andando incontro a tutti quei problemi che sia i cittadini sia noi avevamo individuato

Ci può fare qualche esempio?

Avevamo chiesto fin da subito che si avesse ben chiaro l’esito e le motivazioni che portavano alle chiusure delle segnalazioni e non semplici "chiuso" o "inevaso". Ciò, come avevamo previsto, ha portato a non avere quella trasparenza che invece era stata tanto sbandierata. Oppure le segnalazioni di incidenti, inutili perché tutti si rivolgono al 112 NUE. 

Molte segnalazioni restavano inevase. Accadrà anche ora?

Restavano inevase perché non è stato parallelamente aumentato il personale e si creavano code di segnalazioni andando per esempio a controllare di notte degli iosegnalo inviati la mattina. E non si è mai stati chiari sulle cosiddette priorità delle segnalazioni. Il sistema elettronico le definiva prioritarie creando delle false aspettative agli utenti. Quindi se un cittadino inviava una segnalazione che il sistema definiva prioritaria si aspettava un pronto intervento, ma spesso la realtà non è quella di iosegnalo e la Polizia Locale era impegnata in incidenti, sgomberi, manifestazioni.

Quindi il problema a monte, che permane, è comunque legato a un organico insufficiente...

Tra le segnalazioni che arrivavano molte secondo noi molte non sarebbero state neanche destinate alla polizia locale; siamo stati costretti a impiegare il già ridotto personale per andare a seguire segnalazioni di responsabilità di altre strutture comunali.

In generale la sensazione è che si punti sulla delazione dei cittadini. Secondo lei è una soluzione ai problemi o solo fumo negli occhi?

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La soluzione ai problemi riguarderebbe la riorganizzazione della Polizia Locale oramai da anni priva di qualunque vocazione istituzionale di controllo e prevenzione, ferma a piantonare qualsiasi cosa in sostituzione del Comune e quindi interviene solo a "chiamata". Non ha più, per carenze sia di personale sia per responsabilità dirigenziali, nessun tipo di autonomia operativa. Non dovrebbe servire uno iosegnalo per sapere che su via Tuscolana o via Boccea c’è una doppia fila.

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