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I romani bocciano Roma a cinque stelle: fra tre e quattro a trasporti e rifiuti. Si salvano acqua e cultura

Il dossier elaborato dall'Agenzia per il controllo sulla qualità della vita e sui servizi pubblici locali. Tutti i dati

Tutti i servizi fondamentali sono sotto la sufficienza, specie i talloni d'Achille dalla (pessima) fama anche fuori Roma: rifiuti e trasporti. Ma negli ultimi due anni si è registrato un lieve miglioramento nei giudizi generali rispetto al trend in calo costante dal 2012 al 2016. Sono gli aspetti chiave emersi dall'indagine presentata dall'Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale, presentata oggi nella sala della Piccola Protomoteca del Campidoglio. Ecco i dettagli. Presenti tra gli altri il presidente dell'Assemblea capitolina, Marcello De Vito e Nicola Piepoli, fondatore e presidente dell'omonimo istituto di sondaggi.

Una capitale con la media del cinque

Il voto medio attribuito dai romani alla qualità della vita nella capitale nel 2018 è 5,3, un dato in lieve crescita dopo il minimo di 5,1 toccato nella primavera del 2016. La percezione e la valutazione dei cittadini presentano oscillazioni minime, sia tra un municipio e l’altro, sia dal centro alla periferia, per cui la lettura territoriale non fornisce un quadro molto differenziato ma delinea un trasversale e generale malcontento. 

Tutte le valutazioni sono al di sotto della sufficienza, con una lieve flessione tra i residenti della periferia esterna al grande raccordo anulare (5,26). Il voto più alto, anche se si tratta solo di un 5,5, va al municipio X, quello di Ostia e Acilia, seguito dal 5,46 del municipio XIII (Aurelio, Casalotti, Boccea). Il voto più basso (5,03) va al municipio VI, il municipio delle Torri (Torre spaccata, Torre Maura, Torre Angela, Torrenova), quadrante est, quello in cui ex-borgate e quartieri nuovi confinano con il grande raccordo anulare.

La maggior parte dei romani, poi, tende ad attribuire alla qualità della vita nel proprio municipio un voto leggermente superiore a quello del resto della città: assuefazione a criticità con cui sono abituati a convivere? Fa eccezione a questa tendenza proprio il municipio VI, i cui residenti giudicano la qualità della vita locale lievemente peggiore a quella degli altri quartieri.

Non è una città per vecchi

La lettura socio-anagrafica dei dati dell’indagine mette in evidenza, invece, il diverso livello di soddisfazione di alcune categorie di cittadini. I più soddisfatti risultano (anche quest’anno) gli studenti che hanno attribuito alla qualità della vita a Roma 6,5, seguiti dalla categoria giovani (5,97). I più insoddisfatti, invece, sono i laureati e i pensionati (5,1). Tra gli uomini e le donne, poi, il genere che da una valutazione più negativa è quello femminile con 5,1. Mezzo punto in meno rispetto agli uomini (5,6). 

La classifica dei servizi 

Dei diciotto servizi pubblici locali presi in esame (pulizia urbana, rifiuti, trasporti, mobilità, taxi, illuminazione, parchi e verde pubblico, bioparco, asili nido, farmacie comunali, servizi alla persona, servizi idrici, servizi cimiteriali, sedi espositive, spettacoli e biblioteche comunali) soltanto undici risultano sufficienti o più che sufficienti nelle valutazioni dei cittadini. Nella parte alta della classifica si posizionano i servizi culturali e il servizio idrico, con il Palaexpo al primo posto (7,7), seguito dall’Auditorium (7,6), dall’acqua potabile (7,5), dai Musei comunali (7,4) e dalle biblioteche comunali (7). Fanalino di coda, e non sorprende nessuno, restano autobus e tram (4,4), raccolta dei rifiuti (3,8) e pulizia delle strade (3,5). Il voto medio, tuttavia, è quasi sufficiente (5,9) e registra un primo lieve miglioramento dopo un periodo di diminuzione iniziato nel 2011.

All’interno del comparto sociale, le farmacie comunali sono il servizio ritenuto più soddisfacente, in miglioramento dal 2014. Gli asili nido rimangono nella sufficienza mentre i servizi sociali dei municipi, dopo un periodo di miglioramento, sono di nuovo andati calando e non raggiungono la sufficienza. Il settore cultura e tempo libero, infine, è quello che raccoglie solo valutazioni più che sufficienti, nonostante la valutazione dei parchi e delle ville storiche nel 2018 abbia avuto solo un 6, seguendo un continuo peggioramento dal 2012.

La raccolta rifiuti municipio per municipio

Le aree più problematiche sul fronte igiene urbana e raccolta rifiuti si trovano ad est e a nord della città. La valutazione più negativa arriva da VI municipio delle Torri, nonostante in giugno sia stato avviato il nuovo sistema di raccolta differenziata porta a porta.

Riguardo alla pulizia stradale, il servizio è ritenuto particolarmente inefficiente nel municipio VI dall’82% dei residenti, nel municipio II (Flaminio, Parioli, San Lorenzo, Nomentano) dall’80% e nel municipio IX (Eur, Laurentino) dal 79%. Solo l’8% dei romani non rileva alcuna criticità e solo nei  municipi III e VIII i soddisfatti superano l’11%. Per la raccolta rifiuti, i municipi più scontenti del servizio sono il VI, con il 77% di cittadini insoddisfatti, e il XIV (Montemario, Trionfale, Primavalle) con il 76%, mentre il X è il meno critico, sia sotto questo aspetto, sia rispetto alla situazione generale. In questo territorio, infatti, gli utenti che non rilevano alcun problema sono il 18%, contro una media cittadina del 10%.

Vale la pena notare, infine, che il rischio igienico sanitario preoccupa solo il 5,7% dei romani per la pulizia e solo il 4,4% per la raccolta dei rifiuti, anche se nel municipio XV (Giustiniana, Labaro, La Storta) tali percentuali salgono rispettivamente all’8,4% e al 7,0%.

Trasporti, municipio per municipio

Il voto medio per il servizio autobus e tram, terz’ultimo nella classifica, è 4,4. Il municipio più scontento è il IX dove il voto attribuito dai cittadini è 4,1. Lo segue il XIV e poi il II, il IV e il XII. Meglio per il servizio di metropolitana e ferrovia urbana, giudicato più positivamente di quello di superficie e, in effetti, i quattro municipi periferici serviti dalle linee A e C (VII, XIII, VI e XIV) esprimono tutti una sufficienza piena, mentre le maggiori criticità provengono, non tanto dai municipi dove il servizio su ferro non è presente, ma da quelli serviti dalla linea B e dalla Roma Lido. I più scontenti sono infatti i residenti dei municipi IV, IX e X, con percentuali di criticità nettamente superiori alla media.                        

Tutti i numeri dell’indagine

Le interviste sono state effettuate tra giugno e luglio 2018, su un campione di residenti, dai 15 anni in su, in un numero più elevato rispetto alle edizioni precedenti al 2017 che ha consentito di ridurre l'errore statistico a livelli minimi. Le domande poste riguardavano la percezione della qualità della vita a Roma, nella zona di residenza e il voto sui 18 servizi pubblici locali in esame. Il campione è stato analizzato sia nella struttura amministrativa decentrata (15 municipi), sia per macro-aree concentriche (a: centro storico e quartieri dentro l'anello ferroviario; b: quartieri all'interno della fascia verde; c: quartieri entro il Gra; d: aree esterne al Gra) cui si aggiunge la zona litorale di Ostia e Acilia, per individuare differenze tra centro e periferia.

"Nonostante un lieve miglioramento rispetto all'anno precedente - ha affermato il presidente dell'Agenzia Carlo Sgandurra - l'analisi dei dati sulla qualità della vita, determinata e condizionata dalla qualità dei servizi pubblici, restituisce un'immagine critica e statica della città soprattutto rispetto alle sfide urbanistiche, demografiche ed economiche che Roma dovrà affrontare per riposizionarsi tra le grandi capitali internazionali. E l'efficienza dei servizi è una leva fondamentale per vincere queste sfide e non restare ai margini del cambiamento".

La polemica sulla nomina di Sgandurra

Proprio Sgandurra, lo ricordiamo, è finito al centro delle polemiche politiche per la nomina a capo dell'Agenzia a settembre 2017. Le opposizioni non parteciparono al voto in Aula, sostenendo che "il controllato non può scegliere il controllante". Sgandurra, con una carriera tra Anas, forze dell'ordine e incarichi a Palazzo Chigi, era stato dato infatti come vicino ai 5 Stelle.

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