Mercoledì, 4 Agosto 2021
Politica

Incendio Battistini, spento il rogo sugli sfasci divampa la polemica

Raggi: "Ci stiamo lavorando da mesi". Montanari: "In conferenza dei servizi limiteremo le autorizzazioni a chi garantisce sicurezza ambientale". Ma il piano per la delocalizzazione, di fatto, è ancora all'anno zero

Immagine del rogo del 1 giugno

Le ultime fiamme ardevano ancora al tramonto. Per placare la nube nera che ha avvolto il quadrante dell'Aurelio, Roma nord ovest, sono servite ore di lavoro per le due autobotti dei vigili del Fuoco, presenti insieme a uomini della Polizia di Stato, vigili urbani, Protezione civile. "Un grande spavento", per dirla con la sindaca Raggi, l'incendio che ieri pomeriggio tra le 17 e le 22 ha ridotto in cenere uno sfasciacarrozze in via Mattia Battistini 116. E per fortuna nessun ferito e nessun intossicato. Chi è stato evacuato è poi rientrato in sicurezza all'interno delle proprie abitazioni. Mentre Arpa Lazio sta rilevando con una centralina fissa il livello di inquinamento nell'aria. 

"Non era mai successo prima" hanno assicurato sia i titolari dell'esercizio che alcuni abitanti di zona. Ma di timori per quello sfasciacarrozze così vicino alle case i residenti discutevano da tempo. C'è chi proprio ieri, in una palazzina di via Lucio II, ne parlava in assemblea di condominio: "E' da tempo che cerchiamo di capire se sia autorizzato o meno. Qui da piano regolatore doveva esserci un'area verde". Dubbi e paure che rendono nuovamente attuale l'interrogativo: che fine ha fatto il piano di delocalizzazione degli autodemolitori?

Sono vent'anni che si parla di spostare le attività di smaltimento delle carcasse di auto e mezzi privati fuori dal Grande Raccordo Anulare, per tutelare la salute dei romani, senza mai passare ai fatti. Ne è consapevole la prima cittadina che commenta dal luogo del rogo: "Non sono strutture compatibili con i centri abitati. Stiamo lavorando da mesi per il loro trasferimento". E sui i requisiti per i permessi a operare, l'assessore all'Ambiente Pinuccia Montanari precisa: "Tramite una conferenza sevizi vogliamo autorizzare esclusivamente chi agisce garantendo sciurezza generale e sicurezza ambientale, molto probabilmente dunque un numero consistente non avrà queste autorizzazioni". Ad ora solo dichiarazioni d'intenti che aspettano un piano d'azione effettivo. 

Il tema, lo ricordiamo, è stato oggetto di una recente seduta della Commissione Ambiente, presieduta dal Cinque Stelle Daniele Diaco, durante la quale si è proceduto all'analisi della delibera n. 181 del 2014 relativa appunto agli autodemolitori. All'incontro erano presenti gli uffici del Dipartimento Tutela Ambientale, l'assessorato e alcuni municipi: per gli sfasci romani - questo l'amaro verdetto - "bisogna ripartire da capo". Le aree individuate nel 1997 dove trasferire tutti i siti allora esistenti (oltre cento), infatti, sono impantanate nelle paludi della burocrazia e dei ricorsi al Tar. E, sebbene sia calato, il numero di autodemolitori presenti sul territorio di Roma, in particolar modo nel V municipio, nei pressi del parco archeologico di Centocelle, resta alto: da 114 a 91 con la presenza di 13 rottamatori di competenza regionale.

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