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Giovedì, 13 Giugno 2024
Politica Val Cannuta / Via di Val Cannuta

Incendio Val Cannuta, la rabbia degli abitanti senz'acqua. E il Comune manda i soccorsi

Dalla notte dell'incendio le tubature sono sotto sequestro da parte della Procura. Alcuni inquilini si sono presentati in assessorato chiedendo e ottenendo un incontro con lo staff di Zevi

Da domenica 25 notte e fino a martedì 27 pomeriggio le 200 famiglie che vivono nell'ex residence di Val Cannuta sono rimaste senza acqua, costrette a recarsi al "nasone" più vicino per fare scorte d'acqua, nonostante gli oltre 30 gradi. L'incendio che è scoppiato tre giorni fa, sviluppatosi dal garage della palazzina, ha danneggiato le tubature idriche e la Procura le ha sequestrate, mettendo i sigilli. Così, oltre alla precarietà abitativa e alle condizioni indecorose dei mini-alloggi, si è aggiunta l'assenza d'acqua. 

Incendio Val Cannuta, 200 famiglie senz'acqua

Il problema nel C.A.A.T. di Val Cannuta (centro di assistenza abitativa temporanea) si è parzialmente risolto il 27 pomeriggio, quanto è stato reso disponibile un tubo esterno. Più vicino della fontanella, ma alla base c'è lo stesso concetto: l'acqua si va a prendere a piedi, chi abita al quarto o quinto piano deve scendere. Per anziani, disabili e malati non proprio facile. "In piena emergenza caldo, lasciare senz’acqua centinaia di persone è un potenziale delitto contro la salute pubblica e le istituzioni coinvolte - aveva commentato Fabrizio Ragucci di Unione Inquilini - a cominciare dall’assessore alle politiche abitative Tobia Zevi, hanno il dovere di affrontarlo col massimo di sollecitudine e di trasparenza".

La protesta in assessorato e l'incontro con lo staff di Zevi

Così la mattina del 28 giugno un gruppo di abitanti, insieme a Unione Inquilini, si è presentata davanti alla sede dell'assessorato a Garbatella per chiedere maggiore attenzione da parte delle istituzioni. Ma anche per capire quale sarà il futuro delle famiglie che vivono a via di Val Cannuta 148, visto che l'amministrazione sta procedendo - non senza difficoltà - alla chiusura degli ex resience. La delegazione è stata ricevuta dal capo staff di Zevi, Carlo Mazzei e dai direttori dipartimentali Tommaso Antonucci e Massimo Ancilotti. Da quanto si apprende, l'acqua è stata riattivata "ma l'ultimo passaggio lo deve fare la proprietà - spiegano dal Campidoglio a RomaToday - perché il garage va dissequestrato. Nel frattempo attiveremo la Protezione Civile e il municipio per dare supporto ai nuclei più fragili". Conferma Fernando Nardi, di Unione Inquilini: "Incontro andato bene - commenta - l'acqua verrà ripristinata completamente nell'arco di 2 o 3 giorni, per ora avremo assistenza su chi non riesce a scendere a prendere l'acqua dal tubo esterno". 

Tra 6 mesi l'ex residence verrà svuotato

Rispetto alle preoccupazioni per il futuro, il Comune ha detto ai rappresentanti dell'ex residence che le operazioni di svuotamento della struttura, come avvenuto per Casal Lumbroso, inizieranno non prima di 6 mesi dopo tutti i colloqui individuali con le famiglie: "L'80% sono occupanti - specifica Nardi - ma i casi socialmente fragili vanno tutelati. Gli altri, chi è regolare, avrà sicuramente un alloggio popolare". 

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