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Le sfide per il dopo Frongia: dal Flaminio a Campo Testaccio tutti i nodi da sciogliere per il Campidoglio

L'eredità lasciata da Daniele Frongia al futuro assessore allo Sport

Il progetto di trasformazione dello Stadio Flaminio e quello di Campo Testaccio sono alle battute iniziali. L'intervento di riqualificazione del Pala Tiziano è andato a bando solo lo scorso luglio. E tante sono ancora le pratiche, legate all’impiantistica sportiva in città, che vanno seguite con attenzione.

L’addio di Daniele Frongia al Campidoglio, dopo quasi otto anni trascorsi in comune prima come consigliere e poi come assessore, ha messo Virginia Raggi davanti ad una necessità. Quella d’incaricare qualcuno a seguire le annose vicende che riguardano molti impianti sportivi capitolini. Si tratta spesso di strutture uniche, descritte con enfasi nei manuali di architettura. Ma sono anche edifici “vetusti” che hanno bisogno di essere riqualificati e rilanciati.

Lo stadio Flaminio

Lo stadio Flaminio è il caso più emblematico. Il capolavoro di Nervi è stato spesso additato come il classico esempio dell’incapacità pentastellata nel valorizzare i suoi beni. Per Salvini, protagonista di un blitz nel 2018, rappresentava “l’ennesimo simbolo di degrado della città”. Per il Campidoglio a trazione grillina, invece, è sempre stato “una priorità”. E per rilanciarlo, con i soldi della  Getty Foundation di Los Angeles è stato approntato un report di 600 pagine. Un piano di conservazione, non un progetto. Quest’ultimo, invece, è stato presentato lo scorso gennaio, dieci anni dopo la definitiva chiusura dell’impianto. E’ promosso dall’As Roma Nuoto, prevede un partenariato pubblico privato, e si trova alle battute iniziali. Motivo per cui il Campidoglio, che per anni ha incensato l’idea del suo rilancio, converrebbe seguire con attenzione lo sviluppo di una pratica su cui si gioca buona parte della propria credibilità.

La promessa su Campo Testaccio

Sempre di partenariato pubblico privato si parla nel caso di un’altra struttura originariamente dedicata al calcio: il Campo Testaccio. Dopo aver chiuso la porta in faccia al Municipio I, che aveva avviato un’interlocuzione con la Regione per il rilancio dello storico impianto, sul tavolo del Campidoglio lo scorso 31 marzo è arrivata un’altra proposta. Non se ne conoscono bene tutti i dettagli, ma l’assessore Frongia si era impegnato con le realtà del territorio, a cui aveva scritto una lettera, a fare andare avanti il progetto “solo se sarà favore della cittadinanza, partendo proprio dagli interessi delle scuole limitrofe e del quartiere ospitante”. Ora che Daniele Frongia non siede più in Campidoglio, occorre capire chi farà da garante per quella promessa.

L'eredità di Frongia: il Pala Tiziano

Un altro lavoro da portare a termine riguarda la riqualificazione  del Pala Tiziano. Proprio Daniele Frongia nel 2016 aveva annunciato che sarebbe stato “uno dei simboli di rinascita di Roma”. L’impianto, realizzato dall’ingegner Pier Luigi Nervi e dall’architetto Annibale Vitellozzi in previsione delle Olimpiadi di Roma, fino al 2018 è stato utilizzato dalla Virtus Roma. Da quando è rimasto chiuso ha subito atti vandalici ed un tentativo d’incendio. In questo caso il Comune ha gettato le basi per una sua riqualificazione, pubblicando, nell’estate del 2020, un apposito bando. Vale 2,5 milioni di euro e prevede interventi di rifacimento all’interno ed all’esterno, dagli spogliatoi alla copertura. Potrebbe essere questa l’eredità più importante, in positivo, lasciata da Frongia al suo successore. Ammesso che la sindaca decida di nominarne uno. Ed a condizione che, almeno quest'intervento, inizi davvero a prendere forma. Potrebbe essere utile anche in chiave elettorale. Ammesso che si riesca a far partire, in maniera convincente, almeno questo cantiere. 
 

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