Domenica, 24 Ottobre 2021
Politica

Elezioni Municipio II: intervista a Massimo Tesone, candidato presidente per REvoluzione Civica

Ecco cosa ne pensa il candidato del movimento di Monica Lozzi su cura del verde, movida, rigenerazione urbana e mobilità alternativa.

Alla sua prima esperienza politica, Massimo Tesone ha deciso di candidarsi come presidente del II Municipio con il movimento fondato dall'ex grillina Monica Lozzi, ovvero REvoluzione Civica.

Abbiamo parlato con lui dei temi principali del territorio e delle sue proposte in vista delle elezioni del 3 e 4 ottobre.     

Come mai hai deciso di accettare questa sfida con a lista di Monica Lozzi?

Ho deciso di accettare per due motivi, il primo per la fiducia che mi ispira Monica Lozzi, il secondo per l’assoluta mancanza di idee sul come amministrare Roma sia da parte delle passate amministrazioni, sia degli attuali candidati. Sul primo punto, sono lampanti i risultati ottenuti dalla Lozzi durante il suo mandato al VII municipio, contrasto all’illegalità con l’abbattimento delle ville dei Casamonica, zone trenta intorno alle scuole, strade e piazze riqualificate (via Flavio Stilicone, piazza Rosarno), mercato menofilo al IV Miglio, illuminazione di parchi e strade, campetti da calcio all’interno del quartiere. Per quanto riguarda il secondo motivo, REvoluzione Civica ha messo al primo posto del suo programma elettorale il decentramento amministrativo: Roma ha un’estensione sette volte quella di Milano, è inimmaginabile che possa essere amministrata direttamente dal sindaco, bisogna attribuire poteri e risorse ai presidenti di municipio, espressione del territorio e quindi conoscitori delle criticità dei quartieri, in grado di dare risposte immediate alle richieste dei cittadini".


Nel II Mun. uno dei temi che sta più a cuore alla cittadinanza è quello della cura del verde: da presidente come affronterebbe la manutenzione ordinaria dell’ampio patrimonio di parchi, ville e alberi del territorio?

"La gestione dei grandi parchi e ville è di competenza del comune, resta al Municipio la competenza del resto del verde pubblico. Nell’ambito del decentramento amministrativo, il Municipio dovrà organizzare gli interventi sul proprio territorio. A tal fine, sarà necessario organizzare un servizio giardini in pianta stabile all’interno dell’amministrazione municipale, dotato di almeno un mezzo con braccio-cestello elevatore, il quale interverrà secondo un piano programmatico ben definito, sarà necessario assumere personale idoneo alle potature, visto che il II Municipio presenta prevalentemente verde verticale. Si dovrà procederà ad una mappatura delle piante presenti sul territorio e del loro stato di salute, con l’ausilio di personale qualificato come agronomi e naturalisti, con intervento immediato per quelle pericolanti, passando poi ad un piano di potatura a rotazione con contestuale pulizia delle strade e delle caditoie. Verrà intensificata la raccolta del fogliame nel periodo autunnale con contestuale controllo e pulizia delle caditoie, mentre in primavera-estate si procederà allo sfalcio delle erbe". 


Piazza Bologna, San Lorenzo, Corso Trieste sono i principali luoghi della movida del Municipio: come si gestisce il fenomeno, facendo incontrare gli interessi delle attività commerciali con quelli dei residenti che chiedono quiete e sicurezza?

"A parere del sottoscritto il fenomeno è dovuto soprattutto alla maleducazione delle persone, si può stare insieme, prendere un aperitivo, chiacchierare senza dover per forza urlare e creare disagio agli altri. Quì abbiamo due esigenze e posizioni contrapposte, i residenti e i commercianti. Esistono leggi e regolamenti che disciplinano la materia, queste vanno fatte rispettare, ma personalmente ritengo che l’unica strada percorribile sia quella della convivenza civile, un punto di incontro tra la crescita del commercio e le esigenze della comunità, un tavolo aperto con la partecipazione di tutti i soggetti interessati, e gli amministratori pubblici ovviamente, dal quale far scaturire un regolamento tra residenti e attività commerciali. Solo in questo modo possono venir meno le conflittualità che animano le notti romane. Per quanto riguarda la sicurezza è una questione di ordine pubblico. Nell’ottica del decentramento amministrativo vedo un comando della Polizia di Roma Capitale al servizio del Municipio: dovranno essere organizzati turni di servizio rafforzati nelle zone di maggior afflusso con l’impiego di agenti in misura sufficiente a far desistere da ogni intento bellicoso".   


San Lorenzo e Flaminio sono due quartieri per i quali si discute molto di trasformazione urbana: quali sono le sue idee al riguardo?

"I Flaminio, oltre alle discussioni aperte, presenta già progetti di riqualificazione ben avviati, come l’area militare in Via Guido Reni, dove sono previste attività commerciali a livello della strada, un Hotel e la città della scienza in prossimità del Maxxi. Attualmente sono stati stanziati tre milioni di euro per la ristrutturazione del palazzetto dello sport di Viale Tiziano. C’è poi la situazione di grave degrado in cui versa lo stadio Flaminio, di proprietà di Roma Capitale, che però essendo di interesse culturale di carattere generale, può subire solo interventi di conservazione di carattere storico-artistici, con esclusione ovvio di interventi di demolizione. Per quanto riguarda il vincolo di destinazione d’uso, è possibile affidare a terzi la gestione delle attività economiche e quindi assegnarle a seguito di gara pubblica con offerte comprensive di risorse per la riqualificazione stessa. La mia idea resta comunque quella della costruzione di spazi dove svolgere attività sportiva aperti a tutti e gratuiti, come ad esempio campetti per il calcio a 5. Per quanto riguarda San Lorenzo, invece, ci sono due progetti per la riqualificazione, uno del Comune di Roma, che prevede una serie di espropri, l’altro dei privati. Quest’ultimo, anche se presentato solo dopo la minaccia degli espropri, sembra avvicinarsi di più alle richieste di residenti e commercianti, ovvio bisognerà vedere esattamente l’impatto che avrà sul quartiere, sia sotto l’aspetto della cementificazione che della viabilità e vivibilità".

Progetto Grab: la ciclabile interessa Villa Ada e Via Guido Reni. Lei è d’accordo con questo progetto e per quanto riguarda Via Reni crede possa essere da intralcio a progetti come il tram della musica, la riqualificazione della strada e l’imminente parcheggio sotterraneo? 

"Revoluzione Civica è assolutamente favorevole al progetto Grab, ovviamente con una differenza rispetto all’attuale amministrazione: le ciclabili vanno studiate attentamente al fine di prevedere ed evitare ogni possibile intralcio alla circolazione nell’area di realizzazione o disagi ai residenti. Nello specifico, per Via Guido Reni, essendo di competenza del Comune il tram della musica e del Municipio la pista ciclabile, non vedo alcun intralcio, men che meno per il parcheggio interrato. Per quanto riguarda Villa Ada, ritengo che un passaggio esterno, alternativo al parco, sia la soluzione migliore". 

Chi è Massimo Tesone, candidato presidente del II Municipio per REvoluzione Civica

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