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Annunciati nel 2017, "arriveranno nel 2024": i Cinque Stelle avanti (piano) sui due impianti di compostaggio di Cesano e Casal Selce

L'assessora Ziantoni: "Abbiamo iniziato le procedure di esproprio dei terreni, Ama sta effettuando le indagini preliminari". Li annunciò Pinuccia Montanari

"Da qui al 2024 puntiamo alla realizzazione degli impianti di compostaggio di Casal Selce e Cesano". Lo ha detto l'assessora comunale ai Rifiuti Katia Ziantoni, nel corso di una commissione capitolina congiunta Bilancio-Ambiente sui bilanci di Ama, il suo piano di risanamento e quello industriale. 

Sette anni quindi (se tutto andrà come da previsioni e al netto del cambio di amministrazione con la tornata elettorale di maggio) per realizzare due impianti di compostaggio, quelli che trasformano "l'umido" in concime tramite tecniche di biostabilizzazione aerobica. Uno a Cesano, in XV municipio, uno a Casal Selce, in XIII. Entrambi con capienza di circa 60mila tonnellate l'anno di rifiuti organici urbani biodegradabili, materiale verde e legno. Gli impianti vennero annunciati a luglio 2017 dall'allora assessora all'Ambiente Pinuccia Montanari. Facevano parte del suo piano rifiuti approvato in Consiglio comunale. L'assessora nel frattempo è cambiata (dopo un anno e mezzo di vuoto) ma i progetti sono rimasti lì.  

"Abbiamo iniziato le procedure di esproprio dei terreni, Ama sta effettuando le indagini preliminari" ha spiegato Ziantoni. Al 2024 è fissato il traguardo finale. Tempi lunghi, un po' troppo per imprimere una svolta decisiva al ciclo rifiuti cittadino. Annunciati appunto ormai tre anni, il via libera della Conferenza dei servizi con la Via (Valutazione di impatto ambientale) per Casal Selce è arrivato a novembre 2019, per Cesano lo scorso agosto.

Tempi lunghi, dicevamo. Tra vincoli paesaggistici da superare che hanno dovuto attendere il nulla aosta del ministero dei Beni culturali, e le proteste sul territorio, sono passati tre anni. E adesso, come spiegato dall'assessora, per quanto l'intenzione sia quella di imprimere un'accelerata significativa ai progetti, ne serviranno altri quattro.  

In forte ritardo anche la raccolta differenziata. Lo stesso piano dell'allora assessora Montanari la prevedeva al 70% entro il 2021. "Nel 2020 è superiore al 45%" ha spiegato in commissione Ambiente l'amministratore unico di Ama Stefano Zaghis, mostrandosi comunque ottimista. "Dobbiamo tenere conto che questo è stato un anno particolare per la pandemia. Questi valori cresceranno progressivamente negli anni prossimi grazie agli investimenti sulla flotta, sulla logistica e sugli impianti". 

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