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INTERVISTA | Veloccia: "Entro fine anno tutti i piani di zona trasformabili. Ora task force per le affrancazioni"

L'assessore all'Urbanistica illustra anche i progetti per Tor Bella Monaca, Corviale e Santa Maria della Pietà

Avvicinare sempre di più le periferie della Capitale al centro, non solo migliorandone i collegamenti, ma anche coinvolgendole di più tramite progetti di riqualificazione urbana e rigenerazione sociale e portando a compimento le opere all'interno dei numerosi piani di zona fino ad oggi rimasti senza servizi essenziali. In tutto ciò, far fronte alle migliaia di pratiche di affrancazione e trasformazione che fanno polvere negli uffici dipartimentali, mandando su tutte le furie i proprietari intrappolati in un limbo burocratico che impedisce loro di vendere liberamente.

Sono questi alcuni tra i più ambiziosi obiettivi a medio-lungo termine dell'amministrazione Gualtieri in tema di urbanistica. A parlarne è Maurizio Veloccia, assessore all'Urbanistica, con il quale RomaToday inizia affrontando la novità del maxi-investimento che coinvolgerà Tor Bella Monaca, Santa Maria della Pietà e Corviale. 

Assessore, stanno per partire alcuni dei cantieri più impattanti in tre delle periferie-simbolo di Roma. Cosa devono aspettarsi i romani?

"Investiamo 180 milioni di euro su tre quartieri dove cerchiamo di portare una riqualificazione urbana dello spazio pubblico, fornendo nuovi servizi e implementando quelli già esistenti. Nel caso di Santa Maria della Pietà, per esempio con Regione e Asl 1 vogliamo recuperare i padiglioni oggi chiusi e inutilizzati realizzando una biblioteca e un servizio di assistenza per minori e donne vittime di violenza con percorsi di semi autonomia. Ridaremo ai cittadini 17 ettari di parco pubblico. A Corviale, in sinergia con Ater, proseguiamo la riqualificazione degli  alloggi Erp, con nuovi spazi recuperati: penso alla piazza, alla cavea centrale, alle aree verdi, al farmer's market, alla palestra e al centro polifunzionale. A Tor Bella Monaca l'intervento intende recuperare una delle aree più complesse, ovvero il lotto R5, dove vivono circa 1.000 persone e strappare le aree verdi al degrado e allo spaccio. Lo scopo è anche quello di connettere il quartiere con la Metro C e Tor Vergata, valorizzando il rapporto con l'università e le nuove linee del trasporto pubblico. In queste periferie la rigenerazione sarà anche sociale, dando avvio a nuove esperienze di cooperative, progetti culturali e progetti assistenziali". 

Riguardo ai piani di zona, è stato appena sbloccato il completamento delle opere di urbanizzazione a Monte Stallonara. Quali sono le ragioni del ritardo, visto che l'inizio del cantiere era stato annunciato già a marzo 2021?

"Quando ci siamo insediati abbiamo trovato una situazione di stallo, c'era l'accordo tra comune e Regione per la realizzazione delle opere primarie, ma l'Astral per affidare l'appalto necessita di progetti autorizzati, alcuni di questi non lo erano. La vasca di laminazione a Monte Stallonara era essenziale, senza il piano non sarebbe stato completabile, il consorzio Tevere aveva già avvisato che senza quest'opera nient'altro si sarebbe potuto realizzare". 

Rimanendo in tema piani di zona: migliaia di romani attendono da anni la possibilità di trasformare il diritto di superficie in diritto di proprietà, ma sono solo 14 i quartieri dove, allo stato attuale, è permesso. C'è una ragione per la quale non si riesce ad andare oltre?

"I motivi sono tecnici e normativi. Innanzitutto va modificata la legge 108 del 2021 (quella che stabiliva un limite massimo del costo della trasformazione e dell'affrancazione, ndr), perché non ci permette di avere una situazione stabile per effettuare i calcoli. E poi ci siamo ritrovati migliaia di pratiche cartacee non lavorate, perché non è prevista l'informatizzazione. Prima di aprire a tutti i piani di zona, dobbiamo avere ulteriori elementi di certezza legislativa e capacità effettiva di lavorare un elevato numero di pratiche. Ci stiamo adoperando per digitalizzare il sistema e permettere al cittadino di svolgere una sorta di asseverazione rispetto al calcolo di quanto va pagato. La volontà politica c'è, ma ci sono ostacoli da rimuovere".

Entro quando cambierà qualcosa in tal senso?

"L'obiettivo è di essere in grado di estendere la trasformabilità dei piani di zona entro la fine del 2022. E' giusto che i cittadini si aspettino questo cambiamento al più presto". 

Martedì 1° marzo il suo staff e il nuovo direttore del dipartimento urbanistica hanno incontrato un gruppo di romani bloccati a causa della lentezza nella lavorazione delle pratiche di affrancazione. Cosa si sente di dire a queste famiglie? 

"Stiamo rafforzando gli uffici, arriveranno da noi una ventina di assunti. Inoltre vogliamo costituire una task force per dare una risposta in tempi rapidi almeno alle pratiche semplificate, la coda sta già diminuendo rispetto a quello che abbiamo trovato appena arrivati, vogliamo ridurla ulteriormente fino ad esaurirla. 

Ne abbiamo già parlato, ma glielo ricordo: ci sono parecchi cittadini che aspettano il risarcimento per aver pagato trasformazioni e affrancazioni stellari, prima dell'aggiornamento dei calcoli. Il comune è pronto all'esborso?

"Laddove previsto dalla norma, i ricalcoli si stanno facendo. Ma la tempistica non è breve". 

Cosa cambia con la nuova delibera sulle affrancazioni? La spiegazione dell'esperto

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