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Incidente metro B, dubbi sulla dinamica: "Erano in corso esami dei macchinisti"

Lo scrive Il Messaggero riportando una denuncia del deputato e del senatore di Area Popolare Ncd-Udc Piso e Augello: "C'era l'ordine di marciare a vista". Atac però rigetta ogni ricostruzione: "Falsa e destituita di ogni fondamento"

Il tamponamento di venerdì mattina tra i due treni della metro B alla fermata Eur Palasport non sarebbe “frutto di un caso” o di un “errore umano”. Ne sono convinti il deputato e senatore di Ncd – Area Popolare Vincenzo Piso e Andrea Augello che hanno annunciato una nuova interrogazione al ministero dei trasporti su fatti accaduti nella Capitale. Come riporta Il Messaggero al momento dello scontro erano in corso gli esami di abilitazione dell'ente ministeriale Ustif per i nuovi macchinisti e contemporaneamente il collaudo di alcuni nuovi Caf. A questo proposito con l'interrogazione si vorrebbe quindi sapere se, in virtù di queste prove “dalla Dct sia arrivato ai macchinisti l'ordine di marciare a vista, non tenendo conto quindi dei segnali luminosi e di blocco della linea”. Altro 'dubbio' avanzato: “Risulterebbe che le luci in galleria fossero funzionanti solo lungo un lato”. Tutte condizioni che per il senatore e il deputato avrebbero creato una situazione di “insicurezza”. 

In merito Il Messaggero riporta voci discordanti che renderebbero la vicenda un vero e proprio giallo. Da un lato “alcune fonti Atac” secondo cui “i treni per gli esami stavano viaggiando sul binario opposto verso Rebibbia”. Altre invece che confermano la ricostruzione e sostengono che “l'ordine di marciare a vista avrebbe fatto disattivare il sistema di blocco automatico che garantisce la distanza di sicurezza fra i treni”.

Atac allontana categoricamente queste ipotesi “a dir poco suggestive”. Si legge in una nota: “La Direzione Generale di Atac comunica che dette circostanze e le conseguenti predette notizie sono destituite di ogni fondamento e quindi false, tendenziose e fors'anche strumentali e invita a considerare come uniche fonti attendibili quelle istituzionali e quelle aziendali”. L'azienda allontana anche le “diagnosi dalle più parti avventatamente prospettate a proposito del funzionamento dei servizi metro della nostra città” definendole “destituite di ogni fondamento e soltanto foriere di inutile confusione a danno della clientela”.

Conclude Atac: “Ritieniamo che detta situazione probabilmente dovuta alla scarsa conoscenza delle fonti di riferimento dei processi tecnici e produttivi debba suscitare la piu ampia riflessione da parte di tutti nella prospettiva, comunque, che sia assicurata la massima tutela dell'immagine della Società e soprattutto del proprio personale quotidianamente al servizio della città alla quale va resa da parte di tutti la migliore informazione possibile”.

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