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"Alfano, basta alleanze con il Pd! Io e Salvini per il centrodestra, partendo dal territorio"

Intervista al consigliere capitolino Marco Pomarici che ha annunciato l'uscita dal Nuovo Centro Destra di Alfano per aderire al progetto del leghista Matteo Salvini per il 'Sud, la Lega dei Popoli

Al centro i valori e le identità del centrodestra chiaramente“antitetiche al progetto del Pd”. Nel programma politico l'attenzione al territorio, i trasporti ma soprattutto la questione dell'immigrazione e della sicurezza. Il consigliere capitolino Marco Pomarici spiega i motivi che l'hanno portato a uscire dal Nuovo Centro Destra per aderire al progetto politico per il 'Sud' del leghista Matteo Salvini: la Lega dei Popoli. In cima alla lista la necessità di prendere “le distanze da un partito che continua a strizzare l'occhio al centrosinistra”. Una futura candidatura in Parlamento? “Non ne abbiamo proprio parlato”.  

Perché lasciare Alfano e il Nuovo Centro Destra per la Lega dei Popoli del leghista Matteo Salvini?

Il motivo scatenante è stato il lassismo totale di un partito che in troppe occasioni ha strizzato l'occhio al centrosinistra. Penso alle ultime decisioni assunte in provincia di Latina o in Calabria dove Ncd ha stretto alleanze con il Pd. E ancora, per rimanere nel Lazio, all'appoggio di due esponenti Ncd al sindaco di Nettuno. Contrariamente a tutto ciò, tutta la mia storia politica si è sempre mossa nel solco del centrodestra e ho sempre portato avanti idee e valori che mi contrappongono al mondo della sinistra.

Perché però aderire proprio al progetto politico di Salvini?

Un esempio. Sono rimasto basito per le ultime affermazioni di Silvio Berlusconi e di Forza Italia in merito alle coppie di fatto, così come per le ultime uscite di Francesca Pascale e per la cena con Vladimir Luxuria. Sono sempre stato un difensore della libertà ma a tutto c'è un limite. In politica servono dei punti fermi. Matteo Salvini ha 41 anni, ha avuto un passato da consigliere comunale. È un politico che ha battuto il territorio proprio come me. Ha un rapporto diretto con gli elettori e questo è molto importante. Infine Matteo Salvini, che al 'Sud' ha dato mandato politico al senatore Raffaele Volpi, ha un progetto specifico per il centro Italia.

Quali sono i punti che caratterizzeranno il vostro programma in Campidoglio?

Continuerò con il mio lavoro di strenua opposizione al sindaco Ignazio Marino e al Pd. Le mie battaglie sono già quelle di Salvini. Siamo sulla stessa lunghezza d'onda. Penso alla manifestazione di Milano sull'immigrazione “contro l'invasione”, all'opposizione alla legge Fornero, alla battaglia 'No euro'. Condivido la politica di Salvini quando parla di un'Europa dei popoli contro l'Europa delle banche. E ancora: largo ai giovani. Non possiamo lasciare il Paese a chi sostiene che il posto fisso non c'è più. Così si va alla deriva. Con questo nuovo progetto vogliamo rimanere vivi attorno alle nostre battaglie identitarie.  

Ha citato molti temi nazionali. Cosa significherà per i romani avere la Lega dei Popoli in Campidoglio?

Avrei una miriade di punti da elencare. Innanzitutto riportare Roma ad essere una città europea. Roma sembra una città abbandonata a sé stessa. Penso a un piano trasporti senza lungimiranza, alle politiche ambientali, all'immigrazione, ai rom. Ricordo le politiche in merito dell'ex sindaco Gianni Alemanno che aveva lavorato con decisione per chiudere tutti gli insediamenti non riconosciuti. Nessuno pensa alla ghettizzazione ma dobbiamo garantire sicurezza ai cittadini romani. Una sicurezza che oggi non c'è. Ecco cosa c'è nel progetto di Matteo Salvini che abbiamo sposato. Un progetto chiaramente antitetico alle politiche del Pd. Potrei andare avanti all'infinito. L'obiettivo della Lega dei Popoli è quello di risolvere i problemi reali della gente.

La Lega dei Popoli è un progetto politico pensato ad hoc per le regioni del 'Sud' ma Salvini, come immagine, rimane un politico fortemente legato a battaglie del Nord. Da consigliere capitolino come convincerà i romani?

Salvini lo ha detto chiaramente. La priorità è l'Italia. O si punta sull'Italia o non se ne esce. Il nostro è un Paese bistrattato dall'Europa e da tutelare.
 
Alla manifestazione di Milano ha partecipato anche Casa Pound. Un movimento di estrema che presente anche a Roma. Pensa che questa esperienza possa essere coltivata anche nella Capitale?

In un'intervista, Mario Borghezio ha specificato il suo invito personale ai militanti di Casa Pound. Una realtà a sé stante che non credo voglia mescolarsi con alcun partito politico. Detto questo, nella cabina elettorale ognuno è libero di fare la scelta che ritiene più opportuna.

Ha parlato anche di una sua possibile candidatura in caso di elezioni?

Lo dico chiaramente. Il mio ingresso nella Lega dei Popoli non è legato ad alcuna garanzia di candidatura. Dobbiamo solo lavorare bene e raggiungere gli obiettivi per Roma.

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