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Dalla Lega in Campidoglio zero sconti a Raggi: "Con M5s nessuna convergenza"

Intervista al capogruppo della Lega Maurizio Politi, passato a luglio con Salvini da Fratelli d'Italia 

Nessuno sconto, nonostante a palazzo Chigi i grillini siano alleati di governo. A giorni ripartono i lavori dell'Aula dopo la pausa estiva. Cosa farà la Lega romana al suo esordio in Campidoglio? "Opposizione, come sempre" assicura il consigliere Maurizio Politi, ex Fratelli d'Italia, capogruppo di sè stesso in quanto unico neorappresentante salviniano in assemblea. A luglio ha lasciato il partito di Giorgia Meloni, insieme ad altri undici consiglieri nei municipi, ma guai a chi pensa male: non per sole ragioni d'opportunità politica. Divisioni interne e attriti con gli ex An, assicura, hanno fatto da premessa a un addio inevitabile. Tra le battaglie in Consiglio è in cima alla lista quella per i poteri speciali di Roma Capitale. Poi i capi saldi leghisti: sicurezza e campi rom. 

Ha lasciato Fratelli d'Italia per passare alla Lega a poche settimane dalla formazione del nuovo governo. Non per essere maligni, ma è difficile non pensare al classico salto sul carro di chi è in auge...

Abbiamo denunciato per anni una gestione settaria dentro Fratelli d'Italia, la stessa che ha fatto sì che in tanti siano scappati dal partito. Non c'era democrazia interna, una formazione in balia delle correnti. Ed è questo che ha decretato la stagnazione del consenso al 4 per cento. 

Sul piano delle idee cosa l'ha avvicinata al partito di Salvini? E in cosa potrà differenziarsi, rispetto a Fratelli d'Italia, a livello di azioni programmatiche?

La Lega ormai è un partito a vocazione nazionale. Abbiamo sempre difeso la famiglia, la libertà di scelta educativa per i genitori, la piccola e media impresa e siamo oggi convinti che nella Lega ci sia lo spazio per continuare a farlo, e che dentro la classe dirigente leghista ci sia un forte interesse nella difesa dei territori.politi-4

La prossima settimana ripartiranno i lavori d'Aula. Quali saranno le prime mosse di questa Lega romana? 

Siamo all'opposizione come sempre. Daremo un importante contributo per quanto riguarda la questione dei decreti attuativi per i poteri speciali di Roma Capitale. Speriamo di trovare la disponibilità anche della maggioranza M5s. 

A questo proposito è innegabile un corto circuito a livello locale. Il M5s che governa Roma è lo stesso che governa il Paese, con la Lega. 

Il M5s ha all'interno varie anime, detto ciò quello dei grillini è un progetto culturale che non condividiamo in assoluto. C'è un contratto di governo da onorare, ma a Roma restiamo fermi all'opposizione.

Ci sono temi su cui potreste convergere con la sindaca Raggi?

Non mi viene in mente niente. Anche perché in due anni non ha fatto ancora nulla. Basta vedere il numero di delibere presentate. 

E su cosa siete inconciliabili? 

Gestione del ciclo rifiuti, politiche sulla mobilità, sicurezza e campi nomadi. Raggi continua a foraggiare chi vive nell'illegalità. 

In che senso?

Nel senso che fornisce risorse economiche a chi dentro i campi non rispetta la legge. E' scritto chiaramente nel piano rom. 

Ma quelli sono, o dovrebbero essere, fondi per chiudere gli insediamenti. Per reinserire le persone qualche finanziamento serve, o no? Lei cosa proporrebbe in alternativa?

I campi vanno chiusi. Dopodiché chi ha diritto di rimanere rimane e vanno create delle piazzale di sosta per il transito. 

Per "nomadare". E' il Meloni pensiero.

Sì certe idee se sono buone non le cambio. Poi servirebbe un'attenzione all'infanzia. I bambini rom vivono in condizioni terribili, non possono essere lasciati crescere nel degrado. 

Li togliereste ai genitori?

Sarebbe un dramma, ma è un'ipotesi che andrebbe presa quanto meno in considerazione.

Tornando a Raggi. Alla Pontida del sud la invitate?

Inviteremo diverse personalità istituzionali. Virginia Raggi è il sindaco. Ma invitarla non vuol dire avere affinità. 

L'immigrazione è un problema per Roma? 

Roma ha avuto una gestione dell'accoglienza veramente pessima. Mafia Capitale lo dimostra. Bisogna dare una sferzata. Chi ha diritto rimane, ma non può essere un'accoglienza indiscriminata dato il già elevato numero di persone (non italiani necessariamente, persone magari straniere che risiedono da tanto in Italia) che vivono nella povertà. Ci sono tanti stranieri integrati che su questo vorrebbero dare il loro contributo. 

Il sindaco di Rocca di Papa ha detto che è Salvini che ha mandato i migranti al centro di accoglienza.  

Non è vero, c'è stata una disponibilità all'accoglienza della Cei. Quella di Rocca di Papa è una soluzione non ottimale ma d'emergenza. 

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