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Bufera su Nieri per la telefonata con l'occupante indagata

"Con i giudici abbiamo forzato la mano...". Questo il contenuto di una conversazione tra Nieri e un'occupante. Le opposizioni insorgono. Sel difende il vicesindaco. Il PD, imbarazzato, tace

Evitare lo sgombero dell'Angelo Mai e ristabilire lo status quo pre sequestro del 19 marzo scorso. Questo il senso della telefonata tra il vice sindaco Luigi Nieri e una portavoce degli occupanti. La telefonata, depositata negli atti dell'inchiesta che hanno portato al sequetro e allo sgombero di via delle Acacie e dell'ex scuola Hertz, nonché dell'Angelo Mai, è stata resa nota ieri da Il Messaggero, scatenando non poche polemiche. Nell'ambito dell'inchiesta, lo ricordiamo, sono indagate 39 persone di cui 15 per associazione a delinquere.

19 MARZO - Per contestualizzare meglio la vicenda facciamo un passo indietro. Il 19 marzo scorso la polizia, in ottemperenza di un'ordine della Procura, dispone il sequestro di due palazzi occupati abusivamente, quello di via delle Acacie e quello dell'ex scuola Hertz su via Tuscolana. Contestualmente vengono apposti i sigilli all'Angelo Mai. Sequestri che comportano sgomberi. In strada, a Centocelle e Anagnina, finiscono centinaia di famiglie. C'è un'inchiesta. In 39 finiscono sul registro degli indagati. Ci sarebbero abusi e minacce nell'ambito della gestione dei posti all'interno delle occupazioni. Ci sono però anche proteste degli attivisti dell'Angelo Mai e soprattutto degli occupanti finiti in strada. E' emergenza ed ecco perché a tarda sera, praticamente a notte fatta, il sindaco riesce ad ottenere dal giudice il dissequestro delle strutture. Le famiglie tornano in via delle Acacie e nell'ex Hertz. A distanza di un mese, e a seguito di un accordo con il Campidoglio, mercoledì scorso, 23 aprile, le famiglie sono state portate in residence e i palazzi nuovamente sequestrati.

L'INTERCETTAZIONE - Ieri, nel giorno della Liberazione, la pubblicazione dell'intercettazione che, per usare un eufemismo, ha raggellato i rapporti all'interno della maggioranza. E' Nieri a parlare al telefono con un'occupante: "Dobbiamo fare un incontro io e la segreteria del sindaco tra oggi e domani mattina sulla... con l’avvocatura, per capire come procediamo sul passaggio, soprattutto per quanto riguarda la vicenda dell’Angelo Mai, man non solo. Ieri sera abbiamo forzato la mano...". L'occupante: "Una volta che loro ve li riconsegnano poi voi potete farne ciò che ne volete, giusto?". Nieri: "Diciamo che già ieri sera noi abbiamo fatto un paio... ieri sera è stato un anticipo di quello che sarebbe avvenuto. E ce li hanno consegnati per rispetto alle due occupazioni. Però veramente in un paio di ore facciamo tutto eh? Va bene". E ancora: "Intanto lì puoi dire che noi stiamo procedendo a quello che abbiamo detto ieri. Praticamente a far ripristinare lo stato precedente ai fatti".

NIERI CONFERMA E RIVENDICA - L'intercettazione non imbarazza il vicesindaco: "Chi amministra è chiamato ad assumere decisioni e talvolta a forzare la mano. È un dovere per chi intende la politica come un servizio alla collettività e crede nella giustizia socialè. Potrebbe essere una frase estrapolata dall'intercettazione telefonica che mi riguarda e che oggi è stata pubblicata da alcuni quotidiani, invece è un estratto dall'articolo che ho firmato lo scorso 5 aprile sulle pagine de Il Manifesto. Come è evidente, non c'era bisogno di pubblicare le conversazioni private che ho avuto con un'attivista dell'Angelo Mai nei giorni degli sgomberi del centro culturale e delle due palazzine occupate di via delle Acacie e via Tuscolana, bastava scorrere i miei comunicati stampa e leggere le mie riflessioni. Non c'è alcuna differenza fra le mie conversazioni private e le mie dichiarazioni pubbliche, perché il mio atteggiamento è sempre stato coerente con le mie convinzioni e il mio credo politico. Dalle intercettazioni pubblicate si evince una cosa soltanto, che sono un uomo di sinistra dentro e fuori le istituzioni, ma non credo che si tratti di una notizia esclusiva, è cosa nota da oltre 40 anni - aggiunge Nieri - Il mio numero di cellulare ce l'hanno tutti, perché sono un amministratore vicino alla gente e sono sempre a disposizione di chi ha problemi e affronta difficoltà. È così che interpreto anche il mio ruolo di vicesindaco di Roma, mi faccio mediatore dei conflitti sociali, perché è mio preciso dovere. L'ha detto anche Papa Francesco: un sindaco deve farsi mediatore dei bisogni e dei problemi della sua gente, altrimenti non fa il proprio dovere. Io ho sempre fatto e continuerò a fare il mio dovere, a farmi carico di questioni anche molto scomode, come faccio sin dall'inizio del mio mandato in una città piena di contraddizioni e di difficoltà come Roma. E rivendico con orgoglio questo mio ruolo. Se in città il disagio, in questi anni, è cresciuto tanto è anche perché è mancato completamente il dialogo e il confronto fra le istituzioni e i cittadini. Adesso non è più così, l'amministrazione di Roma lavora fra le persone, per le persone e con le persone. Come è giusto che sia".

LE OPPOSIZIONI - Ma tanto le intercettazioni quanto le scuse di Nieri non sono piaciute alle opposizioni. Sveva Belviso attacca: "A Roma c'è un porto franco, un racket politco-culturale che ritiene di vivere del tutto al di fuori delle regole, e che fa della disperazione della gente un serbatoio di consenso elettorale. Le intercettazioni del vicesindaco Nieri sono agghiaccianti, una vergogna per la città e gettano un'ombra su appoggi occulti che l'amministrazione ritiene di avere - continua Belviso - Quando Nieri dice che ci penserà lui a forzare la mano al Tribunale, a chi si riferisce? A chi si riferisce quando dice, parlando con un'indagata: tranquilla al giudice ci penso io? Ecco, subito chiarezza. Esistesse l'istituto dell'impeachment per un vicesindaco, ebbene per Nieri sarebbe impeachment pieno. Ma ci acconteremmo anche delle dimissioni, purché immediate. Chiediamo al ministro dell'Interno Angelino Alfano di valutare attentamente la situazione e di intervenire sempre più spesso a tutela dell'ordine pubblico che questa amministrazione comunale sta seriamente compromettendo trescando con i teppisti e i fuorilegge".

Duro anche Dario Rossin di Forza Italia: "Sarebbe intollerabile constatare che le istituzioni cittadini, coloro che dovrebbero tutelare nella legalità l'intera comunità capitolina, in realtà favoriscono solo una parte, quella più vicina alle loro ideologie. Se tutto fosse confermato, saremmo di fronte a una vergogna per la quale il vice sindaco Nieri e, a quanto si legge nell'articolo, anche il consigliere Paris dovrebbero dimettersi. Qualora non ne avessero il coraggio, allora il sindaco Marino ne prenda le distanze costringendoli a dimettersi, altrimenti sarebbe corresponsabile di uno scandalo per cui si privilegerebbero gli amici a discapito di chi attende una casa aspettando il proprio turno secondo le graduatorie".

SILENZIO DAL PD - Tace il Partito Democratico, nei giorni scorsi oggetto di attacchi alle proprie sedi proprio dai movimenti per l'abitare. Uniche parole di sostegno arrivano da Gianluca PEciola, capogruppo di Sel in Campidoglio: "Piena vicinanza personale e politica al vicesindaco Luigi Nieri che coerentemente con il suo mandato e le sue convinzioni politiche ha svolto un ruolo di mediazione in una fase delicata della vita sociale della città. È evidente che Sinatra Ecologia e Libertà è sotto attacco perché nel nostro progetto di governo di Roma le esperienze di autogestione di di produzione sociale e culturale dal basso hanno piena cittadinanza".

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