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Al San Camillo Forlanini una nuova Stroke unit e più posti letto per la terapia intensiva

La Stroke unit rappresenta un elemento essenziale nella gestione e cura del paziente affetto da ictus acuto. Ospita 13 posti letto ed è suddivisa in aree a diversa intensità di cura

La Stroke unit del San Camillo cambia ubicazione e si trasferisce in un reparto completamente nuovo e dotato delle più moderne strumentazioni. L’unità di cura cerebrovascolare è stata spostata dal primo al secondo piano del Padiglione Lancisi del San Camillo Forlanini. A inaugurarlo sono stati, nella mattina di martedì 7 maggio, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, il direttore generale del San Camillo Forlanini, Narciso Mostarda, il direttore della Direzione regionale salute e integrazione sociosanitaria della Regione Lazio, Andrea Urbani e il direttore della Uosd (Unità operativa semplice dipartimentale) Stroke unit, Sabrina Anticoli. 

La nuova Stroke unit

“Una giornata importante per la grande comunità umana e professionale del San Camillo Forlanini – spiega il presidente Rocca -. Grazie alla corretta programmazione delle risorse Pnrr, per un totale di 18,35 milioni, abbiamo rafforzato l'area dell'Emergenza-urgenza: da oggi saranno attivi ben 34 nuovi posti letto, di cui 18 per la terapia intensiva e 16 per la terapia semi intensiva, oltre a una razionalizzazione dei percorsi del pronto soccorso. Abbiamo poi rinnovato completamente la Stroke Unit ospedaliera, fondamentale per la cura delle patologie tempo dipendenti, raddoppiandone i posti letto. Grazie all'acquisto di una nuova Tac e di una nuova Risonanza Magnetica, abbiamo garantito l'apertura dei servizi ambulatoriali anche nei fine settimana. Questa misura, unitamente ad un investimento di circa 27 milioni di euro per l'assunzione di nuovo personale, contribuirà all'abbattimento delle liste d'attesa, consentendo così una presa in carico tempestiva ed efficiente dei pazienti”. I lavori effettuati nel reparto “hanno permesso di ottenere dei cambiamenti a livello strutturale e tecnologico, offrendo ai pazienti e al personale sanitario una struttura nuova e dagli standard elevati”, spiega il direttore generale del San Camillio, Narciso Mostarda. Sono, inoltre, attivi i reparti di terapia intensiva e semintensiva del Padiglione Puddu “che rientrano in un più ampio progetto di riorganizzazione della rete ospedaliera” continua Mostarda. Il costo complessivo degli interventi al Puddu è di circa 10 milioni di euro. All’inaugurazione hanno partecipato anche Luigi Tritapepe, direttore della Uoc (Unità operativa complessa) Anestesia rianimazione ed Emiliano Cingolani, direttore della Uosd Shock e trauma. 

Francesco Rocca in visita alla nuova Stroke unit del San Camillo

I numeri 

La realizzazione del nuovo reparto di Stroke Unit ha avuto un costo di circa due milioni di euro. Il nuovo reparto si sviluppa su una superficie di circa 600 metri quadri, ospita 13 posti letto ed è suddiviso in aree a diversa intensità di cura. Ciascun posto letto è dotato di un monitor multi-parametrico che riporta i dati alla centrale di monitoraggio. Nella realizzazione dei lavori si è posta particolare attenzione all’umanizzazione degli ambienti attraverso l’impiego di finiture edili e di sistemi di illuminazione in grado di innalzare il livello comfort psicologico ed ambientale dei pazienti e degli operatori. La Stroke unit rappresenta un elemento essenziale nella gestione e cura del paziente affetto da ictus acuto.  Dal 2004 la UOSD Stroke dell’Azienda Ospedaliera San Camillo è l’hub Area 3 per le reti tempo-dipendenti e dunque centro per la diagnosi, cura e prevenzione ictus cerebrale dell’area centro- sud est della Regione Lazio. Con un bacino di utenza di circa un milione e duecentomila abitanti, è il presidio di riferimento per due Unità di trattamento neurovascolare di I° livello (l’ospedale Sant’Eugenio e il Campus Biomedico) e 10 pronto soccorso. In quasi 20 anni di attività quasi 9.000 pazienti con patologia cerebrovascolare acuta sono stati accolti e curati dal team neuro-vascolare dedicato all’ictus cerebrale. Circa il 50% dei pazienti viene dimesso e torna a casa in modo autonomo. Il paziente, durante la degenza, viene curato costantemente da personale specializzato. Ubicata accanto al pronto soccorso, l’unità dispone, infatti, di requisiti tecnologici specifici e una precisa dotazione strumentale anche per le consulenze in telemedicina con gli Spokes. Dal 2022 è attivo un ambulatorio dedicato neurovascolare dove i pazienti dimessi possono essere seguiti, ma è possibile anche prendere in carico persone che desiderano fare prevenzione dell’ictus cerebrale. L’unità porta, infatti, anche un lavoro di prevenzione e diffusione delle informazioni circa la patologia cerebrovascolare tramite i corsi di formazione della rete regionale, nonché attività di ricerca clinica e scientifica con trial clinici e pubblicazioni di articoli su riviste internazionali. Il personale in dotazione consta di un responsabile neurologo, un neurologo per 4 posti letto per turno e un neurologo per attività di consulenza per turno diurno esperto nella gestione della malattia cerebrovascolare acuta, un infermiere con funzioni direttive, un infermiere esperto ogni 4 pazienti, un operatore tecnico all’assistenza per il turno diurno, un fisioterapista e un logoterapista. 

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