Incendio a Pomezia, 'grazie' alle api le prime analisi ambientali: "Dati rassicuranti"

Raccolti campioni di cera nei pressi del sito industriale Eco X. "In entrambi i campioni pre o post incidente è presente una certa quantità di diossina, ma si può dire che si tratta di quantità molto basse"

Immagine di repertorio

Sono "assolutamente rassicuranti" i primi risultati emersi da uno studio dell'Osservatorio Ambiente e Salute di Roma Capitale in merito all'incendio divampato il 5 maggio scorso presso il sito industriale Eco X di via Pontina Vecchia a Pomezia. Dati emerso dall'Osservatorio voluto dall'Assessorato alla Sostenibilità Ambientale, che ha recepito la proposta del Prof. Roberto Ronchetti, Presidente Laziale dei “Medici per l'Ambiente–ISDE" di condurre immediatamente un'indagine conoscitiva sul territorio che fosse in grado di dimensionare l'entità della contaminazione eventualmente verificatasi. 

Grazie all’apporto sostanziale di numerosi soci di 'Medici per l'Ambiente-ISDE', scelti per competenza sul territorio nazionale e con l'autorevole e fattivo appoggio degli Assessorati all'Ambiente di Roma Capitale e di Aprilia, si è pianificata un’indagine con l’obiettivo di dimostrare se e quanto l’incidente alla EcoX fosse stato in grado di provocare contaminazioni. 

Lo studio ha utilizzato materiali apiferi della zona ipoteticamente contaminata raccolti in un tempo precedente all’incidente e nei 10-20 giorni successivi. I risultati dello studio sono stati raggiunti raccogliendo due campioni di cera da vari apifici situati in un'area di circa 10 chilometri qudrati dal luogo dell'incidente: uno prodotto dalle api nel 2016 e uno prodotto 10-20 giorni dopo. Materiali pesanti e diossine sono sostanze particolarmente solubili nella cera così da renderla un materiale importante per il controllo ambientale. I campioni di cere dei vari alveari sono stati accuratamente mescolati così da ottenere due soli campioni finali, uno precedente ed uno successivo all’incidente Eco X. La differenza però dimostra che non c'è stato aumento delle sostanze contaminanti. 

"In entrambi i campioni pre o post incidente c’è una concentrazione di alcuni metalli pesanti maggiore di quella rilevata in altre indagini simili e in entrambi i campioni pre o post incidente è presente una certa quantità di diossina, ma si può dire che si tratta di quantità molto basse" informa il professor Ronchetti.

"Le api, attraverso fenomeni di bio-accumulo, scomparsa e mortalità, consentono di effettuare valutazioni sulla qualità dell’ambiente in cui vivono. Sono uno strumento utilissimo, vere e proprie sentinelle dell'ambiente per monitorare l’inquinamento da pesticidi, metalli pesanti, radioattività eccetera, attraverso l’esame di miele, cera, api e polline. L’impiego dell’ape quale sistema di controllo ambientale è ormai una pratica consolidata nel tempo" spiega Pinuccia Montanari, assessora alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale.

"Questa straordinaria iniziativa ha consentito a un'organizzazione ambientalista internazionale come l'ISDE di cercare e trovare nella comunità civile di Aprilia e Pomezia, soprattutto tra gli apicoltori, una partecipazione che ha reso possibile l’esecuzione di un'indagine che ha fornito elementi importantissimi sul piano sanitario, ambientalista e sociale. Si tratta in tutti i casi di un modello in grado di fornire elementi di altissimo valore sociale, oltre che che sanitario e ambientale, non solo nella zona indagata ma a livello dell'intera città di Roma, della Regione o dell'intero territorio nazionale" conclude l’Assessora Pinuccia Montanari.

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