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Improta indagato per la metro C? "Marino ha cacciato la Morgante, si deve dimettere"

Lo sostiene il capogruppo del Movimento cinque stelle in Campidoglio Marcello De Vito, intervistato da Romatoday. "L'ex assessore Morgante si era opposta all'accordo attuativo. Tra lei e Improta, Marino ha scelto il secondo"

Verso la realizzazione della metro C si sono sempre dichiarati critici. Nell'ottobre dell'anno scorso inoltre, i consiglieri del gruppo capitolino del Movimento cinque stelle, avevano anche presentato un esposto alla Corte dei Conti, alla Procura e all'Anac in merito all'accordo attuativo siglato tra la partecipata capitolina Roma Metropolitane e il consorzio Metro C. Oggi di fronte alla notizia dell'indagine a carico dell'assessore alla Mobilità Guido Improta, chiedono le dimissioni del sindaco Ignazio Marino. 

Consigliere Marcello De Vito, gli ultimi fatti di cronaca vedono indagato l'assessore Improta per motivi relativi alla metro C, in particolare sembrerebbe in merito all'accordo attuativo del settembre 2013. Quando avete capito che andavano accesi dei fari su quella vicenda?

Quando siamo entrati in possesso di alcuni documenti del comune di Roma. In particolare una determina del novembre 2013 e una precedente nota dell'ex assessore al Bilancio Daniela Morgante, che poi ha dato le dimissioni, del 4 novembre che si opponevano all'accordo attuativo. Un accordo che stanziava ulteriori 90 milioni di euro, prevedeva tempi di realizzazione più dilatati, peraltro già saltati, e altre obbligazione al general contractor.

Come siete arrivati a presentare un esposto alla Corte dei Conti?

Abbiamo effettuato un accesso agli atti e ottenuto ulteriore documentazione. Nel luglio del 2014 abbiamo anche avanzato un'interrogazione all'assessore Improta. Quattordici quesiti sulla legittimità dell'accordo del 9 settembre 2013 e nel complesso sulla gestione economico-finanziaria dell'opera. Non abbiamo ottenuto risposta. Così alla fine di ottobre abbiamo presentato tutti gli atti in nostro possesso alla Corte dei Conti, alla Procura e all'Anac affinché verificassero la loro legittimità.

Quali sono i punti che avete denunciato con maggior forza?

Come ho anticipato prima, il fatto che sia da parte dell'ex assessore Morgante, sia dal dipartimento Mobilità e infine dal ministero competente ci si oppose all'accordo. In un documento il ministero chiariva che quello in questione non era un atto attuativo ma una nuova transazione e quindi l'importo non sarebbe stato coperto da stanziamenti Cipe. Ne avrebbe dovuto rispondere Roma Metropolitane e quindi il Comune di Roma. C'è anche una lettera di Improta del 30 luglio 2013 in cui si chiede a Roma Metropolitane di effettuare una due diligence in merito. Un atteggiamento che non abbiamo mai compreso da parte di un assessore. Perché non è entrato nel merito tecnico-giuridico della vicenda delegando il tutto alla partecipata? Perché se ne è lavato le mani? Il Comune dovrebbe avere il controllo sulle sue società. 

Ora chiedete le dimissioni del sindaco Ignazio Marino. Perché?
In merito all'accordo ci fu un lungo braccio di ferro tra la Morgante e Improta che ha portato alle dimissioni dell'assessore al Bilancio. Mi sembra chiaro che tra i due il primo cittadino ha scelto Improta. Per noi è una grave responsabilità politica costringere di fatto alle dimissioni un assessore che è un magistrato della Corte dei Conti. Quante altre cose dovranno succedere prima di decretare il fallimento di questa amministrazione?

Vi siete detti pronti a governare.

È una consapevolezza acquisita in un anno e mezzo di esperienza. Abbiamo studiato a fondo la macchina amministrativa, avanzato molte proposte. Basta verificare sul sito del Comune di Roma il numero di atti e presenze in Consiglio per verificare che è il più alto. Ci sentiamo pronti per governare in maniera onesta, lecita e soprattutto efficace per Roma.

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