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Guido Improta, Ignazio Marino e Giovanni Legnini

Guido Improta, Ignazio Marino e Giovanni Legnini

Il nuovo governo Renzi tiene in standby Marino e la sua giunta

L'assessore alla mobilità Improta aspetta una chiamata per fare il sottosegretario. Legnini vuole capire il duo destino per dare la propria disponibilità a sostituire Daniela Morgante

In mano al governo Renzi. Il rimpasto di giunta, tanto agognato dal Pd romano e osteggiato dal sindaco Marino, potrebbe essere imposto dalle scelte del premier incaricato. Già perché alcune pedine potrebbero muoversi in base a quelle che saranno le consultazioni di questi giorni. Due i nomi caldi, quelli di Guido Improta e di Giovanni Legnini. Smentite invece le ipotesi di abbandono da parte del segretario Liborio Iudicello Segretario generale del Campidoglio e dato come possibile uomo di fiducia di Matteo Renzi. Dopo le indiscrezioni infatti il Campidoglio si è affrettato a blindarlo. Troppo grande sarebbe stata la perdita, sia in termini di competenza, sia in termini di immagine.

Già, l'immagine. Marino teme proprio la grande fuga dal Campidoglio, vissuta come un abbandono della barca che affonda. Anche per questo sta vivendo questi giorni con il fiato sospeso, cercando fra l'altro di non avanzare richieste particolari al segretario del suo partito, conscio però di poter essere costretto a farlo a breve.

E ad abbandonare la nave potrebbe essere per primo Guido Improta. L'assessore alla mobilità, ex rutelliano ora renziano con un passato da sottosegretario montiano, sogna di tornare nell'esecutivo, proprio nella veste di sottosegretario. A suo favore gioca il recente varo del piano del traffico e la vittoria nella vertenza relativa alla Metro C. Il suo profilo di tecnico potrebbe fare al caso di Matteo Renzi, alle prese con un difficile equilibrio tra il profilo politico e tecnico da dare al proprio governo.

Entrano in questi giochi di equilibrismo anche le eventuali conferme. Giovanni Legnini, attuale sottosegretario al Tesoro e molto amico del sindaco Marino, aspetta di capire cosa ne sarà di lui. In ballo c'è la possibilità di sbarcare in Campidoglio per prendere il posto di quella Daniela Morgante ormai invisa a tutti, sindaco Marino in testa. Legnini però vuole anche un'altra garanzia, ovvero quella della ricandidatura a parlamentare. A dargliela dovrà essere proprio Matteo Renzi. Insomma tra Legnini e la poltrona di assessore al bilancio ci sono un no e due sì. Il no alla riconferma, il sì alla ricandidatura alla Camera, in caso di abbandono dello scranno in Parlamento, e il sì all'amico Ignazio Marino.

A complicare il tutto l'approvazione del bilancio e i tempi più dilatati. Con il precedente limite per l'approvazione dei bilanci dei Comuni fissato al 28 febbraio un avvicendamento sarebbe stato molto più facile vista la coincidenza temporale tra le votazioni in Aula e le nomine dei nuovi sottosegretari. Ma lo spostamento dei termini ad aprile voluto dall'Anci, con il relativo slittamento delle decisioni della Giunta a dopo la formazione del nuovo Governo, vista la necessità di concordare con lo stesso il valore della Tasi, rende molto complicato sostituire l'attuale assessore.

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