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Giovedì, 23 Maggio 2024
Politica

"Il governo blocchi per 5 anni nuovi B&B. A Roma serve un palazzo dello sport da 18.000 posti"

Intervista all'assessore allo sport, turismo e grandi eventi Alessandro Onorato: "La priorità nei nostri investimenti sono gli impianti per rilanciare lo sport di base". Sui concerti: "Trattiamo per un grande nome internazionale al Circo Massimo"

C'è il record di presenze turistiche, superiori a quelle del Giubileo del 2000. Ci sono i concerti e gli eventi sportivi, mai così tanti come in questi due anni. Successi che non placano i detrattori dell'assessore al turismo, sport e grandi eventi Alessandro Onorato. Il mantra del "è sempre stato così", diventato critica, è finito nella chiacchierata che abbiamo fatto con l'uomo più in vista della giunta Gualtieri. Lui non si è sottratto, spiegando i meriti di questi due anni e mezzo. Un approccio chiaro che, a dispetto del personaggio sempre sotto i riflettori, fissa limiti e paletti importanti. Sì, perché va bene il turismo, la crescita infinita da assecondare, ma il centro e i suoi abitanti vanno preservati. E nonostante una visione sognante, proiettata al futuro e al costante confronto con le altre metropoli europee ("serve un Dom da 18.000 posti", ndr), le esigenze attuali della città prevalgono: "Abbiamo voluto impegnarci prima nelle periferie, puntando sugli impianti per lo sport di base". 

Alessandro Onorato, si susseguono stagioni da record per il turismo a Roma. Eppure chi la critica sostiene che non ci siano particolari meriti da parte sua. Lei come risponde? 

Partiamo dai numeri. Lo scorso anno abbiamo avuto 50 milioni di presenze che è il record assoluto per la storia di Roma: neanche nel 2000 si sono visti così tanti turisti. Si tratta di un risultato legato da un lato alla natura della città, al suo straordinario e unico patrimonio archeologico, monumentale e architettonico, capace da solo di attirare turisti. Poi c’è il lavoro di questa amministrazione che non è solo fatto di investimenti economici. C’è un lavoro di moral suasion nei confronti di agenzie, organizzatori e produttori per portare in città eventi, concerti, manifestazioni sportive. Crediamo di aver dato a chi a Roma è già venuto, un ulteriore motivo per tornarci. E se si vanno a sommare i numeri di tutti questi eventi, ecco che si spiegano questi numeri record.

Questi sono numeri dell'anno scorso. Per questa stagione primavera estate cosa vi aspettate?

Il trend continua ad essere positivo, perché c’è una crescita strutturale del turismo. Già a Pasqua abbiamo superato del 6% le presenze dello scorso anno. Per questi ponti di primavera i dati indicano un 5% in più dello scorso anno. Siamo riusciti anche a destagionalizzare il turismo, portando gente anche a gennaio, a novembre, mesi solitamente di fisiologico calo per la città.

La ricetta è puntare sugli eventi. Qual è stato il concerto più difficile da portare a Roma, per il quale sente di aver dato un contributo importante?

Potrei dire i Coldplay che a Roma non venivano da 21 anni. Grazie ai buoni rapporti con Live Nation abbiamo convinto gli organizzatori ad aggiungere le date di Roma al tour: era surreale che ci fossero Milano, Napoli e non la Capitale d'Italia. In generale però mi sento di andar fiero dell’approccio positivo, del sì, che ha tranquillizzato gli organizzatori. Prima di noi fare un concerto al Circo Massimo era quasi lesa maestà. Con noi sono arrivati Bruce Springsteen, i Guns n' Roses, Renato Zero, Mengoni.

Qualcuno però non è stato contento di questi concerti…

C’è chi vorrebbe la città museo impolverata chiusa e chi come noi, invece vuole una città viva e in sicurezza tutelando il nostro patrimonio archeologico. Ai no pretestuosi, abbiamo sostituito una serie di sì, creando grandi ricadute economiche, turistiche, ma sottolineerei anche occupazionali. Ed abbiamo anche aiutato il patrimonio della città: parte dei soldi del concerti va infatti nelle casse degli enti pubblici. 

Prima mi ha detto i Coldplay per motivi organizzativi. Il cuore dice Coldplay?

Da ragazzo di periferia, mi sento particolarmente affezionato al concerto di Renato Zero. Anche lui, prima del nostro arrivo, erano state negate Piazza di Siena a Villa Borghese e il Circo Massimo.

Giro d'Italia confermato per il secondo anno, Internazionali d'Italia, Europei di atletica: anche grazie allo sport nella Capitale non mancheranno arrivi sul fronte turismo. Come state lavorando da questo punto di vista?

Noi possiamo dire che, con quelli di quest’anno, in due anni e mezzo è come se avessimo avuto le Olimpiadi a Roma, senza però beneficiare dei fondi per questo grande evento. Abbiamo riportato il Giro d’Italia a Roma, mostrando una città capace di organizzare un evento del genere, cancellando le figuracce del passato. Ci sono stati eventi come gli europei di pallavolo, tappe mondiali del beach volley e dello skateboard. Ci saranno gli europei di Atletica.

I mondiali però li avete persi…

Dispiace perché molto probabilmente avremmo vinto. Spiace che il governo non abbia dato la copertura economica cosa che ci sembrava di capire che avrebbe garantito.

Quest’anno c’è grande attesa per gli Internazionali d’Italia, grazie anche ai successi di Sinner. Cosa avete preparato per quest’evento?

Gli Internazionali d’Italia si sono sempre svolti e ovviamente non è merito nostro il loro successo. Abbiamo però pensato fosse giusto aprire l’evento alla città, portandoli anche fuori dal Foro Italico, trasformandoli in una vera festa di popolo. Seguendo l’esempio di Londra durante Wimbledon, abbiamo convinto tutte le associazioni del commercio di strada ad allestire vetrine a tema e con la federazione andremo a premiare le migliori. Abbiamo fatto una personalizzazione dei parcheggi di fronte al Foro Italico. Poi ancora punti informazione all’aeroporto di Fiumicino. E soprattutto porteremo delle partite fuori dal Foro Italico.

Sinner e Berettini si esibiranno a Piazza del Popolo…

Esatto e non solo. Ci saranno delle partite di prequalificazione gratuite e Piazza del Popolo su un campo montato a spese della federazione con la quale abbiamo collaborato votando in giunta l’interesse pubblico. Apriamo così il tennis anche a chi non si può permettere i biglietti. Inoltre rompiamo con l’idea che certi eventi si debbano svolgere solo all’interno degli impianti. Tutto questo trasformerà Roma in un set e l’operazione si trasformerà in una promozione per la città.

Tra concerti ed eventi sportivi sappiamo che ci sono trattative in corso. Possiamo aspettarci qualche sorpresa dell'ultimo minuto?

Stiamo lavorando per un grande artista al Circo Massimo. Non possiamo ancora annunciarlo: il concerto però dovrebbe tenersi a settembre.

Turismo, turismo e ancora turismo. Il centro storico è invaso e sappiamo come lei si opponga alla dittatura dell'airbnbzizzazione della città. Come è possibile coniugare numeri di turisti così in aumento, con un'accoglienza sostenibile?

Va detto che si arriva con un colpevole ritardo di anni nell’affrontare questa deregulation. La tutela del centro di Roma è fondamentale. I turisti vengono a Roma per i monumenti, ma anche per toccare con mano il modo di vivere degli italiani. Se il centro è vuoto, globalizzato, identico a quello di altre città, perdiamo la nostra specificità e appetibilità.

Come amministrazione cosa state facendo nel concreto?

La materia è per quasi tutti gli aspetti in carico al governo. Noi vorremmo poter bannare dai siti le strutture extra alberghiere abusive e non in regola. Il governo però non lo permette. C’è poi un tema che riguarda la tassa di soggiorno che il governo non ci permette di modulare e differenziare. La tassa non può essere uguale per una struttura del centro e della periferia. Se in un hotel fuori dal raccordo si pagano gli stessi soldi di un hotel a piazza Venezia, è chiaro che non c’è un incentivo a portare strutture ricettive lontane dal centro. Inoltre il governo dovrebbe permetterci di bloccare per almeno 5 anni le autorizzazioni a nuove aperture extra alberghiere. Pensi, negli ultimi 2 anni abbiamo ricevuto e autorizzato 4400 richieste. Ovviamente noi facciamo controlli, staniamo abusivi e non in regola, ma non basta.

Ok quello che dovrebbe fare il governo centrale, ma voi cosa state facendo?

Stiamo cercando di valorizzare percorsi turistici lontani dal centro, portando i turisti anche in periferia. Ci sono investimenti importanti su Appia Antica, Gabi, Ostia: tutto questo per rendere meno centralizzato il turismo e spingere a chi viene a Roma oltre il centro della città.

Con la riapertura del Palatiziano Roma ha ritrovato un palazzetto degno di questo nome. Non pensa però che il deficit impiantistico sia un grosso limite per la crescita di sport extracalcistici? Come state intervenendo?

Io rivendico con orgoglio la riapertura del Palatiziano dove oggi, tra volley e basket, giocano quattro squadre. Lo stesso impianto si sta trasformando anche in un polo fieristico di riferimento. Stiamo dimostrando che la struttura può avere anche un suo equilibrio finanziario. Va da sé però che si tratta di una struttura che, pur bellissima, è datata e insufficiente. A Roma servirebbe un palazzetto da 18.000 posti per restare al passo con le altre capitali europee. Un vero e proprio Dom capace di ospitare eventi sportivi, ma anche concerti, convention.

Non mi sembra sia tra le opere in cantiere, o sbaglio?

Sì, non è al momento in programma. I soldi sono concentrati sullo sport di base, su strutture di periferia. Penso al PalaCorviale, al palazzetto di Colli d’Oro, a Cesano. Efficienteremo il PalaFijlkam a Ostia, mettiamo soldi per l’impianto di Settecamini. A Roma la priorità è far ripartire questo tipo di attività, colmando un gap importante. Servirebbero soldi per investire su un palazzetto da 18.000 posti, ma al momento non ci sono. Se un imprenditore volesse investire, potremmo essere pronti a valutare.

Siamo a metà mandato. I numeri del turismo parlano in suo favore. Da un punto di vista degli eventi Roma sta vivendo una stagione di grande fermento. Conclusi questi 5 anni, come assessore al Turismo e allo Sport per cosa spera di essere ricordato a Roma?

Spero che il mio lavoro permetta ai giovani di giocare a pallavolo o a calcio non in un campo di brecciolino, ma in un impianto sportivo accessibile a chiunque, a prescindere dalle condizioni economiche. Sembra assurdo ma nel 2024 a Roma non accade. Come secondo aspetto mi piacerebbe Roma tornasse attrattiva per gli eventi e per gli investimenti turistici. Questo sta già avvenendo e i numeri ci danno ragione. La strada però è ancora lunga e di cose da fare ce ne sono tante.

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