Impianti sportivi, le associazioni bocciano il nuovo regolamento "nel metodo e nel merito"

Contestati i contenuti e le procedure seguite dal M5s

ll Campidoglio vuole licenziare un nuovo regolamento per la gestione degli impianti e delle palestre scolastiche. Per farlo, ha convocato un'ultima assemblea a via Capitan Bavastro. Si svolgerà lunedì 15 gennaio. E si preannuncia come un appuntamento infuocato.

I nodi da sciogliere

Non è un mistero che i rapporti con molte associazioni sportive, in questi mesi sia stato complicato. Anche se la bozza del regolamento è stata già depositata a fine novembre, per ammissione del Campidoglio ci sono ancora dei nodi da sciogliere. Il Segretariato generale e l'Avvocatura capitolina sono stati interpellati per rispondere a molte questioni. Tra queste la possibilità di quantificare una durata minima per una concessione che prescinda dalla previsione di lavori sull'impianto. Va chiarito inoltre se c'è la disponibilità ad attribuire punteggio in base all'esperienza accumulata da un'associazione. Sono questioni dirimenti per chi opera da tempo nel settore.

Modalità di partecipazione criticabili

Non è un mistero che i rapporti tra il M5s e molte associazioni sportive siano diventati complicati. Le critiche non vengono lesinate. "Innanzi tutto contestiamo il metodo scelto, anche per quest'ultima assemblea che inizierà alle ore 19 e cioè un'ora prima che chiudano gli uffici – sottolinea Enzo D'Arcangelo, presidente del Codas (Comitato associazioni sportive) – sempre sul metodo, vorrei sottolineare che ad oggi la Commissione Sport non è stata neppure formalmente invitata". La contestazione non riguarda però solo le modalità con cui viene regolata la partecipazione. Dalla forma si passa velocemente alla sostanza.

Un difficile equilibrio economico

Uno dei temi più importanti da affrontare, riguarda la manutenzione degli impianti. Negli anni ha funzionato ricorrendo soprattutto al meccanismo della proroga: in cambio dei lavori sulla struttura, veniva allungata la concessione dell'impianto. Una scelta che l'attuale amministrazione ha deciso di contrastare. Puntando ad esempio sulla ricerca di un equilibrio economico, attraverso il permesso di svolgere attività commerciali all'interno dell'impianto. "Ma sulle 140 strutture comunali, solo un terzo dispone di bar o servizi di ristorazione – obietta il presidente della Codas – la maggior parte degli impianti ha infatti  dimensioni più contenute e la principale funzione che assolve è di carattere sociale: fa svolgere l'attività sportiva a prezzi contenuti". Difficile quindi che possa trovare al suo interno le risorse economiche per sostenere spese di manutenzione straoardinaria.

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La manutenzione degli impianti

"Se si guasta la caldaia o una pompa, la ripari Ma se invece la spesa è più consistente  – fa notare il presidente della Codas – come si fa a pensare che possa sostenerla una società sportiva che applica tariffe comunali? Dovrebbe pensarci il padrone di casa". Cioè il Campidoglio. Insomma, il timore è che ci sia una coperta corta. "Con il nuovo  regolamento cambierà tutto", ha promesso Angelo Diario, presidente della Commissione sport. Un cambiamento contestato però nella forma e nella sostanza. "Faremo un'ultima assemblea per decidere la linea da tenere all'incontro di via Capitan Bavastro" conclude D'Arcangelo. Le premesse sono già evidenti e non sembrano particolarmente concilianti.

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