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Mercoledì, 22 Marzo 2023
Politica

"Il termovalorizzatore? Soluzione alla fine di un lungo percorso che nel Pd è sempre stato condiviso"

Il segretario del partito romano, deputato, Andrea Casu, a RomaToday difende al scelta del sindaco e rispedisce al mittente le accuse di guidare un "partito-caserma"

Nella direzione Pd di oggi è previsto un voto sul termovalorizzatore annunciato da Gualtieri. Non è però in discussione l'appoggio al sindaco, assicura il segretario del partito romano, deputato, Andrea Casu intervistato da RomaToday. "Ci sarà comunque una discussione, un confronto interno" spiega, ribadendo di sostenere la scelta dell'incenerimento e valorizzazione energetica come "la migliore strada possibile" per chiudere il ciclo rifiuti. Si dice poi convinto che l'alleanza di centrosinistra in Campidoglio, la larga intesa che ha fatto eleggere in maggioranza anche Europa Verde e Sinistra civica ecologista, non subirà contraccolpi. "Troveremo la chiave migliore per andare avanti", garantisce. 


Segretario, come giudica questi primi mesi di amministrazione Gualtieri? 

Penso siano stati dei mesi importanti, di svolta per la città. Finalmente Roma ha un sindaco che affronta i problemi dei romani cercando di mettere in campo tutte le soluzioni necessarie a risolverli, coinvolgendo energie e forze cittadine. Era l'impegno preso in campagna elettorale, i primi mesi dimostrano che stiamo andando nella direzione giusta. 

A proposito di coinvolgere, veniamo al tema caldo. Il termovalorizzatore scelto dal sindaco ha sollevato parecchi malumori, specie sul metodo che ha portato alla decisione. È mancato il confronto?

Proprio oggi pomeriggio durante la direzione del Pd l'assessora Alfonsi esporrà il piano rifiuti che il sindaco ha già presentato in Consiglio comunale. Ci sarà una discussione, un confronto interno, non solo per ribadire il nostro sostegno a questa iniziativa fondamentale per la città, ma anche per organizzare il percorso di condivisione sui territori con amministratori locali e circoli di partito. 

Voterete anche un atto proprio sul termovalorizzatore. Il che fa pensare che un appoggio compatto al sindaco non sia scontato...

Ripeto, sarà un'occasione per ribadire il nostro sostegno e per confrontarsi. Il sindaco ha finalmente avuto il coraggio di affrontare a testa alta il principale problema dei romani, senza scaricare la responsabilità su altri. Ci possono essere posizioni diverse nel merito, ma tutti riconoscono l'importanza di questa scelta politica. 

Qualcuno potrebbe facilmente obiettare che i confronti si fanno prima di prendere le decisioni. 

La decisione arriva a coronamento di un lungo percorso. Noi come Pd, in un altro scenario che era quello dell'emergenza rifiuti durante l'era Raggi, abbiamo fatto già un referendum tra gli iscritti nel quale abbiamo indicato chiaramente la direzione della chiusura del ciclo rifiuti e dell'incremento della differenziata come obiettivo strategico. Purtroppo oggi i rifiuti vengono trattati e smaltiti da Roma Capitale con propri impianti solo per il 2%. Tutto il resto va in impianti non sul territorio, arricchendo altre città e con costi economici e ambientali enormi. Di fronte a questo, la posizione è sempre stata quella di dotare la città di impianti proprio per chiudere il ciclo. 

Un impianto però non vale l'altro. E nel programma non si parla di realizzare un nuovo termovalorizzatore. Giusto?

Si è sempre parlato di impianti necessari alla chiusura del ciclo. Le valutazioni fatte da questa amministrazione hanno consentito di mettere in campo la soluzione che risolve i problemi con le migliori tecnologie possibili. Detto questo, parliamo di un impianto che si inserisce all'interno di una strategie complessiva che prevede anche altro. 

Lei quando è venuto a conoscenza della scelta del sindaco? 

Nel momento in cui ha maturato la convinzione che fosse la soluzione più efficace e l'ha comunicata al Consiglio comunale. Parliamo di impianti che operano in molte città d'Italia. E il piano rifiuti generale per Roma prevede tecnologie che abbattono del 44% le emissioni e che consentiranno di ridurre la tari del 20% rispetto al quadro attuale. Questo è un vantaggio non solo economico ma anche ambientale. La città sarà più pulita, senza contare che le risorse risparmiate con la valorizzazione energetica verranno reinvestite in servizi di lavaggio e spazzamento. 

L'esponente di partito Marco Miccoli ha parlato di "partito-caserma" riferendosi a una decisione calata dall'alto. Cosa risponde?

Il pd ha i suoi momenti democratici, a chi vorrà porre critiche risponderò nelle sede opportuna. Non lo farò invece a chi usa i social per fare polemica. Detto questo, sarebbe stato un errore pensare di anteporre il confronto interno nel partito alle scelte istituzionali che la città deve assumere. 

Lei dice che è stata una scelta naturale arrivata al termine di un percorso che tutti conoscevano. Tutti tranne gli alleati di centrosinistra con cui avete vinto le elezioni amministrative, Europa Verde e Sinistra civica ecologista. Con loro si è aperta una crepa. Pensa sia sanabile? 

Io penso che non sia una crepa ma un confronto, per il bene della città. Sensibilità ed esperienze diverse che concorreranno a definire un percorso aperto. Come siamo stati capaci di tenere unita una larga coalizione politica e sociale, sono certo che sapremo trovare la chiave migliore per andare avanti partendo però da una consapevolezza comune.

Ovvero?

Non c'è niente di più inquinante che il modello che abbiamo ereditato, la priorità assoluta è chiudere il ciclo con impianti a controllo pubblico sul territorio. In ogni caso, il percorso è aperto, si discuterà sui quantitativi di rifiuti da smaltire, sulle tecnologie utilizzate. Una cosa deve essere chiara però, indietro non si torna.

Appunto. 

Nel senso che non si torna all'era delle "non decisioni". 

Altra alleanza che barcolla è quella con i Cinque Stelle in Regione. Cosa prevede?

Non è a me che va rivolta questa domanda. Fino a oggi comunque il fatto che ci siano state a Roma visioni e valutazioni differenti tra noi e il M5S non ha impedito di trovare convergenze ad altri livelli.


 

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