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Anche l'lluminazione pubblica è peggiorata: aumentano i guasti e si allungano i tempi di riparazione

È uno dei settori in cui i romani si dicono meno insoddisfatti, ma mostra comunque criticità dovute alla lunghezza dei tempi di ripristino e all'incertezza sulla gestione

Nel quinquennio 2015-2019 il servizio di illuminazione pubblica ha visto tendenzialmente aumentare il numero dei guasti, con due principali criticità che vi gravano sopra: l’illegittimità dell’affidamento in-house espressa dall’autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM), con conseguente gestione in proroga ad Acea in attesa di una nuova gara, e i lunghi tempi di attesa per il ripristino delle problematiche.

A sostenerlo è l’Agenzia per il Controllo e la Qualità dei Servizi Pubblici Locali di Roma Capitale (Acos) nell’ambito dell’indagine commissionata in vista delle imminenti elezioni e dedicata ai cinque principali settori attorno a cui ruota la gestione della città: igiene urbana, verde pubblico, servizi online, trasporti e illuminazione pubblica.

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L’indagine di Acos è stata condotta attraverso sondaggi online e interviste a campione, e ha già evidenziato come i romani non siano soddisfatti né dell’igiene urbana né del servizio di trasporto pubblico. Anche sul fronte illuminazione emerge lo scontento, seppur in modo meno evidente: i guasti nel quinquennio 2015-2019 sono aumentati rispetto al precedente, con un picco nel 2016 di ben 1916 lampade spente in media al giorno. Nel 2019 la curva è scesa sotto le mille, ma il voto dato al servizio dai romani risulta in caduta libera e decisamente sotto la sufficienza.

L’indagine ha però evidenziato due tendenze diverse in termini di opinione: per chi ha partecipato tramite interviste a campione (2001 le persone che hanno risposto) il servizio non evidenzia sostanzialmente criticità (81%) e il problema dei guasti risulta poco rilevante (8% illuminazione assente per lampade spente, 5% guasti ricorrenti). I cittadini che hanno invece partecipato al sondaggio sul sito dell’agenzia hanno nella stragrande maggioranza dei casi segnalato problemi (su 174 rispondenti, soltanto l’8% lo descrive privo di criticità) e i guasti hanno maggiore rilevanza (illuminazione per lampade spente e guasti ricorrenti rispettivamente per il 49% e il 44% dei rispondenti).

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Acos: “Tempi di attesa per il ripristino dei guasti inadeguati”

Gli approfondimenti condotti da Acos evidenziano, comunque, che i tempi effettivi medi di ripristino dei guasti dichiarati da Acea sono in aumento tendenziale nel quinquennio 2015-2020, e che gli standard contrattuali non sono adeguati alle condizioni di mercato. Interpellando i romani sulla loro soddisfazione, però, emergono nuovamente opinioni discordanti: il 73% di è stato intervistato ha sostenuto di non avere avuto necessità di usare il servizio di segnalazione guasti, e si è dichiarato comunque soddisfatto, per i partecipanti (174) al sondaggio aumenta sensibilmente sia la quota degli utilizzatori del servizio (69%) sia la percentuale dei non soddisfatti (72%).

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Negativi anche gli esiti del monitoraggio sulla gestione dei guasti, che segnalano elevate percentuale di guasti non ripristinati entro il tempo massimo standard previsto da contratto di servizio: “Il giudizio complessivo sul servizio di illuminazione pubblica che emerge dal sondaggio online - conclude Acos - con un 45% di utenti insoddisfatti (36% insufficiente, 9% pessimo, base rispondenti 174), conferma la tendenza in peggioramento della percezione dei romani sulla qualità del servizio espressa nell’andamento del voto sulla illuminazione pubblica in occasione della ricerca sulla qualità della vita in città”.

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