Politica

"Difendiamo il salario accessorio per salvare i servizi ai cittadini"

Giancarlo Cosentino, della Cisl, che è anche rappresentante delle Rsu di Roma Capitale, spiega cosa sta accadendo. "Il mio timore è che la campagna elettorale allontani una soluzione"

Si torna a parlare di salario accessorio e del rischio per le buste paga del prossime 27 aprile. Non è stato ancora costituito il fondo con il quale verranno pagate le produttività già lavorate a gennaio, febbraio e marzo e il timore è che gli stipendi, già depauperati dall'entrata in vigore dell'atto unilaterale, possano scendere ulteriormente. Ne abbiamo parlato con Giancarlo Cosentino, della Cisl, che è anche rappresentante delle Rsu di Roma Capitale.

Cosentino, cosa sta succedendo?
Succede che i nodi vengono al pettine. Sono arrivati i Cud e si sono potuti toccare con mano gli effetti dell'atto unilaterale: tanti soldi in meno per i lavoratori e un risparmio consistente per le casse del Comune, con soldi disponibili e non erogati. Inoltre a 2 anni dall'inizio di questa vicenda non si è ancora giunti ad una soluzione. Anche l'attuale gestione commissariale, al netto di un oggettivo impegno, non ha portato atti concreti. Ad oggi ancora non sappiamo come verrà costituito questo fondo e come verrà pagato. Non ci sono i soldi e non sembra esserci neanche un'idea del contratto decentrato. Insomma è il caos, per i lavoratori e per i cittadini. 

Dai Cud avete potuto quantificare la diminuzione degli stipendi?
Ci aggiriamo tra i 2000 e i 6000 euro l'anno, a seconda della posizione. Ci sono posizioni, quelle più alte, che arrivano a perdere 500 euro al mese. Ma i Cud hanno solo cristallizato una situazione chiara da mesi: l'amministrazione risparmia sulla pelle dei lavoratori.

Cosa accadrà?
Intanto per la prossima settimana abbiamo ottenuto un nuovo tavolo di trattativa e la speranza è sempre che la situazione si sblocchi. Le difficoltà però sono evidenti e ad oggi bisogna constatare che non sappiamo come e con quali soldi ci verrà pagato il lavoro effettuato a gennaio, febbraio e marzo. Il mio timore però è un altro.

Quale?
Stiamo entrando nel vivo della campagna elettorale e sarà inevitabile che il tema finisca al centro della lotta, trattato più con sparate e con annunci che puntano alla pancia che con soluzioni reali. Speravo si potesse evitare e che la gestione commissariale potesse risolvere la vicenda, rendendola meramente tecnica e depurandola dalla politica. Ci appelliamo ai candidati affinché non si giochi sulla pelle dei lavoratori, favorendo invece una soluzione con l'attuale gestione Tronca, ancora possibile auspicabile.

Si rischia il taglio dei servizi?
I servizi sono già in difficoltà e non solo per il salario accessorio. Per dirne una, io non so a settembre come Roma Capitale potrà riaprire le sue scuole. Ovviamente se il 27 il salario accessorio non sarà in busta paga i dipendenti si comporteranno di conseguenza. Una città senza salario accessorio è una città senza servizi, senza polizia locale la notte, con gli asili che chiudono a mezzogiorno e con gli uffici anagrafici nel caos. L'auspicio è che la situazione non precipiti. 

I candidati sindaco usano tutti o quasi l'espressione "riforma della macchina amministrativa". Vi confronterete con loro?
Il problema di tutti i candidati è che nessuno mette al centro i dipendenti, nessuno pensa a loro, alle loro esigenze e di come le loro competenze possano essere utili a migliorare la città. Questo è il vero tema. Per fare un esempio, Marchionne con la Fiat sta investendo in formazione del personale. Da noi non si spende un centesimo per la formazione da troppo tempo. 

Marchionne è stato sommerso di proteste. Ora è diventato un modello. Strano, no?
Contro Marchionne ci si è mossi per difendere le fabbriche e noi oggi ci stiamo muovendo per difendere i servizi dei cittadini. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Difendiamo il salario accessorio per salvare i servizi ai cittadini"

RomaToday è in caricamento