Martedì, 23 Luglio 2024
Intervista

"In strada non si vedono più vigili: manca una linea di comando. Che fine hanno fatto i controlli sulle auto a noleggio?"

Intervista a tutto campo all'ex comandante Antonio Di Maggio: "Non conosco l'attuale comandante. Posso dire che le sue responsabilità sono condivise con chi guida la città"

Quando il comandante Antonio Di Maggio andò in pensione in un'intervista sottolineò l'onore di aver servito Roma e i romani. Tre anni dopo le cose non sono cambiate e quando lo raggiungiamo al telefono per chiedergli un parere su Roma e sul corpo di polizia locale, lui mette subito le mani avanti: "Io ti rispondo, però non voglio fare polemica. Parlo solo per il bene di Roma e dei romani: magari, anche se non conto nulla, il mio contributo è d'aiuto". Segue un fiume in piena, di spunti, riflessioni e polemiche, difficile da contenere 

Comandante, come si sta in pensione?
Bene, me la godo. Poi fin quando c'è la salute va tutto bene.

Potrebbe ancora stare sul campo...
Beh, si sa che sono andato via perché lo imponevano le regole. Mi avrebbe fatto piacere continuare a servire Roma e la polizia locale. Ho tantissimi colleghi, amici, che mi chiamano ogni giorno e mi chiedono di tornare, anche perché mi dicono di sentirsi allo sbando, senza una vera linea da seguire.

Tante lamentele, ma lei cosa ne pensa?
I vigili sono spariti dalle strade. Non si vedono più. Non si fanno più quei controlli che avevo organizzato e che ci rendevano visibili, presenti e - devo dire  -apprezzati in città. Oggi non c'è più nulla del genere e questo non è un bene per la città.

Gli agenti sono sempre troppo pochi
I numeri non sono cambiati rispetto a 3 anni fa. Ci sono stati degli ingressi dovuti al concorso. Giovani leve che però, invece di essere in strada, vengono spesso impiegate negli uffici. Uffici che, rispetto a quando c'ero io, mi dicono essere di nuovo strapieni, spesso senza motivo.

È quello che dicono tanti cittadini. Perché accade secondo lei?
Manca la guida, l'indirizzo, la capacità di imporsi. Mi raccontano che i turni vengono decisi in base alle esigenze degli agenti, chiedendo che turno fa più comodo. Ci sono le segreterie dei comandanti di gruppo strapiene, sovradimensionate, con risorse che non si capisce bene cosa facciano. Sale operative dei gruppi con otto, nove persone assegnate. Si fa di tutto per stare al caldo, o al fresco dell'aria condizionata, invece di rendersi utile in strada. C'è lo scandalo della 104, istituto più che legittimo ma che, guarda caso, molti utilizzano dal venerdì al lunedì, togliendosi dalla disponibilità dei turni e facendo arrabbiare i colleghi. Ci vorrebbero più controlli sulla corretta fruizione di questo diritto da parte dei lavoratori. In questo quadro è ovvio che poi per strada non ci sia nessuno. 

Secondo lei non c'è attaccamento alla divisa?
Penso non si faccia nulla per premiare e valorizzare chi è nel corpo da anni. Ad esempio si sta lavorando alle progressioni e il meccanismo scelto va a premiare maggiormente il titolo di studio rispetto all'esperienza sul campo. Il sistema di punteggio è tale che chi ha una laurea, che spesso è telematica e valida solo sulla carta, viene privilegiato rispetto a chi, magari solo con il diploma, sta sul campo da anni.  

Che ruolo hanno i sindacati? Spesso sono dipinti come un ostacolo...
Ai sindacati interessa la tutela degli iscritti, non il miglioramento del servizio. Anche quando c'ero io incontravo grosse resistenze ad ogni modifica che servisse a migliorare la nostra operatività. Ci si dovrebbe opporre a tale logica, io mi sono opposto, ma forse ora non è più così. 

Si è celebrato di recente l'aumento delle multe nel 2022. Che ne pensa?
Che negli anni del Covid in città girava meno gente ed era ovvio un calo. Se si confronta il 2022 con gli anni pre pandemia si vede un crollo verticale dei numeri. 

Come lo spiega?
Manca una strategia nel combattere i fenomeni di violazione del codice della strada. Per me l'obiettivo era, e dovrebbe essere ancora oggi, combattere la seconda, terza fila. Bastava andare in centro e fioccavano le multe e qualcosa devo dire si stava muovendo. Oggi invece si punta ai numeri nei singoli gruppi. Si va nella strada sperduta di periferia per multare auto parcheggiate male. Così il cittadino si arrabbia e si mette dalla parte opposta alla nostra. E questo in periferia è ancora più pericoloso.

Che intende?
Lo spiego con un esempio. A Tor Bella Monaca c'era una nota famiglia che nell'impunità aveva costruito una tettoia abusiva per riparare le auto dal sole. Nessuno è andato a contestargli nulla prima che la storia uscisse sulla stampa. Contemporaneamente però i vigili multavano persone per auto parcheggiate male, in stradine di secondo piano e non di passaggio. Questa disparità e impunità lancia un messaggio sbagliato che fa male alla legalità, alla città e a noi vigili.

Arriviamo agli incidenti. A Roma si continua a morire. Cosa sta accadendo dal suo punto di vista?
Gli incidenti purtroppo sono una costante. Purtroppo però l'attività di prevenzione con controlli della velocità, posti di blocco, controlli anti alcol è drasticamente diminuita. Questo di certo non aiuta ad evitare le tragedie. Se a questo poi si sommano fenomeni nuovi, come i social e il noleggio sfrenato delle auto di lusso il risultato è quello sotto gli occhi di tutti. 

Anche durante il suo comando le attività di noleggio erano così tante?
Ci eravamo accorti che, specie in periferia, era un fenomeno in aumento e anche per questo avevamo aumentato i controlli amministrativi, perché non sempre si tratta di attività limpidissime. Mi chiedo: che ne è di quelle attività oggi? Queste agenzie sono aumentate ed è quanto mai necessario tenere la guardia alta. 

Comandante, mi pare che molte cose non vanno come dovrebbe. Eppure il sindaco Gualtieri non sembra intenzionato a cambiare la guida del corpo. Come mai secondo lei?
Non conosco l'attuale comandante. Posso dire che le sue responsabilità sono condivise con chi guida la città. Tante cose fatte quando ero comandante, senza la spinta e il sostegno della sindaca Raggi non avrei potuto farle. C'era, all'epoca, un delegato alla sicurezza presente e importante per il nostro lavoro. C'era un assessore al personale che offriva sostegno al comando per i non sempre facili rapporti con i sindacati. Oggi questa linea di comando manca e la disorganizzazione sui territori è solo il risultato finale e più evidente. È un peccato perché Gualtieri aveva un mandato pieno e avrebbe ancora oggi il tempo per incidere come la città merita. Speriamo in questo possa essere d'aiuto la regione.

Come secondo lei?
L'amministrazione Rocca dovrebbe mettere mano alla legge regionale sulla polizia locale, per incidere sulla sua operatività, sui numeri, le mansioni e le garanzie. È stato promesso in campagna elettorale e la nomina di un assessore ad hoc può essere utile. Speriamo in tempi celeri e in una proposta all'altezza. 

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