La neo delegata ai rifiuti: "Buono livello di differenziata raggiunto. Nuovi impianti? Sì, ma mai una discarica"

Affiancherà la sindaca nella difficile gestione del settore. L'intervista a RomaToday

Valeria Allegro, delegata ai rifiuti della sindaca Raggi

L'impostazione è di quelle da grillina doc. Valeria Allegro, ex assessore del municipio XII ora neo delegata ai Rifiuti della sindaca Raggi, parla di "appetiti privati, anche criminali" che girano intorno alla gestione dei rifiuti romani e di quanto sia tosta "rivoluzionare il paradigma". Ammette difficoltà evidenti, tipo sulla raccolta differenziata ferma al 46%: "Lavoriamo per migliorare", definendo comunque "buona" la percentuale raggiunta ad oggi. Per quanto riguarda la questione della questioni, i deficit della città sugli impianti di trattamento e smaltimento, annuncia un'apertura ma senza specificare su quali tipologie di stabilimenti si stia ragionando. Due però le condizioni: che siano "pubblici al 100 per cento" e che non si tratti di una discarica. "Quel modello - dice - lo lasciamo agli amici dei signori della spazzatura".
 

Ha partecipato ieri alla Cabina di Regia al ministero, primo appuntamento ufficiale in veste di delegato. Che idea si è fatta?

Sono rimasta piacevolmente colpita dal clima di collaborazione tra istituzioni, ci sono le basi per l’individuazione di una soluzione condivisa alle criticità. Ho ascoltato con interesse l’apertura della Regione, che oggi si è detta disponibile per una possibile estensione dell’ordinanza e apprezzato il ruolo del Ministero che ha permesso un dialogo costruttivo e concreto. Credo che sia questo lo spirito con cui affrontare, in generale, questioni importanti che toccano direttamente la vita di tutti i cittadini. 

Esattamente quali saranno le sue competenze e perché non nominare un vero e proprio assessore?

La sindaca ha tenuto per sé le deleghe per seguire al meglio un settore che è interessato da un gigantesco business non sempre "limpido". Il mio ruolo è quello di coadiuvarla in questo compito, che come sa non è semplice.

I modelli di gestione dei rifiuti considerati virtuosi parlano di economia circolare, riciclo, riuso, che sono poi quelli da sempre promossi dal M5s. Per Roma sono sufficienti? 

Certamente i modelli da lei citati sono quelli che da sempre ispirano l’agire politico del M5s in tema ambientale, non li rinneghiamo e, anzi, li affermiamo con forza. Credo tuttavia che sia arrivato il momento di pensare - insieme alle altre istituzioni - a nuovi impianti, pubblici al cento per cento.

A che tipologia di impianti si riferisce?  

Esistono strutture innovative, pensate per venire incontro alle esigenze ambientali.

Il 31 dicembre chiude il sito di smaltimento di Colleferro. La Regione ha parlato di una discarica di servizio per Roma. Lo stesso ministro di un "sito temporaneo" per il conferimento sul territorio. Il Comune è d'accordo? Se no, quali sono le alternative?

Non ci sarà nessuna nuova discarica. Le alternative sono oggetto di valutazioni in corso ai vari livelli istituzionali. 

La raccolta differenziata è al 46%. Raggi promise di portarla al 70 entro il 2021. E' un obiettivo fattibile secondo lei? 

Le percentuali sono sicuramente un dato verso cui tendere, un optimus che deve orientare l’agire dell’amministrazione. Noi oggi ci troviamo ad affrontare gravi intoppi, legati soprattutto all’aver interrotto un meccanismo ben oliato, in cui la sindaca Virginia Raggi si è inserita come un "bastone tra le ruote" di appetiti privati e, a volte, anche criminali. Siamo oggi a un buon livello di differenziata che dobbiamo necessariamente migliorare. Noi non ci fermiamo, questo è poco ma sicuro. 

La Capitale ha un deficit di impianti, specie sul trattamento. Dipende per lo più da stabilimenti del Lazio e fuori Regione, in un equilibrio fragile dove, lo avrà visto anche lei, basta che un singolo impianto vada una settimana in manutenzione perché le strade si riempiano di immondizia. Come si esce dalla perenne emergenza?

Uscire da un sistema, riuscire a rivoluzionare un paradigma in cui – troppo spesso – hanno regnato logiche opposte a quelle dell’efficienza della pubblica amministrazione, non è un gioco da ragazzi. Non siamo noi a dirlo, ma la Direzione nazionale Antimafia che ha definito questa l’agire amministrativo in tema di rifiuti come quello di un apostata, ovvero qualcuno che si allontana da una religione. Lo fa all’interno di un documento, nero su bianco: sto parlando della Relazione annuale stilata dalla Dna, nel capitolo dedicato ai reati ambientali nel 2016. Durante l’emergenza prima o poi qualcuno proporrà una soluzione magica, tutta privata, che risolverà, secondo lui, la situazione in pochi minuti. Noi oggi puntiamo verso un modello opposto, ed è questa l’idea che noi abbiamo in mente nel lungo periodo: non è un lavoro semplice, ed abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti gli attori coinvolti. 

Sulla raccolta porta a porta dei negozianti la Procura ha aperto un'inchiesta. Ma che ci fossero grossi problemi organizzativi, nonché errori nel capitolato di gara che hanno inficiato il funzionamento del modello, il Comune lo sa da mesi. Non si poteva intervenire prima?

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Guardi su questo la sindaca Virginia Raggi ha subito dato mandato agli uffici di Roma Capitale di presentare un esposto presso la Procura della Repubblica. In allegato all’esposto verrà depositata una relazione del  Nucleo Ambiente e Decoro della nostra Polizia di Roma Capitale, che sta monitorando la situazione, oltre al servizio delle Iene. Il 25 settembre 2019, giorno dopo la segnalazione della trasmissione di Italia1, i nostri uffici hanno contattato più volte la segreteria della trasmissione e richiesto formalmente i video per poter procedere con gli accertamenti del caso. La sindaca e l’amministrazione su questo hanno sempre mostrato qual è l’atteggiamento verso questo tipo di comportamenti: legalità, e basta.

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