Marino 'regala' dieci immobili alla polizia: "In cambio più agenti sul territorio"

Il sindaco lo ha annunciato ai microfoni di Radio Radio: "L'altro ieri sera ho trasmesso una lettera ufficiale al viceministro dell'Interno"

Dieci immobili ceduti gratuitamente alle forze dell'ordine per aumentare la sicurezza sul territorio romano. La notizia è stata data dal sindaco Ignazio Marino nel corso di un'intervista ai microfoni di Radio Radio. "L'altro ieri sera ho trasmesso una lettera ufficiale al viceministro dell'Interno, Filippo Bubbico, con l'elenco dei primi dieci immobili che abbiamo già individuato insieme al vicesindaco Luigi Nieri". La cessione in comodato d'uso gratuito rientra all'interno dell'intesa tra Roma Capitale e il Viminale.

Tra i primi immobili destinati a ospitare commissariati e sedi operative, ha spiegato Marino, "ci sono per esempio due ex scuole non più necessarie a fini didattici, a via Tedeschi e a via Appiani, e un edificio reso libero dai Vigili urbani a via Canzone del Piave” ha spiegato il sindaco. “In questo momento siamo entrati in una fase operativa, dove abbiamo già trasmesso questo elenco al viceministro dell'Interno che stamattina ho incontrato personalmente al Viminale: loro sono assolutamente pronti a rendere fattiva questa collaborazione".

Lo scambio costituisce un “aiuto materiale ed economico al Governo” ha spiegato Marino che ha conteggiato la spesa per 5 anni di affitti: “70 milioni di euro”. In cambio non soldi  “ma più uomini e auto delle forze dell'ordine nei nostri quartieri. Un segno concreto contro le piaghe che affliggono la città, dallo spaccio di droga all'abusivismo commerciale".

La notizia non è piaciuta però al sindacato Unione Inquilini che ha commentato negativamente la scelta. Spiega Massimo Pasquini: “E' uno schiaffo alla città che oggi più che mai vive un momento di precarietà abitativa molto forte senza che dall'amministrazione capitolina arrivi alcuna risposta adeguata: mentre non si procede con la graduazione degli sfratti né si procede con la lista per l'assegnazione di case popolari si verificano solo sgomberi e gli sfratti sono in aumento” denuncia.  A colpire particolarmente il fatto che“la donazione di questi immobili non rientra all'interno di un percorso più complessivo sul recupero degli immobili inutilizzati di proprietà comunale, dove possono trovare spazio diverse necessità”. Per Pasquini un segnale negativo “che non tiene conto della pericolosa situazione sociale che sta vivendo questa città”.

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