Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica

Pd Lazio, Marta Leonori: "In politica le donne hanno una marcia in più"

Marta Leonori è l'unica donna candidata alla segreteria del PD Lazio. Classe 1977 inizia la sua carriera politica all'università. Per lei il PD nel Lazio deve ripartire dalla centralità di circoli e perché no delle donne

Marta Leonori

Marta Leonori classe 1977, laureata in economia, ha iniziato a fare politica quando frequentava l'università ed è l'unica donna candidata per diventare il nuovo segretario del Partito democratico del Lazio da due anni commissariato e guidato dall'ex ministro Vannino Chiti. Si presenta agli iscritti che stanno partecipando in questi giorni alle assemblee di circolo che determineranno i candidati che si sfideranno poi nelle elezioni primarie aperte a tutti come uno degli outsider e il suo slogan è "Se non Marta chi" che è anche il suo sito internet. Marta Leonori a Romatoday si presenta e descrive il suo progetto per un nuovo Partito Democratico del Lazio.

Dopo quasi due anni di commissariamento il PD Lazio avrà nuovamente un segretario. Come nasce la sua candidatura?

La mia candidatura nasce perché dopo i due anni di commissariamento ci siamo trovati davanti a un partito che si è dimostrato incapace di decidere e di riappropriarsi dei luoghi di decisione. Con un gruppo di ragazzi e persone e abbiamo deciso di non tirarci indietro, ma metterci la faccia su un’idea e cioè quella di costruire un partito dove gli iscritti e gli elettori possano sentirsi a casa dove ci siano i luoghi di discussione e di decisione che non siano solamente i luoghi degli eletti.

Quindi riappropriarsi della democrazia del partito che deve rilanciare la propria attività perché siamo all’opposizione in Regione e in altre amministrazioni come il Comune di Roma e dobbiamo avere la capacità di portare avanti una nostra idea di PD del Lazio visto che anche alle Regionali non siamo stati in grado di avanzare una nostra candidatura e abbiamo appoggiato convintamente Emma Bonino, non per una nostra idea iniziale.

Dobbiamo trovare nelle prossime scadenze, quest’anno si vota a Rieti dove ci saranno le primarie e il prossimo anno a Roma, le nostre idee e una nostra classe dirigente per questo abbiamo pensato che non bisogna nascondersi dietro una finta unità del partito, ma intorno a una discussione che sia vera e sincera per costruire un partito che possa guidare la nostra Regione.

Qual è il suo progetto di Partito Democratico nel Lazio? Se dovesse mettere in evidenza  tre punti fondanti del suo programma da segretario cosa indicherebbe?

La mia idea di Pd Lazio è un partito in cui i circoli siano il tessuto principale e quindi che siano un punto di contatto con il territorio, ma anche luoghi di discussione e di confronto e condivisione delle scelte. Luoghi che comincino a fare la vera attività politica affiancati da forum tematici a cui affidare l’approfondimento di specifici argomenti e poi con una capacità di guidare determinate scelte affiancando gli eletti nell’amministrazione.

Dovendo mettere in evidenza tre punti che applicherei nei primi 100 giorni da segretario: il primo è quello di definire le regole per indire le primarie non solo per il segretario, ma anche per i parlamentari qualora restasse questa legge elettorale e anche per le figure apicali come sindaci, presidenti di Provincia a Roma anche i presidenti dei municipi e della Regione. Una commissione che dovrebbe regolamentare un’anagrafe degli eletti con la possibilità di mettere on line anche i redditi, per aumentare la trasparenza mettendo su internet le attività che si svolgono. La commissione dovrebbe mettere in pratica anche l’istituto del referendum tra gli iscritti che non è mai stato utilizzato.

Secondo punto una grande campagna contro le infiltrazioni della criminalità organizzata nella nostra Regione ultimamente viviamo episodi molto preoccupanti e ricordiamo gli attacchi a Libera anche dopo l’assegnazione del Caffè de Paris, su questo punto c’è bisogno che il nostro partito si impegni in prima persona e poi infine una forte campagna di informazione e di ascolto sullo stato del nostro territorio, sui trasporti, sulle questioni ambientali sono temi su cui un Partito come il PD non può non fare elaborazione politica e ascoltare i cittadini.

Il PD si trova all'opposizione sia nella Capitale che in Regione, quali i punti di forza se dovesse diventare segretario che caraterizzeranno l'azione di opposizione a livello regionale e anche in vista di importanti appuntamenti elettorali nel 2013, tra un anno?

Prima di tutto va supportata l’attività di contrasto ai privilegi della nostra Regione che sono aumentati in questi giorni dopo l’approvazione a metà dicembre della nuova norma sui vitalizi assegnati a partire dai 50 anni, mentre a tutti noi cittadini è stata aumentata l’età pensionabile.

In Regione ci sono situazioni che vanno riformate: 20 commissioni, 8 gruppi consigliare formati da un solo consigliere, questi sono sprechi non privilegi così come gli enti e le aziende controllate dalla Regione ma anche nei casi del Comune di Roma e di altri comuni perché vengano razionalizzate per dare servizi efficienti e non tutelare persone.

L’ultima cosa è una battaglia che può sembrare di nicchia, ma non è così: la battaglia per la difesa dei consultori. Il 21 gennaio ci sarà una grande manifestazione di denuncia contro la legge Tarzia che vuole smantellare la natura dei consultori. Questa è una battaglia che dobbiamo fare tutti insieme e non solo le donne, tutto il partito perché è un importante principio da tutelare sul territorio. Gli ultimi episodi di violenza nella Capitale e non solo mostra la necessità di creare una rete contro le violenze sulle donne dove i consultori possono consentire un presidio importantissimo. Questi sono tre esempi di grande opposizione da fare e poi va ristabilita l’ordine di quali sono i dati reali sulla sicurezza dopo i recenti fatti di cronaca.

Lei è l'unica donna candidata per la segreteria del PD Lazio: cosa si sente di dire alle sue colleghe militanti e dirigenti di partito?

Nella mia attività politica ho partecipato anche al coordinamento delle donne perché credo che queste abbiano una marcia in più, dimostrato anche dalla nascita lo scorso anno di Se non ora quando. Le donne costituiscono un tessuto sociale che deve riappropriarsi dei luoghi e delle idee,  abbiamo condotto tante battaglie insieme e ora c’è la possibilità di eleggere una donna nelle posizioni apicali del Partito. Secondo me la differenza la fanno le persone: il ministro Fornero si è impegnato, dopo che l’ex ministro Sacconi l’aveva ritirata, ad avviare la lotta contro le dimissioni in bianco. Questa è la dimostrazione che le donne possono avere una marcia in più se sono valide: facciamo un percorso insieme e lo si potrà fare anche successivamente al di là dell’elezione del segretario.
 

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