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Urbanistica, riflettori sui toponimi. Stampete: “Mi auguro un'accelerazione da sindaco e giunta”

L'ex sindaco Alemanno ha attaccato l'attuale amministrazione accusandola di immobilismo sul tema. Il consigliere e presidente della commissione Urbanistica: "Gli uffici stanno lavorando"

“Il consenso politico non c'entra nulla. È una questione di buon senso”. Ne è convinto il consigliere capitolino del Pd Antonio Stampete, presidente della Commissione Urbanistica. Al centro della riflessione un tema ormai annoso per una città come Roma, dove si calcola che circa il 30 per cento della città sia sorto spontaneamente: i toponimi. Negli anni novanta si pensò di perimetrare queste aree. Al lavoro per la riqualificazione, consorzi formati dagli stessi 'abusivi', con progetto tutt'oggi in corso di approvazione. Il tema che ha sempre incontrato un consenso bipartisan tanto che nella scorsa consiliatura 26 delibere contenenti toponimi vennero approvate all'unanimità. Proprio ieri l'ex sindaco Alemanno ha attaccato l'amministrazione Marino accusandola di immobilismo sul tema.

L'ex sindaco Alemanno, in un comunicato stampa di ieri, ha attaccato l'attuale amministrazione accusandola di immobilismo nella partita dei toponimi. State riscontrando problemi a riguardo o è solo una questione di priorità?

Inizio con una precisazione. La manovra relativa ai toponimi fa parte di un progetto di recupero urbanistico avviato da diversi anni. Su questo tema nel tempo maggioranza e opposizione hanno lavorato in maniera condivisa. Ne è testimonianza che l'approvazione di 26 delibere di adozione di altrettanti toponimi nel 2013 è avvenuta all'unanimità. Di quei 26 piani, alcuni hanno ricevuto delle osservazioni e gli uffici stanno lavorando alle controdeduzioni, altri ancora non le hanno ricevute e, come da regolamento, sono stati mandati in Regione. Apparentemente sembra tutto fermo ma gli uffici stanno lavorando. Per esempio in questi giorni in Giunta è arrivato il toponimo di Cava Pace il cui iter era rallentato perché mancava il parere del municipio competente. Quello che ci auspichiamo è avere maggiori risorse. È una materia molto tecnica che necessita di tanti dipendenti.

Il tema dei toponimi è importante non solo per quelle aree di città in attesa di essere riqualificate ma anche per la politica. Storicamente i consorzi rappresentano un bacino di voti importante. Crede che un attacco da parte della minoranza sia da leggere anche in chiave politica?

Non credo ci sia un interesse che guarda ai voti o al consenso. Anzi. In questa città si è iniziato a parlare di toponimi 15 anni fa e i cittadini hanno tutte le ragioni per essere esasperati. Non credo abbiano tutto questo entusiasmo verso la politica né a destra né a sinistra. Inoltre, dal momento che l'amministrazione Alemanno ha approvato molte delibere contenenti toponimi, visto come sono andate le elezioni, non credo abbia raccolto molti voti in periferia. Non è una questione di consenso politico. Credo invece che sia un tema giusto da portare avanti. Molte zone di questa città sono nate in modo spontaneo. L'obiettivo è trasformarle in quartieri veri e propri con centri anziani, impianti fognari a norma e acqua pubblica. È un'operazione di buon senso.

Quindi si procederà presto per portare a compimento qualche delibera?

Proprio ieri ho divulgato un comunicato insieme al capogruppo in Campidoglio D'Auslio in cui abbiamo ribadito che puntiamo ad accelerare tali interventi urbanistici. Come detto sono occasioni importanti di recupero. Mi auspico che ci sia un impegno più forte da parte dello stesso sindaco. Serve la giusta forza in termini di numero di persone per portare a compimento la manovra nel più breve tempo possibile.

In commissione Urbanistica avete già discusso qualche toponimo?

No.

L'ex sindaco Alemanno ha voluto sollevare, ancora una volta, questioni relative all'urbanistica. Da presidente della commissione competente può fare un bilancio della vostra attività?

Credo che da parte della nuova giunta ci sia stato un periodo di studio e organizzazione degli stessi uffici. Ora questo periodo è finito e mi auguro che la stessa giunta porti dei provvedimenti a compimento in modo che il consiglio possa approvarli. Sono rimasti aperti temi come le compensazioni, i programmi integrati (Print). E ancora. La densificazione dei piani di zona da cui possono derivare abitazioni a canone agevolato per le giovani coppie. È aperta anche la partita del Piano casa che permetterebbe di sbloccare migliaia di appartamenti in housing sociale.

Cosa ne pensa della rigenerazione urbana, linea guida della nuova politica dell'assessore Giovanni Caudo?

È un fatto certamente positivo perché si va a lavorare in zone già urbanizzate e si migliora la città dal punto di vista della qualità architettonica. Il problema sono i tempi delle procedure e il fatto che gli strumenti urbanistici sono rimasti invariati. Troppo lenti. Per riqualificare un'ex area industriale c'è bisogno di una variante e di un accordo di programma. Se tale processo dura dieci anni al termine la città potrebbe non avere nemmeno più bisogno di quel progetto. Inoltre questi tempi burocratici rendono difficile attrarre investimenti. I capitali esteri sono spaventati da questo sistema.

Pochi giorni fa è stato presentato il progetto di riqualificazione dell'ex caserma di via Guido Reni.

Arriverà all'esame della commissione la prossima settimana. È un progetto molto importante. Proprio oggi la presidente della Fondazione Maxxi, Giovanna Melandri, ha espresso le sue perplessità sul museo della Scienza. Io invece credo sia importante per la città. Nella delibera ci assicureremo che chiunque prenderà in consegna l'area, peraltro già valorizzata con il cambio di destinazione d'uso, dovrà realizzare quest'opera importante per i cittadini.

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