Giovedì, 29 Luglio 2021
Politica

Impianti rifiuti, il Governo a Regione e Comune: "Entro due mesi chiudere iter", ma il Campidoglio li ha già bocciati

Ecco perché l'emendamento M5s allo Sblocca Cantieri non aiuta Roma

Immagine d'archivio

Due mesi di tempo, in generale, per autorizzare gli impianti di lavorazione dei rifiuti organici, nel Lazio e sul territorio di Roma Capitale. E' quanto prevede un emendamento al decreto legge Sblocca Cantieri approvato in Senato, firmato dalle senatrici grilline Vilma Moronese, Barbara Floridia, Paola Nugnes, Patty L'Abbate. Sessanta giorni per chiudere le Conferenze dei servizi e le relative procedure di concessione dei permessi a impianti di compostaggio, superando vincoli e pareri negativi vari ed eventuali, perché Roma si sa ha bisogno di smaltire in autonomia i rifiuti. E avere uno sbocco sul territorio per la gestione aerobica della frazione organica potrebbe alleviare molto il quantitativo di immondizia da conferire fuori città. 

Già, ma lo stesso emendamento nel caso specifico romano, almeno per gli impianti il cui iter è già partito, servirà a poco o niente. Parliamo delle Conferenze dei servizi partite a fine aprile per le due strutture da realizzare, sulla carta, a Cesano (municipio XV) e a Casal Selce (municipio XIII). I tempi, da normativa vigente 90 giorni, non sono comprimibili a iter già in corso. E se anche lo fossero, in linea generale non aiuterebbero l'approvazione dei due impianti, perché su entrambi gravano pareri negativi degli stessi uffici del Campidoglio. Che l'emendamento dei grillini al Governo sembra aver ignorato. 

Perché accorciare l'iter non serve ora a Roma

Ridurre i tempi delle Conferenze infatti, nel caso specifico, riduce anche la possibilità di superare gli ostacoli posti dagli enti. C'è il no del dipartimento Urbanistica su Cesano. Qui l'area era destinata a uno spazio per la delocalizzazione di autodemolitori. Quindi servirebbe una variante al Piano regolatore da votare in Aula capitolina. Non proprio una cosa veloce. Il tutto necessiterebbe anche di una procedura di esproprio. Poi c'è lo stop della Sovrintendenza per quanto riguarda il ritrovamento di alcuni reperti archeologici, e ancora su Casal Selce il vincolo paesaggistico e l'esproprio alla regione Lazio, proprietaria del terreno. 

Insomma, ridurre i tempi per l'approvazione degli impianti non servirà alla Capitale. "Accorciare i tre mesi previsti fino a oggi va contro gli stessi principi del Movimento Cinque Stelle, dalla trasparenza alla partecipazione" è il commento dall'assessorato ai rifiuti della Regione, dove escludono che il contenuto dell'emendamento si possa applicare agli iter già in corso. "Per Roma in questo momento, per gli impianti compost indicati, non serve a nulla". Senza contare la contraddizione: "E' il Comune che ha chiesto sei mesi di tempo perché mancavano alcune carte. E adesso sono loro a ridurre i tempi?". 

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