Martedì, 18 Maggio 2021
Politica

Il collettivo di Monteverde che lavora per l’unità della sinistra

Incontro con “Roma12 in Comune”, realtà di territorio che tiene dentro Sinistra Italiana, Articolo1 e “tanti senza partito”. Nei quartieri, ci dicono, “le sigle politiche non esistono”

Iniziative territoriali, attenzione ai problemi locali dei quartieri con una vocazione spiccatamente virata a sinistra: sono diverse le esperienze di municipio, di rione o di zona, a Roma, che riescono a tener dentro cittadini delle più disparate identità politiche e a costruire quello spazio per la sinistra “civica, ecologista e antifascista” di cui spesso si sente parlare. Alcuni percorsi di questo genere sono spesso embrionali; altri riescono a darsi una struttura e un’identità. Roma12 in Comune appare essere del secondo tipo; un coordinamento territoriale che ha la capacità di rimobilitare tanti “cittadini di sinistra senza partito”, secondo quanto affermato dagli animatori.

Roma12 In Comune, un laboratorio unitario

RomaToday ha incontrato Sandro De Toni, che di Roma12 In Comune è “uno dei promotori”. Le attività di questo gruppo territoriale sono simili ad altre esperienze cittadine, come “Aurelio in comune” del XIII Municipio. Sono già state organizzate diversi appuntamenti sui temi di interesse della dodicesima municipalità, fra cui il tema della Valle Galeria, della scuola durante il Coronavirus, delle politiche urbanistiche e delle vertenze della valle dei Casali; è in programma per il 21 aprile un’iniziativa sull’ospedale Forlanini alla presenza dei sindacati del pubblico impiego. “Alle nostre attività”, spiega De Toni, “partecipano esponenti della sinistra sindacale, di Sinistra Italiana, di Articolo1, di Roma2021 di Stefano Fassina; ma la maggior parte sono cittadini senza affiliazione. Il problema è che i partiti tradizionali sul territorio non riescono a seguire i temi e allora sorgono organizzazioni per così dire informali”.

“L’unità della sinistra è possibile”

Da questa esperienza, spiega, potrebbe nascere un diretto coinvolgimento elettorale alle amministrative del XII Municipio in programma per settembre: “E’ possibile, siamo in attesa di capire cosa accade a livello romano. E’ anche possibile, anche se non me lo auguro, che alcuni di noi appoggeranno una lista, altri un’altra. Noi vogliamo andare oltre le elezioni e rimanere come presidio civico permanente sul territorio, che dimostra che l’unità della sinistra, se lo si vuole, è possibile. I partiti tradizionali tendono a spaccare il capello in quattro e discutere dei massimi sistemi, una forma come la nostra riesce a tenere dentro chi è contrario ad appoggiare il governo Draghi e chi è più possibilista; dialoghiamo con le associazioni locali, stiamo nei conflitti del territorio, generiamo partecipazione e coinvolgiamo i comitati e i quartieri. Se lavori così costruisci un’unità che regge anche se poi elettoralmente eventualmente ci si divide”.

“La giunta Crescimanno ha deluso”

Secondo De Toni, che “non esclude dunque un’alleanza o un appoggio al candidato del Partito Democratico”, il centrosinistra ha buone possibilità di riconquistare la presidenza del XII Municipio. La giunta guidata da Silvia Crescimanno, spiega De Toni, “è stata perlopiù assente. Salviamo forse il solo assessore Galletti all’ambiente che ha mantenuto spazi di dialogo aperti, gli altri dopo le elezioni non si sono più fatti vivi. Il XII Municipio non è solo Monteverde, parliamo di una città da 140mila abitanti con periferie estreme che soffrono di diversi problemi. Mi aspetto”, conclude, “forse un miglior risultato dei Cinque Stelle nell’area esterna, dove il disagio rimane più alto”

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