Colleferro, cresce la protesta contro la riapertura dell'inceneritore: "8 luglio tutti in piazza"

"Non passerà neanche un camion" scrivono. "Attiveremo una capillare azione di informazione in tutti i quartieri di Colleferro, sollecitando le associazioni della Valle del Sacco a fare altrettanto nei propri territori"

La pagina su Facebook è stata aperta da pochi giorni ma piace già a oltre mille persone. E da oggi per le strade di Colleferro saranno aperti una serie di banchetti per informare i cittadini e organizzare la protesta. La Valle del Sacco si prepara alle barricate contro la riaccensione dell'inceneritore che fin dalla fine degli anni '90 ha bruciato immondizia, anche quella romana. Se sarà una manifestazione per le vie della cittadina che sorge a 40 chilometri da Roma o un presidio in forma statica ancora non è stato deciso. Ma una data è stata cerchiata in rosso sul calendario di molti: sabato 8 luglio. 

"Non passerà neanche un camion" scrivono in una nota. E il territorio si sta mobilitando. "Nei prossimi giorni attiveremo una capillare azione di informazione in tutti i quartieri di Colleferro, sollecitando le associazioni della Valle del Sacco a fare altrettanto nei propri territori" si legge. Nell'elenco delle adesioni non c'è solo il Coordinamento dei comitati di quartiere di Colleferro ma anche la Rete per la tutela della Valle del Sacco (Retuvasa), associazione storica che da sempre si batte contro l'inquinamento del territorio. Hanno aderito anche associazioni culturali, circoli Arci, diversi distaccamenti regionali di Legambiente, l'associazione Zero Waste Lazio che riunisce molte realtà 'esterne' alla Valle del Sacco, anche romane. "Sta arrivando solidarietà da molte parti, anche dalla Valle Galeria. Ci aspettiamo una grande partecipazione".  

La decisione di Ama di deliberare lo stanziamento di 2,5 milioni di euro per le operazioni di ammodernamento della seconda linea dell'inceneritore, "è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso" spiega a Romatoday Alberto Vallerani di Retuvasa. "La decisione di riaccendere l'impianto è nota da dicembre quando la società regionale Lazio Ambiente ha messo in bilancio i soldi per l'operazione. I primi bandi di gara sono partiti a gennaio" continua. Le responsabilità partono dalla Regione: "Il Governo con lo Sblocca Italia ha messo nero su bianco il suo interesse verso l'impiego di inceneritori, la Regione ha determinato il fabbisogno regionale e ha così posto le basi per il rilancio dell'inceneritore di Colleferro". 

E Roma? "L'Ama è socio di minoranza ma come cittadini speravamo che mettesse i bastoni tra le ruote e purtroppo è caduta sotto i colpi delle leggi societarie". Continua una nota: "L’amministrazione capitolina ha scelto la via più semplice e sbrigativa -nonostante precedenti dichiarazioni contrarie, adducendo la scusa di vincoli finanziari- allineandosi con il governo e la regione, a discapito dei cittadini di Colleferro e delle città limitrofe".

"A nulla valgono i rapporti epidemiologici che certificano la condizione drammatica della salute dei cittadini della Valle del Sacco, tanto meno l’opposizione delle amministrazioni comunali" si legge nella nota congiunta. "La difesa salute dei cittadini continua ad essere del tutto marginale di fronte agli interessi economici e politici. A nulla è valso il lavoro di analisi, informazione e opposizione attiva di comitati ed associazioni: coerenza e buon senso richiedono che si esprima il massimo di opposizione a quella che vuole essere la decisione definitiva sul destino degli inceneritori di Colleferro". 

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