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Europee: Niccolò Rinaldi punta sull'Alde per "avvicinare Roma e il Lazio all'Europa"

Membro della Commissione Commercio Internazionale e vice Presidente del gruppo Alde, Nicolò Rinaldi non sembra soddisfatto della gestione dei fondi europei della Regione Lazio

Partendo da Bruxelles ma tornando a Roma, Niccolò Rinaldi cercherà di farsi eleggere per la seconda volta al Parlamento europeo. "E' dalla cultura liberal-democratica che nascono le soluzioni concrete alle preoccupazioni dei cittadini", ha dichiarato l'Onorevole Rinaldi, membro della Commissione Commercio Internazionale e vice Presidente del gruppo Alde. La sua lista Scelta Europea con Guy Verhofstadt ha l'appoggio di Fare, Centro Democratico e Scelta Civica e si prefigge l'obbiettivo di essere controcanto alla Lista Tsipras. Fin da Bruxelles ha combattuto battaglie per la città di Roma; per esempio una forte campagna volta alla chiusura della discarica di Malagrotta, tentativo per avvicinare il territorio laziale a una coscienza di legalità più in linea con i parametri europei. Lo abbiamo intervistato per capire cosa può fare per il Lazio un Parlamentare di Bruxelles

Onorevole Rinaldi, innanzitutto, come mai ha deciso nuovamente di ricandidarsi al Parlamento europeo?
Perché penso che il Parlamento Europeo sia oggi un'occasione straordinaria per stare vicini ai cittadini. Mi sono candidato per la prima volta nel 2009, ma non sono un politico di professione. Ritengo che il mondo della politica, tanto più quella europea, debba dare risposte concrete ai cittadini e io mi sono impegnato per questo. Ho il 100% di presenze nelle sedute parlamentari e ho svolto un lavoro sia sul territorio che nelle istituzioni. 

Perchè l'Alde?
In Parlamento ho sempre lavorato presso il gruppo dei Liberal-Democratici Europei, la famiglia laica ed europeista alla quale fa riferimento anche l'Italia dei Valori. L'Alde è un partito politico progressista ed europeista. Per me è stata una scelta naturale. 

Ma l'Alde cosa può fare di concreto per la Capitale? Lei è un Parlamentare europeo che da sempre si è interessato del territorio di Roma, ma un partito europeo come può aiutare una città che, seppur grande nel territorio laziale, è solo una piccola parte dell'Europa? 
Innanzitutto bisogna portare una ventata di legalità europea a Roma, bisogna far rientrare la città in dei parametri che ancora non è riuscita a rispettare. In secondo luogo bisogna valorizzare le cose belle della città: solo alcuni giorni fa abbiamo proiettato in Parlamento il film di Gianfranco Rosi "Sacro Gra", un film che vuole dimostrare come sia possibile 'una grande bellezza' anche nelle periferie della Capitale. Infine Roma deve essere educata e informata su come utilizzare al meglio i fondi messi a disposizione da Bruxelles. 

A proposito, il Parlamento Europeo ha sempre denunciato un mancato utilizzo dei fondi europei da parte del Lazio. A suo avviso come potrebbero essere investiti?
A Roma serve una migliore informazione e formazione. Sarebbe utile, per quanto riguarda l'informazione, pubblicare su una pagina tutti i bandi in scadenza sia di Bruxelles sia della Regione. In secondo luogo bisogna spiegare e formare i richiedenti in modo che siano in grado di presentare un progetto corretto al Parlamento Europeo. Per fare tutto questo è necessario sfatare questo fatalismo 'io non ce la farò mai ad ottenere i fondi europei' perchè a Roma ci sono delle belle realtà che sono riuscite ad ottenere finanziamenti europei.

Ci può fare qualche esempio?
Due sono gli esempi che mi vengono subito in mente: per prima la Comunità Ebraica di Roma, che ha ricevuto cospicui finanziamenti e poi una Associazione per la memoria collettiva. 

Parlando di Roma, proprio nel precedente mandato si è molto interessato alla questione dei rifiuti dalla discarica di Malagrotta. Cosa ha fatto in concreto dal Parlamento europeo?
Abbiamo avviato un'interrogazione e poi un'ingiunzione per la chiusura di Malagrotta. Se non fosse intervenuta l'Europa la discarica sarebbe ancora là. I rifiuti sono regolati da direttive europee molto rigide, ma Roma è molto lontana dai target che l'Europa ha stabilito. 

E Corcolle? Con una dura battaglia è riuscito anche a impedire che lì sorgesse un'altra discarica, come mai questo forte interesse del Parlamento europeo?
Anche Corcolle dal punto di vista territoriale rappresentava una zona critica. Vicino a Villa Adriana, patrimonio Unesco, vicino alle case e territorio dello stesso proprietario di Malagrotta. Mi sembrano tre motivazioni più che giustificate. Inoltre queste sono situazioni che al Parlamento Europeo fanno storcere il naso.

Passando alla politica, da Alemanno a Marino l'Europa come vede cambiata Roma?
E' ancora presto per dirlo. Non abbiamo tutti gli strumenti per poter giudicare adeguatamente. Roma appare comunque a uno sguardo europeista una città disponibile e accogliente nell'orizzonte della globalizzazione. 

E quindi nel SalvaRoma, cosa vorrebbe vedere attuato il Parlamento Europeo?
Sicuramente un maggior e miglior utilizzo dei fondi europei messi a disposizione, un bilancio partecipato e consultivo dei cittadini. Infine non dispiacerebbe che la zona del litorale potesse allinearsi in materia di sviluppo sostenibile e recupero ambientale ai parametri europei senza cadere nella speculazione. 

Per quanto riguarda le imprese invece in questi ultimi giorni si sta parlando molto di internazionalizzazione. Essendo anche Commissario del Commercio Internazionale qual è il consiglio del Parlamento europeo per le piccole e medie imprese regionali?
Internazionalizzare sarebbe moto importante per le imprese. In Europa c'è un mercato che in italia è venuto meno. Il prodotto italiano è sicuramente di qualità ma manca di disponibilità per essere competitivo. Si deve fare un gioco di squadra: non parlo di una fusione di aziende ma di una consorsazione tra due o tre società per ottenere i fondi e poter riavviare il processo di crescita economica. Altro consiglio che mi sento di dare è quello di partecipare a più fiere internazionali per guardare all'estero e farsi guardare dall'Europa.
   

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