INTERVISTA | Valeriani: "Dalla Regione una mappatura del patrimonio da destinare a case popolari"

Intervista all'assessore regionale alle Politiche Abitative, Urbanistica e Rifiuti

L'assessore alle Politiche Abitative, Urbanistica e Rifiuti Massimiliano Valeriani

Dopo cinque anni da consigliere alla Pisana, e ancor prima sette anni in Campidoglio, il 23 marzo scorso è entrato a far parte della squadra di assessori di Nicola Zingaretti. Massimiliano Valeriani, classe 1968, siederà su una poltrona dalle deleghe 'pesanti' e nevralgiche, soprattutto nella relazione che la Regione dovrà tenere con il Campidoglio a Cinque Stelle di Virginia Raggi. Oltre ai Rifiuti, Valeriani si occuperà di Politiche Abitative e Urbanistica, due deleghe che, a differenza del precedente mandato, Zingaretti ha deciso di riunire sotto un unico assessorato.  

Massimiliano Valeriani, dopo cinque anni alla Pisana arriva un incarico da assessore. Cosa porterà con sé di quell'esperienza in questo nuovo ruolo?

Mi sono insediato solo da pochi giorni, ma sono già immerso nei vari temi che attengono alle deleghe dell’assessorato: l’esperienza maturata e la conoscenza delle diverse questioni seguite da capogruppo del PD in Consiglio regionale durante la scorsa legislatura hanno facilitato l’inserimento nel ruolo da assessore. Una nuova sfida difficile ed entusiasmante, che affronto con impegno e serenità.

Politiche Abitative, Urbanistica e Rifiuti. Tre deleghe molto pesanti. Da dove pensa di partire?

Partiamo dalla scelta innovativa di voler accorpare due materie complesse ma speculari sotto un unico assessorato: le politiche abitative e la pianificazione urbanistica. Un esempio su tutti: con l’edilizia agevolata da un lato si finanziano interventi di pianificazione territoriale, dotando il territorio di infrastrutture primarie, mentre dall’altro si danno risposte alla domanda abitativa a prezzi calmierati. Dentro ai temi delle politiche abitative e della pianificazione urbanistica si inserisce anche quello del ciclo dei rifiuti. La qualità della vita di qualunque realtà urbana non può prescindere da una programmazione virtuosa della gestione del ciclo dei rifiuti.

Politiche abitative: il Lazio ha un grande problema, concentrato soprattutto nella città di Roma. Quale ruolo dovrebbe avere la Regione? Ha intenzione di proseguire il percorso della delibera sull'emergenza abitativa, rimasta inapplicata?

Il tema delle politiche abitative riveste una complessità più accentuata a Roma rispetto alle altre province del Lazio. Come Regione, ad esempio, è possibile dare un contributo importante avviando la mappatura del patrimonio abitativo pubblico e privato da destinare all’edilizia residenziale pubblica e ad affitto con canoni calmierati, favorendo inoltre gli interventi di autorecupero degli alloggi, sia per quelli assegnati che per quelli da assegnare, perché privi di manutenzione.

L'eredità più importante della passata consiliatura in campo urbanistico è costuita da un lato dal Piano casa e dall'altro dalla legge sulla rigenerazione urbana, ancora tutta da applicare. Cosa ha in mente?

La legge regionale sulla Rigenerazione Urbana non ha semplicemente sostituito il 'Piano Casa', legge di tipo derogatorio, ma ha determinato un quadro normativo di tipo ordinario, che mira ad assegnare maggiori poteri ai Comuni e ai cittadini. Nuove prerogative per intervenire nelle zone degradate e compromesse con l'obiettivo di riqualificare i tessuti urbanistici disomogenei e ridare dignità a tutte le periferie delle città e dei paesi della Regione Lazio. La norma punta a limitare il consumo di suolo, razionalizzare il patrimonio edilizio esistente e recuperare le aree urbane con funzioni eterogenee e tessuti edilizi incompiuti, migliorando la sicurezza statica, insieme a quella sismica, e l’efficienza energetica degli immobili esistenti, oltre a favorire la realizzazione e il completamento delle opere pubbliche. Ora daremo piena applicazione a questa legge, lavoreremo alla ridefinizione e approvazione del Ptpr, valuteremo le varianti ai PRG presentate da vari comuni e alla fase di ricostruzione post terremoto ad Amatrice e Accumuli. 

Rifiuti, altro terreno caldo, soprattutto nei confronti della Capitale. Quali saranno le linee guida del suo assessorato? Pensa sia arrivato il momento di varare un nuovo piano rifiuti?

Collaboreremo con il Campidoglio e con gli altri comuni del Lazio anche sul versante rifiuti per favorire la chiusura del ciclo all’interno del territorio regionale. Dal potenziamento della raccolta differenziata alle campagne di sensibilizzazione per la riduzione e il riciclo dei rifiuti, dal fabbisogno impiantistico agli eventuali siti che potrebbero ospitarli, ogni Amministrazione è chiamata a svolgere il proprio ruolo secondo le proprie competenze. La Regione è pronta a varare anche un nuovo Piano Rifiuti, secondo le indicazioni che arriveranno dalla Città Metropolitana di Roma e dalle altre quattro province del Lazio.

Politiche Abitative, Urbanistica e Rifiuti. Tutti temi sui quali sarà necessario un confronto, fino ad oggi spesso ostile, con l'amministrazione capitolina. Ha già idee su come impostare il dialogo?

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Il dialogo e il confronto saranno una prerogativa del mio mandato da assessore: la Regione è sempre disponibile a collaborare con tutti i comuni e a ricevere osservazioni e proposte per condividere al meglio il quadro normativo e l’azione amministrativa. C’è ancora molto lavoro da fare nei prossimi anni per continuare a cambiare e far crescere il Lazio: un processo di sviluppo che verrà sempre condiviso con tutte le realtà che vorranno collaborare.

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