INTERVISTA | Il neo capogruppo dem Pelonzi: "Porteremo l'opposizione nelle strade"

Intervista al neo capogruppo del Pd capitolino Giulio Pelonzi

L'ex capogruppo Michela Di Biase sulla sinistra e Giulio Pelonzi sulla destra

Costruttiva verso l'operato dell'amministrazione a Cinque Stelle e 'di strada', aperta alle associazioni di categoria e alle realtà cittadine. È l'opposizione Pd 2.0 in Campidoglio, dopo che Michela Di Biase, eletta consigliera regionale, ha lasciato il timone del capogruppo capitolino al suo collega di partito Giulio Pelonzi.  

Consigliere Pelonzi, è stato eletto capogruppo all'unanimità. Un bel segnale?

Si, fa capire come al di là dei cambiamenti degli equilibri politici a livello nazionale, il gruppo capitolino è unito ed è impegnato a fare in modo che il partito possa continuare a svolgere un'azione unitaria e forte. Da capogruppo, mi impegnerò molto su questo fronte. In questo quadro, ci tengo a ringraziare Michela Di Biase per il lavoro svolto fino ad oggi. 

Che momento sta vivendo l'opposizione dem in Campidoglio?

La fase sta cambiando, anche in relazione alla formazione del governo nazionale. Il gruppo capitolino, insieme al partito di Roma, si prenderà un breve periodo per coordinarsi e mettersi al lavoro per portare l'opposizione fuori dalle stanze dei palazzi, nelle strade. Lo faremo agganciandoci alle associazioni di categoria, ai comitati di quartieri e ai nostri consiglieri municipali. 

Quali sono i temi su cui vi concentrerete di più?

Come già accennato, anche questo aspetto verrà coordinato con il partito romano. In cima alla lista c'è sicuramente l'architettura istituzionale: il funzionamento dei dipartimenti e delle municipalizzate. Un assetto non ottimale dell'attività degli uffici crea disservizi. Penso per esempio alle buche. In secondo luogo ci batteremo affinché Roma Capitale assuma le deleghe che gli spettano in ottemperanza alla legge sulle aree metropolitane e che gli permetterebbero un notevole snellimento di una serie di processi burocratici. Deleghe che, purtroppo, la sindaca Virginia Raggi ha ritenuto più opportuno non ricevere. E ancora. L'emergenza abitativa: è necessario unificare gli strumenti per dare una risposta a questa situazione. I lavori pubblici: stiamo preparando una proposta per l'intervento di manutenzione straordinaria su quartieri a rischio dissesto idrogeologico, come Prima Porta o Infernetto, dove insistono strade non di proprietà del comune di Roma ma dei consorzi. Ce la metteremo tutta per coadiuvare gli sforzi e avere un atteggiamento che non sia di scontro sul piano ideologico. Anche perché non si è ancora capito quale sia la linea che guida l'azione di governo dei Cinque Stelle.

Verso la maggioranza a Cinque Stelle si è espresso in termini collaborativi. Anche sul regolamento per i beni confiscati alle mafie si sta arrivando ad un documento condiviso dall'Aula. Ci sono temi su cui siete invece pronti ad andare allo scontro? 

Mi esprimo con un concetto generale: credo che l'amministrazione pubblica e la burocrazia debbano essere a servizio dei cittadini e non schiacciarli. Chi governa deve elaborare problemi e dare risposte. La critica che avanziamo sulla vicenda di Atac è a priori: prima di affidare l'azienda ad un tribunale la giunta Raggi avrebbe dovuto tentare la strada delle azioni amministrative, come la valorizzazione dei beni di Atac o la trattativa con le banche sul debito, e invece se ne è lavata le mani. Ma questo atteggiamento riguarda molti temi. Noi ci saremo e faremo da sprone. Vogliamo aiutarli con le nostre proposte. 

A proposito di Atac. Il Pd romano non ha una posizione unitaria verso il referendum del 3 giugno. Qualcuno ha appoggiato il 'si' dei Radicali alla messa a gara del servizio di trasporto, altri stanno animando comitati per il no. Vi state spaccando?

Una posizione ufficiale in merito la prende il partito romano. E sul tema una decisione non è ancora stata presa. Abbiamo però già aperto un tavolo di ragionamento in merito. Ci auspichiamo che la discussone coinvolga tutti i livelli, da quello comunale a quello regionale, dal municipale al nazionale. Dobbiamo arrivare tutti insieme ad una posizione comune. 

Anche la possibile candidatura dell'ex assessore di Marino, Giovanni Caudo, nel III municipio ha suscitato posizioni contrastanti nel suo partito. Lei come la vede?

Il metodo scelto dal Pd romano è quello delle primarie di coalizione che per noi rappresentano un importante momento di partecipazione. Credo che la sua candidatura possa essere un grande arricchimento se Caudo parteciperà a questo momento di democrazia. Ricordo che in campo c'è già Paola Ilari, votata nel direttivo. Siamo consapevoli che le elezioni nei municipi sono un apputamento cittadino utile a testare lo stato di salute di questa amministrazione. Ce la metteremo tutta per coinvolgere la cittadinanza e portarla al voto. 
 

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