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Protesta in Campidoglio, immagine d'archivio

Protesta in Campidoglio, immagine d'archivio

Roma chiude per sciopero: "Noi in piazza contro Raggi. Ha mentito e Roma è nel degrado"

Alla vigilia dello sciopero di domani, venerdì 25 ottobre, parla a RomaToday Natale Di Cola il segretario della Cgil di Roma e Lazio: "Ecco perché bloccheremo la città"

Le lettere di licenziamento a 3500 dipendenti della Roma Multiservizi sono la goccia di un vaso strapieno. Ad agitare sindacati e lavoratori pronti domani a bloccare la città con uno sciopero di 24 ore che coinvolgerà 30mila dipendenti pubbici, c'è la liquidazione di Roma Metropolitane, Ama senza bilanci e con sette vertici cambiati in tre anni, Farmacap a rischio privatizzazione, Risorse per Roma senza piano di sviluppo. Uno sfacelo nella gestione delle aziende partecipate e controllate dal Comune di Roma che si ripercuote a cascata sulla resa, pessima, dei servizi al cittadino. E allora quella di domani, assicura Natale Di Cola, segretario della Cgil Roma e Lazio, se nulla cambierà, sarà solo "la prima mobilitazione di una lunga serie". 

Segretario, vogliamo ricordare le ragioni dello sciopero di domani?

Riguarderà lavoratori e lavoratrici delle partecipate. Alle 10 saremo in Campidoglio per fermare il degrado di Roma, una città che in tre anni di amministrazione Raggi non è riuscita ad avere un minimo miglioramento della qualità dei servizi in nessun settore. Tutte le aziende che dovrebbero gestirli e offrirli stanno vivendo una grave situazione di precarietà, con conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. 

Ci faccia qualche esempio.

La liquidazione di Roma Metropolitane, l'ennesimo cambio al vertice di Ama, l'annuncio del licenziamento collettivo di Multiservizi, e sempre per Multiservizi il mancato pagamento degli stipendi. Giusto per dirle gli ultimi eventi. Ma poi abbiamo Zetema (gestione musei, poli culturali ed eventi del Comune, ndr) senza un piano assunzionale e la continua esternalizzazione dei servizi, Farmacap da tre anni senza bilancio a rischio privatizzazione, Risorse per Roma senza piano di sviluppo e anche qui senza bilanci. 

Su Atac è stato avviato un concordato preventivo e Raggi ne fa un vanto appena può, dicendo che sta risanando l'azienda. 

La tanto sbandierata procedura di concordato ha prodotto pesanti tagli ai salari dei lavoratori. Ci sono stati sacrifici importanti per il personale e questo non lo dice nessuno. E comunque senza gli investimenti promessi il Comune rischia di riportare nuovamente in crisi l'azienda. 

Ieri il segretario nazionale Maurizio Landini ha detto che la sindaca non ha rispettato gli accordi firmati con i sindacati. A cosa si riferisce esattamente?

Nel 2017 venne sottoscritto Fabbrica Roma, un patto che prevedeva zero esuberi, zero liquidazioni, e il rilancio dei servizi pubblici. Il risultato è invece che a fronte di 4mila pensionamenti nelle partecipate non è stato assunto nessuno, i servizi sono stati esternalizzati, vedi la vicenda delle Und (utenze non domestiche, ndr) di Ama (servizio appaltati a privati, ndr). Il 9 settembre la sindaca ci disse che Roma Metropolitane non sarebbe stata liquidata. Ha mentito.

Sia Raggi che l'assessore Lemmetti parlano di "liquidazione volontaria" e di "risanamento" necessario per mettere a posto i conti, anche e soprattutto, a detta loro, a tutela dei lavoratori. 

In un mondo normale a tutela dei lavoratori ci sono i progetti di rilancio aziendali. Quando si entra in procedure concordatarie o di liquidazione siamo nel campo della riduzione dei diritti dei lavoratori, non certo in quello della tutela. 

L'Assessore al Personale Antonio De Sanctis, con cui avete avuto diversi confronti su più temi, ha detto che il vostro è uno sciopero politico. E ha detto che il dialogo non è mai mancato. Cosa risponde?

Mi stupisce, perché siamo gli stessi sindacati che hanno sottoscritto il contratto decentrato, e infatti non scioperano i dipendenti comunali. Il che significa che ci muoviamo sui contenuti e contestiamo semplicemente le scelte sbagliate, da qualunque parte politica provengano. Rimandiamo le accuse al mittente. Quello sulle partecipate con l'amministrazione è stato un confronto sterile che non ha prodotto nulla. 

È fresca di queste ore la notizia della procedura di licenziamento ai danni dei lavoratori di Multiservizi, 3500 persone...

L'ennesimo fallimento di questa giunta. La sindaca aveva promesso di risolvere le problematiche che c'erano anche prima del M5s. Hanno sbagliato la gara a doppio oggetto e non hanno mantenuto la promessa di reinternalizzazione. Anche qui Raggi ha mentito, prima manifestava con i lavoratori, poi una volta al governo ha fatto il contrario di quanto chiedevano. E poi è incomprensibile che accusi il sindacato mentre amministratori nominati dal Comune annunciano la procedura di licenziamento. Invece di revocargli il mandato se la prende con i sindacati. Un'altra dimostrazione di profonda fragilità. 

Cosa accadrà se il Comune non dovesse invertire la rotta?

La mobilitazione di domani è solo il primo passo. Scendono in piazza i sindacati, i lavoratori ma abbiamo l'appoggio di tanti cittadini e associazioni. E' una grante protesta della città. 
 

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