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Parentopoli Atac: "Visconti indagato per l'assunzione della moglie"

Alemanno: "Vedremo come dare risposta alla situazione". Le indiscrezioni del Messaggero da un'intercettazione telefonica del 2010

Stiamo valutando la questione, ho parlato con Visconti e nel corso della giornata vedremo come dare una risposta a questa situazione". Questa la dichiarazione secca del sindaco di Roma Gianni Alemanno in risposta da a chi gli chiedeva un commento sulle indiscrezioni pubblicate oggi nelle pagine del Il Messaggero nel corso dell'inaugurazione di un parco giochi a Case Rosse. Indiscrezioni che chiamano in causa l'assessore del Comune di Roma all'Ambiente Marco Visconti e che riguardano la Parentopoli Atac "nella "nella quale risulta indagato". Un'altra grana per il primo cittadino dopo i rumours di ieri dovuti alla nomina di Riccardo Mancini ad Amministratore Delegato della Roma Convention Group.

INTERCETTAZIONE - Nell'articolo del Messaggero, a proposito dell'inchiesta della Procura di Roma che si è conclusa nelle scorse settimane con la conseguente notifica agli indagati, si fa riferimento ad una intercettazione telefonica del 2010, "agli atti dell'inchiesta tra Visconti ed il consigliere Francesco Maria Orsi, indagato in un altro procedimento, in merito all'assunzione della moglie dell'assessore capitolino all'Atac". Una intercettazione, precisa il Messaggero, che "secondo i pm vale come una confessione". "Sò cose che se sò sempre fatte, sia chiaro - dice Visconti ad Orsi - ma chi ricopre un ruolo da assessore, purtroppo marchette sue ne può fare veramente poche. Io stavo al Patrimonio e la mia compagna è entrata con Bertucci, le ho dato una mano ai Trasporti non l'ho mandata alle risorse per Roma".

OTTO INDAGATI - Articolo del quotidiano romano che parla di "Otto indagati per quarantanove assunzioni sospette. Sono i numeri dell’inchiesta sulla Parentopoli all’Atac che ora si avvia verso la richiesta di rinvio a giudizio. Nei giorni scorsi il pm titolare del fascicolo ha consegnato a tutti i legali l’avviso di conclusione delle indagini e tremilacinquecento pagine di atti istruttori contenuti nel fascicolo. Adalberto Bertucci, Luca Masciola, Antonio Marzia, Vincenzo Tosques, Riccardo Di Luzio, Mario Marinelli, Tullio Tulli e l’assessore Marco Visconti sono tutti accusati di abuso d’ufficio. Tra le assunzioni «a chiamata diretta» da parte della società controllata dal Comune hanno fatto rumore quelle di alcuni ex esponenti dei Nar (Francesco Bianco e Gianluca Ponzio), della ex cubista Giulia Pellegrino, di alcuni parenti dello stesso Bertucci tra i quali il genero Patrizio Cristofari, diventato dirigente con uno stipendio annuo di 150mila euro. Le assunzioni sono avvenute tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010, quando le società Trambus Spa e Metro Spa sono entrambe confluite nell’unica Atac Spa".

REAZIONI - Dure le reazioni dell'opposizione come nel caso del consigliere capitolino Paolo Masini: "Le ultime intercettazioni stanno facendo emergere un quadro davvero inquietante della Parentopoli targata Alemanno. C'era una scambio di favori e posti di lavoro vomitevole e illegale fatta da pezzi della maggioranza del sindaco, un'ulteriore vergogna che riporterà Roma sulle prime pagine dei giornali per questo ennesimo scandalo dell'era Alemanno. Basta, é impossibile andare avanti cosí. Si torni a votare, la parola fine su questo schifo deve passare ai romani. A loro spetterà giudicare".


PEDICA - Presa di posizione chiara anche quella del senatore Idv Stefano Pedica: "Alemanno campa sperando che i cittadini dimentichino le sue malefatte e quella dei suoi collaboratori, ma un reato resta un reato e non si esaurisce con il passare del tempo ma solo attraverso una assoluzione o una condanna. L'assessore all'Ambiente Marco Visconti, coinvolto direttamente nell'inchiesta sulle assunzioni facili all'Atac, è giusto che lasci il suo incarico. Se la moglie dell'assessore Visconti viene assunta all'Atac, una società comunale, e poi riceve improvvisamente un aumento ad personam di 60 mila euro all'anno la cosa per il sindaco è del tutto normale. Forse sarà normale per lui e per la famiglia Visconti, ma non credo che risulti tanto normale ai cittadini romani, quelli che dall'Atac vorrebbero solo un servizio di trasporto pubblico efficiente con un biglietto da 1,5 euro. Visconti deve dimettersi e andare in procura a parlare, come può vedere, i furbi vengono scoperti e per fortuna la magistratura non sta a guardare".

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