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Scale mobili e ascensori nelle metro: a Roma fermi 186 impianti

Il punto sulla situazione in una commissione Mobilità

La situazione degli impianti di traslazione – fra scale mobili, ascensori e quant’altro insomma - nelle stazioni della metropolitana di Roma vede, al 31 marzo 2021, “186 impianti fermi”. E’ quanto riportato dal direttore generale di Atac Franco Giampaoletti nella commissione Mobilità trasmessa in streaming il 12 aprile: “Di questi 48 fermi per contingentamento flussi Covid (efficienti e regolarmente sottoposti a manutenzione ordinaria); 48 per fine vita tecnica - in sostituzione; 30 fermi in attesa di collaudi con enti; 60 per cause manutentive”.

Ancora Giampaoletti, riportato dal servizio di agenzia #direttamenteRoma che ha seguito la commissione, ha illustrato: “Di questi 60 se ne contano 17 fermi per problemi strutturali; 17 fermi per sostituzione catena gradini (con ritardi materiali causati da periodo Covid); 26 fermi per manutenzione correttiva. Sempre al 31 marzo 2021, 17 impianti di traslazione erano fuori servizio per infiltrazioni o altre problematiche strutturali”. Il tutto su un totale, “nelle linee metroferroviarie di Roma, di 735 impianti, suddivisi in: 389 scale mobili (la Linea A ne ha 101, più di tutti), 10 marciapiedi mobili, 290 ascensori, 44 servoscala, 2 piattaforme elevatrici. Nel 2017 a maggio abbiamo affidato a Metroroma Scarl la manutenzione degli impianti di traslazione. Nel 2018, ad ottobre, c'è stato l'incidente a Repubblica, che ci ha portato a mettere la stazione sotto sequestro”.

A giugno riapre Castro Pretorio

“Nel 2019 abbiamo avuto incidenti a Barberini e Spagna”, ha continuato Giampaoletti: “Nello stesso anno abbiamo proceduto con l'affidamento a Otis Servizi delle attività di ripristino delle scale mobili di Barberini, Repubblica, Spagna e Flaminio. Nel giugno 2020 è stato affidato il primo contratto applicativo Accordo Quadro sostituzione impianti per fine vita tecnica a Schindler Spa. Nel 2021 stiamo procedendo con i lavori di installazione degli ascensori a San Giovanni, con importo a base di gara di 210.318 euro”. A fine giugno 2021, intanto, riaprirà la stazione Metro B Castro Pretorio: Atac ha affermato in una nota diffusa il 13 aprile che i macchinari di scala mobile, giunti a fine vita tecnica avendo più di 30 anni, sono stati interamente sostituiti. Non solo, continua l’azienda: “I mesi trascorsi dall'inizio dei lavori sono serviti non soltanto a rimuovere i vecchi impianti e a consentire la costruzione e l'installazione di quelli nuovi, ma anche a svolgere importanti opere civili che consegneranno ai clienti una stazione adeguata alle normative, quindi più sicura e maggiormente fruibile”

“In particolare, sono stati effettuati estesi interventi all'infrastruttura che consentiranno in futuro di evitare la presenza delle numerose infiltrazioni che negli anni hanno interessato gli impianti, con danno per la loro funzione. Inoltre, sono stati rimossi degli elementi di amianto, sostituiti da materiali in acciaio e sono stati adeguati gli spazi per consentire procedure di evacuazione coerenti con le nuove normative anti-incendio”, ha spiegato la municipalizzata; e sempre in commissione il direttore generale di Atac aveva comunicato che a breve il Genio Civile dovrebbe dare luce verde agli interventi sulla stazione Policlinico, che dovrebbe vedere degli interventi simili a quelli effettuati a Castro Pretorio.

Gli allagamenti

Non mancano ulteriori criticità che comportano i ben noti allagamenti di cui si ha spesso notizia nelle giornate di pioggia che si abbattono sulla Capitale; per quanto riguarda Termini, ha riferito sempre il DG in commissione, si starebbe cercando di trovare un modo per “canalizzare al meglio le acque”, ma si tratterebbe di interventi che vanno ben oltre le possibilità di Atac e che non possono non coinvolgere la copertura di piazza dei Cinquecento. La stessa situazione si presenta nella stazione di Eur Palasport dove si verificano delle infiltrazioni “causate da problemi in superficie dove non può intervenire Atac”.

“Sovrapposizione di competenze”

“Anche Libia è una stazione drammatica, stiamo portando avanti un piano d'azione per risolvere il problema dell'allagamento”, ha riferito il dirigente: “A Cipro abbiamo dimostrato come si deve agire in sinergie con altri enti. Anche a Santa Maria del Soccorso abbiamo un ascensore bloccato perché ci piove dentro, ma a causa di un problema della pavimentazione di superficie”, ha aggiunto Giampaoletti. La situazione è ulteriormente complicata dalla sovrapposizione delle competenze: “Mentre sulle strade principali abbiamo la competenza del dipartimento Lavori Pubblici”, ha spiegato il rappresentante del dipartimento Mobilità del Campidoglio, “per le stazioni che si affacciano sulle strade meno importanti dobbiamo interfacciarci anche con Acea e il Municipio. In ogni tavolo ci ritroviamo ad interfacciarci con soggetti diversi”. 

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