Inceneritori vietati, l'Ue smentisce Raggi. Ferrara: "Influenzati da Pd"

Inceneritori e discariche "non sono l'opzione favorita" ma non sono vietate, l'indiscrezione arrivata mezzo stampa indirizzata alla sindaca Raggi. La replica del capogruppo: "Si saranno fatti una stellina"

Il capogruppo capitolino del M5S Paolo Ferrara (ANSA/FABIO CAMPANA)

Attacchi e smentite. Controsmentite. Interviste e repliche via comunicato stampa. Le polemiche sulla gestione dei rifiuti romana non si arrestano. Anzi. Il cerchio si allarga fino alla Commissione Europea. A tenere banco ancora la dotazione impiantistica della Capitale, che non riesce a trattare abbastanza tonnellate per l'immondizia che producono i romani quotidianamente tanto che ogni settimana parte un treno per l'inceneritore austriaco di Zwentendorf. Ed è proprio il ricorso agli inceneritori ad aver sollevato l'ultima polemica. Raggi, che vuole puntare tutto su riduzione e differenziata, è contraria alla loro realizzazione tanto che più volte si è appellata alla posizione poco favorevole della Commissione Europea verso questa modalità di smaltimento. "E' vietato" ha detto.

E se è vero che lo scorso gennaio la Commissione Europea ha dato indicazione 'fortemente' contraria a questo tipo di smaltimento preferendo deliberatamente la strada della riduzione, del riuso e del riciclo, non c'è un vero e proprio divieto. Per rispondere alla sindaca, dalla Commissione Europea sono arrivate indiscrezioni alla stampa:  "Inceneritori e discariche non sono l'opzione favorita per quanto concerne i metodi di trattamento dei rifiuti, ma sono ancora necessari". 

Ironico il commento del capogruppo del Movimento cinque stelle in Campidoglio Paolo Ferrara: "Evidentemente la Commissione europea è influenzata dal Partito democratico, si saranno fatti una telefonatina e si saranno messi d'accordo..." ha affermato.

Attaccano i Radicali: "Premesso che non siamo per nulla affezionati al sistema dell'incenerimento, anzi speriamo che nella Capitale venga avviato un serio e veloce lavoro per la modifica degli attuali impianti Tmb affinchè non producano più CDR ma recuperino materiale secco" commenta il una nota il segretario dei Radicali Italiani, Riccardo Magi. "Quanto accaduto dà la misura della serietà degli attori istituzionali in campo. La sindaca Raggi, che nei giorni scorsi aveva dichiarato urbi et torbi che l'Europa vietava sia la costruzione di nuove discariche che di inceneritori, oggi è stata sonoramente smentita da fonti della Commissione europea che hanno chiarito che non esiste alcun divieto, proprio come avevamo affermato noi". 

L'attacco dei Radicali è diretto anche il Ministro Gian Luca Galletti che durante il question time di ieri "pur denunciando l'assoluta necessità di costruire impianti per la Capitale, ha avuto il 'coraggio' di non nominare mai un provvedimento tanto voluto sia da lui che da Renzi, ossia lo Sblocca Italia, che prevedeva uno o più inceneritori nel Lazio. Forse non voleva tirare in ballo le responsabilità del presidente Zingaretti? (che si è dichiarato contrario alla realizzazione di un inceneritori nel Lazio, ndr) Al netto delle strategie e tecnologie da utilizzare per rendere la Capitale autosufficiente appare chiaro come l'irresponsabilità delle istituzioni coinvolte renda la crisi dei rifiuti a Roma ancora più pesante e di difficile risoluzione" conclude la nota. 

Intanto ieri in serata è arrivata anche la smentita del Campidogli in merito alle parole del ministro Galletti che nel corso della Question Time ha detto di non aver potuto avviare un confronto con il Campidoglio. "E' stato chiesto un incontro tra la sindaca di Roma Virginia Raggi e il ministro per il giorno successivo. L'incontro, in un primo tempo accordato dal ministro per le 9.45 di venerdì, è stato poi annullato dallo stesso per suoi sopraggiunti impegni".

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